Il cervello degli obesi risulta più vecchio di 16 anni e più piccolo dell'8% rispetto a chi mantiene la linea
cervello

Quando si ingrassa dimagrisce il cervello. È quanto dimostra da uno studio diretto da Paul Thompson dell’ Università di Los Angeles.
I chili di troppo restringono il cervello e lo invecchiano: le persone in sovrappeso e obese, infatti, hanno il cervello di 8-16 anni più vecchio di quello dei coetanei magri e in media dell’8% più piccolo
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In particolare presentano ‘assottigliate’ le aree deputate alle funzioni cognitive, come memoria e apprendimento.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Human Brain Mapping, ha coinvolto 94 settantenni.
Questa ricerca potrebbe avere palesato l’anello mancante dell’ associazione obesità-demenza. Infatti è possibile che i chili di troppo rimpiccioliscano il cervello predisponendolo, dunque, al morbo di Alzheimer.
Le 94 persone arruolate per lo studio non solo erano tutte sane, ma cinque anni prima si erano sottoposte a una scansione cerebrale, una risonanza, quindi erano sane da almeno cinque anni e non colpite, quindi, neppure da accenni di demenza.
Dallo studio è emerso che i cervelli degli individui in sovrappeso sono il 6% più piccoli dei coetanei in linea,  i cervelli delle persone obese sono l’8% più ristretti.
A risentire dell’assottigliamento sono soprattutto i lobi frontale, area della pianificazione, e temporale, area di memoria e apprendimento, ntrambi importantissimi per le funzioni cognitive. 
Secondo gli esperti i chili di troppo, causando arterosclerosi e quindi alterazione del flusso sanguigno, riducono l’afflusso di sangue al cervello, modificandone così il metabolismo. Queste modifiche porterebbero direttamente a morte cellulare e quindi a restringimento cerebrale.
 

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