Il Know how tecnologico esportato nel mondo; accordi anche con "Us secret Service" americano
poste

C’è qualcuno che sostiene che gli italiani sono esterofili e lagnoni per cui “l’erba del vicino è sempre più verde”.
Ma forse i criteri con cui in Italia si valutano le cose sono troppo rigidi o quelli che usano all’estero sono troppo morbidi.
Sta di fatto che il servizio postale italiano ha ottenuto il «Postal Technology International Award» 2009  come il miglior Service Provider dell’anno. Il premio è stato conferito nel corso del Post Expo 2009, la più importante manifestazione mondiale del settore, in quanto i servizi postali italian si sono distinti per ricerca, sviluppo ed innovazione dei processi.
I riconoscimenti, assegnati da una giuria di 18 membri esperti del settore ed appartenenti ai maggiori operatori mondiali (Usps, Royal Mail, Tnt, Dhl e così via), sono divisi sulla base di 6 diverse categorie: Innovazione Tecnologica, Innovazione nei processi di delivery, Innovazione dei trasporti e logistica, Sostenibilità e Ambiente, Miglior Supplier e Miglior Service Provider.
Poste Italiane è stata giudicata miglior Service Provider dell’anno grazie al ruolo centrale che occupa nell’erogazione di servizi a 360 gradi
: «l’azienda guidata da Massimo Sarmi ha saputo infatti mantenere ben saldi i principi della propria mission aziendale declinata attraverso la capillare presenza sul territorio – con 14 mila uffici postali e un organico di 150 mila dipendenti – e la tradizionale vocazione a cogliere le esigenze della propria clientela, si tratti del privato cittadino, dell’azienda o della pubblica amministrazione», si legge in una nota. «Il tutto attraverso una gestione equilibrata e lungimirante che l’ha portata a chiudere il bilancio, per il settimo anno consecutivo, in crescita – nonostante la crisi che ha colpito tutti gli altri operatori del settore – e a porre le basi per una sempre crescente presenza internazionale grazie all’esportazione del suo modello d’impresa e del proprio know how tecnologico, come dimostrano gli accordi sottoscritti con gli operatori di settore stranieri e le intese con lo Us secret Service americano», conclude la nota.

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