Dopo 3 ore di seduta, la maggioranza ha votato la creazione di una commissione tecnica per la valutazione delle soluzioni dei problemi inerenti al trattamento dei reflui della valle del Genna; le minoranze compatte hanno presentato un documento alternativo. 
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Tema centrale del Consiglio Comunale di Marsciano è stato il punto che riguarda il futuro del biodigestore di Olmeto; 12 i punti all’ordine del giorno del terzo Consiglio Comunale “dell’era Todini”.
Sala gremitissima e alle 18.00 inizia la seduta con tutti i 20 consiglieri presenti: prende la parola l’assessore Regni, che chiede una formale presa d’atto del Consiglio Comunale per il servizio di registrazione delle sedute del Consiglio stesso, già sperimentato ed in fase di perfezionamento nei primi due consigli, finalizzato alle dirette web che arriveranno.
Si inizia con l’ordine del giorno con l’approvazione del verbale della seduta consiliare e poi con una ratifica della deliberazione di Giunta Comunale n.221 del 11/08/2009, che riguarda delle variazioni al bilancio di previsione 2009; L’approvazione è stata votata dalla maggioranza con il voto contrario degli 8 consiglieri di opposizione.
Si giunge al terzo punto: l’oggetto è la convenzione per lo svolgimento del servizio di segreteria comunale tra i comuni di Marsciano e San Venanzo; il direttore generale, Cimbelli, illustra la convenzione, che durerà 5 anni, un rinnovo necessario dopo le elezioni delle due giunte dei comuni in oggetto: la convenzione prevede che il servizio di segreteria verrà svolto per 30 ore settimanali a Marsciano e 6 ore settimanali e San Venanzo: il consiglio lo vota all’unanimità.
Quarto punto all’ordine del giorno è quello dell’approvazione del nuovo statuto e della nomina dei 3 membri in rappresentanza del Comune di Marsciano alla Comunità Montana dei comuni del Trasimeno “Medio Tevere”: 2 alla maggioranza ed il restante all’opposizione.
Il capogruppo del Pd Ceccarelli dichiara che i candidati del partito alla carica di rappresentante sono il Sindaco Todini ed il consigliere del Pd Cipriani: 13 voti per il Sindaco e Cipriani, 8 schede bianche.
Stesso iter per la votazione del rappresentante dell’opposizione: si nominano gli scrutatori e poi si vota: il consigliere delle opposizioni è Sorbini, di Rifondazione comunista che viene eletto; votato, con 5 astenuti, anche il nuovo statuto.
Il punto seguente riguarda una lottizzazione di terreni edificabili a San Biagio della Valle, di proprietà I.F.F. s.r.l., e più precisamente, le proroga dei termini, su richiesta della ditta costruttrice: si tratta della lottizzazione, autorizzata e creata fra il borgo e la strada che porta a Bagnaia.
Piccioni illustra il punto in questione, affermando che l’atto è complesso, visto che ci sta di mezzo un parere della Regione che blocca il lavoro con ricorso della ditta al Tar; inoltre la richiesta di proroga è giunta dopo lo scadere dei lavori, quindi si dovrebbe dare una nuova autorizzazione.
Prende la parola anche il Sindaco Todini, che ribadisce che ci sono vari problemi sulla lottizzazione in oggetto: è in corso una nuova richiesta di valutazione dell’incidenza ambientale alla Regione, e si riserva di approvare in un secondo tempo la proroga dei lavori, solo dopo un’eventuale valutazione positiva della Regione; si procede con il voto unanime per il diniego alla proroga.
Il sesto punto riguarda l’adesione del comune di Marsciano all’associazione “Mayors for peace” e alla campagna “2020 vision”, per un mondo libero da armi nucleari; il Consiglio approva all’unanimità.
Settimo punto sulla declassificazione di un tratto di strada vicinale “di Palazzone” in località “Folignaccio” di Compignano: il geometra Tempesta illustra ai 20 consiglieri l’atto: tutti favorevoli.
Il punto successivo è stato rinviato per ulteriori approfondimenti.
