Sarà pur vero che “un Giudice di pace non fa primavera” ma qualche speranza che i vecchi e nuovi monopolisti la smettano di fare quel che gli pare c’è.
Secondo il giudice di Acireale le spese di spedizione della bollette telefoniche non possono essere a carico dell’utente, se la compagnia che le emette non ha adempiuto all’obbligo di fornire la prova che la clausola sia stata oggetto di specifica trattativa con il consumatore.
Condannata la Telecom al risarcimento e al pagamento delle spese legali nei confronti di una cliente.
La sentenza è resa nota dal Codacons, che ha assistito con un proprio legale.
«La portata dirompente della pronuncia – osserva il legale – si concretizza nella dichiarazione di vessatorietà della norma contrattuale che prevede di addebitare il costo di spedizione delle bollette telefoniche all’utente, dichiarata nulla dal Giudice».
Secondo il Codacons «la questione è di rilevanza tutt’altro che marginale se si pensa che la sola Telecom, che vanta venti milioni di clienti attivi e addebita un costo spedizione della bolletta pari a 0,53 euro, riscuote indebitamente oltre 63 milioni di euro l’anno»
- Redazione
- 9 Ottobre 2009









