Sempre più la ricerca medica si indirizza, per individuare l’origine delle malattie, ad indagare sul sistema immunitario.
E proprio un difetto alle cellule ‘natural killer’ del sistema immunitario che hanno il compito di neutralizzare i virus sarebbe all’origine , almeno secondo uno studio italiano, delle epatiti croniche B e C.
La ricerca – pubblicata su ‘Gastroenterology’, organo ufficiale della American Gastroenterological Association – è coordinata da Mario Mondelli della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia.
La scoperta aprirebbe la strada a nuove terapie. Queste cellule avrebbero un difetto funzionale che determina le epatiti virali croniche in quanto sono incapaci di produrre una sufficiente quantità di interferone gamma sostanza solubile che consente di agire contemporanemanete su un ampio numero di cellule del fegato infette.
Rimanendo invece l’azione di uccisione limitata ad una sola cellula infetta per volta,i virus dell’epatite B e C persistono «indisturbati nel fegato dei pazienti che non sono in grado di eliminarli.
La terapia antivirale delle epatiti croniche potrebbe giovarsi del supplemento di immunostimolanti come l’interferone gamma e altre citochine ‘protettive’, allo scopo di correggere il difetto identificato e di eliminare così stabilmente i virus dal fegato.
E proprio un difetto alle cellule ‘natural killer’ del sistema immunitario che hanno il compito di neutralizzare i virus sarebbe all’origine , almeno secondo uno studio italiano, delle epatiti croniche B e C.
La ricerca – pubblicata su ‘Gastroenterology’, organo ufficiale della American Gastroenterological Association – è coordinata da Mario Mondelli della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia.
La scoperta aprirebbe la strada a nuove terapie. Queste cellule avrebbero un difetto funzionale che determina le epatiti virali croniche in quanto sono incapaci di produrre una sufficiente quantità di interferone gamma sostanza solubile che consente di agire contemporanemanete su un ampio numero di cellule del fegato infette.
Rimanendo invece l’azione di uccisione limitata ad una sola cellula infetta per volta,i virus dell’epatite B e C persistono «indisturbati nel fegato dei pazienti che non sono in grado di eliminarli.
La terapia antivirale delle epatiti croniche potrebbe giovarsi del supplemento di immunostimolanti come l’interferone gamma e altre citochine ‘protettive’, allo scopo di correggere il difetto identificato e di eliminare così stabilmente i virus dal fegato.