Si arriva quindi al punto caldo della giornata, il nono punto che riguarda “le prospettive della zootecnia nel territorio di Marsciano”.
Ceccarelli, capogruppo del Pd, illlustra l’iter che ha portato fino a questa ipotesi, ricorda gli incontri delle commissioni comuni e delle varie riunioni di capogruppo per discutere del futuro della vallata del Genna.
Ha ripercorso anche i problemi dell’ultimo mese, a partire dalla chiusura imposta dall’Arpa, che ha imposto alla struttura “l’immediato blocco dei conferimenti conduttati e non”, con il grave problema che è sorto per gli allevatori, che non sanno più dove smaltire i reflui.
Con un’ordinanza il Sindaco ha proibito il reinstallo suinicolo presso gli allevamenti marscianesi, bloccando di fatto l’attività degli allevatori locali.
Ceccarelli riassume ciò che è emerso dai vari incontri sopracitati e che vuole essere l’ipotesi di maggioranza per risolvere le problematiche : creare un comitato, tecnico e non politico, limitare gli apporti al biodigestore nella misura dei conferimenti dell’anno precedente con un blocco del numero di capi, anche questo riferito ai suini presenti nel territorio al momento.
L’ipotesi per la commissione speciale, illustrata da Ceccarelli, prevede la presenza di tecnici individuati dalla Giunta, tecnici nominati dalla Regione, un tecnico indicato dal Ministero dell’ambiente, un altro dal Ministero dell’agricoltura, uno individuato dall’Università di Perugia, uno dagli allevatori e tre consiglieri comunali.
“E’ una questione anche di tempo, bisogna intervenire velocemente e capire subito se la richiesta degli allevatori è realizzabile e seria, per dare una risposta al settore suinicolo che al momento è bloccato”.
Ceccarelli mette anche in evidenza come il percorso era, secondo lui, condiviso anche dalle minoranze ma il 27 Luglio (ndr data degli arresti a Bettona per il biodigestore) il clima è cambiato a Marsciano; preannunciando quindi una posizione diversa delle minoranze.
Risponde per le opposizioni l’esponente del Pdl Mele, annunciando un accordo delle due opposizioni su un documento comune:  perchè “E’ troppo generico e non garantista per la popolazione e per gli allevatori la posizione della maggioranza: c’è bisogno di una analisi politica che arrivi a farci capire di chi sono le responsabilità della situazione presente”.
Ha poi illustrato quali sono, secondo lei, i punti poco chiari del documento illustrato da Ceccarelli, evidenziando anche come la nomina dei tecnici, fatta dalla Giunta, sarebbe un’ulteriore presa in giro su questa tematica.
Il documento comune, realizzato dalle due opposizioni condivide, in parte, l’analisi della situazione creatasi nella vallata del Genna, ma ha 4 punti fermi: l’immediato rinnovo delle figure apicali della SIA e dei vari professionisti esterni di nomina politica, l’immediato svuotamento e bonifica dei laghetti collinari, la messa in sicurezza ed il successivo svuotamento degli invasi di stoccaggio e l’istituzione di due Commissioni: una speciale ex art. 35, composta da un membro nominato dal Ministero dell’Ambiente, un altro dal Ministero per le Attività produttive ed un rappresentante delle realtà zootecnico imprenditoriali del comparto suinicolo marscianese, oltre a due rappresentanti delle opposizioni ed un perito nominato dalla cittadinanza; l’altra commissione temporanea prevede al suo interno tutti gli elementi della filiera produttiva, con compiti chiari e precisi.
Lo stesso documento viene illustrato anche da Mattioli, del Prc, che mette in evidenza “le grandi differenze esistenti tra i due documenti: “ci sono interessi comuni sia dei residenti che degli imprenditori in quella valle, e devono essere salvaguardati partendo dalle responsabilità di questo disastro: non dobbiamo far finta che non sia successo niente, se i cittadini vivono dei disagi, se gli allevatori non possono continuare ad andare avanti, evidentemente qualcuno ha delle colpe”.
Anche il Movimento per la qualità della vita, con il consigliere Velloni ribadisce l’appoggio al secondo documento, quello comune delle opposizioni, ribadendo l’urgenza della questione: “Il clima è troppo teso nella zona, stasera per l’ennesima volta ci sono stati dei forti diverbi fra alcuni componenti del comitato ed altri allevatori, che si sono incontrati mentre era presente una troupe televisiva per realizzare un servizio sulla vicenda: vuol dire che la gente è esasperata, se dei compaesani abbandonano i normali rapporti di vicinato per dichiararsi guerra”.
Prende la parola il capogruppo di Sinistra e Libertà, Bertini,che dice che “non si può sbattere la porta in faccia agli allevatori: la maggioranza ha fatto alcuni errori ma la mia memoria non ricorda particolari arringhe delle minoranze di oggi nel passato; bisogna intervenire subito”.
Liotti risponde a Bertini, per spiegare meglio il documento di minoranza, che, secondo l’esponente del Pdl, garantisce gli allevatori così come i residenti: “Non potete autoassolvervi sui peccati che avete commesso in 20 anni, è questo che divide sostanzialmente i due documenti: noi chiediamo giustizia voi fate finta di nulla per continuare così”.
Arriva poi il turno dell’esponente di Proposta Marsciano, Marcacci, che mette subito in evidenza come la sala del Consiglio sia colma e divisa in due: allevatori da una parte, residente dall’altra, con in mezzo, per l’ennesima seduta, le forze dell’ordine, senza che ci siano mai stati momenti di tensione.
Il documento presentato da Ceccarelli” prosegue Marcacci “ non è nato una mattina sotto un cavolo ma è frutto di un lavoro lungo e, fino ad un certo punto, condiviso: non è vero che l’attuale maggioranza sia il proseguo del Chiacchieroni bis, c’è una discontinuità evidente”.
“Litighiamo in un secondo momento, ma pensiamo subito a dare una soluzione al presente: ci sono delle responsabilità per il passato, ragioniamone in un secondo momento ma troviamo il modo di iniziare a ipotizzare una soluzione per il futuro” dice Marcacci.
L’invito finale è di trovare una soluzione condivisa: “Invito il Sindaco a non procedere al voto, ci vuole una maggioranza unanime e credo ci voglia una sospensione per un incontro fra i capigruppo”.
Ma l’ora è tarda e la richiesta di Marcacci cade nel nulla; prende la parola il Sindaco Todini: “Questa nuova giunta ha un modo di procedere che si basa sulla concertazione e sulla volontà di ascoltare tutte le voci: ci sono forze politiche che sono in difficoltà di dimostrarsi all’altezza di una fase nuova ed un momento nuovo”.
Ringrazia per l’impegno l’assessore Lipparoni e il presidente del consiglio Caciotto, che si sono prodigati in questi giorni per trovare una sintesi condivisa: “Abbiamo ricevuto dalla Ceam una richiesta di poter gestire l’impianto di Olmeto, quindi la posizione degli allevatori è favorevole ad un impianto consortile, non i depuratori di stalla: l’una è presentata dagli allevatori, l’altra da forze politiche e fra le due gli allevatori hanno ancora ribadito la validità di un impianto consortile”.
Todini si dice “soddisfatto dalla discussione perchè, a prescindere dalle divergenze dei documenti, è emerso che non ci sono forze che si dicono pregiudizialmente contro alla riapertura della struttura di Olmeto: è un risultato politico per il quale ringrazio il Consiglio Comunale”.
A tardissima ora, dopo le nove e dopo gli interventi ulteriori delle opposizioni, riprende la parola Ceccarelli, per modificare il documento presentato dalla maggioranza: la commissione diventa tecnica, visto che non c’è più l’accordo con le minoranze, che avevano richiesto la commissione speciale: si va finalmente a votazione alle 21.10 con la proposta della minoranza che prende 8 voti e quella della maggioranza che passa con 13 voti, con l’astensione di Bartoccioni, prospettando quindi un tavolo tecnico per il futuro di Olmeto votato a maggioranza.

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