La circolare indirizzata a Regioni e Province Autonome sul coinvolgimento di medici di base e pediatri di libera nella gestione della pandemia (influenza A – da non confondere con quella stagionale), dal vice ministro della Salute Ferruccio Fazio, non sembra abbia accolto le sollecitazioni di talune organizzazioni dei medici che avrebbero voluto una chiara indicazione circa i soggetti (loro) a cui affidare le vaccinazioni.
La circolare, «In particolare – spiega la nota ministeriale – la circolare ravvisa l’opportunità di creare percorsi integrati tra cure primarie e assistenza ospedaliera, ai fini di una corretta presa in carico dei pazienti e della loro gestione in una logica di continuità assistenziale».
Il documento suggerisce a Regioni e Province Autonome di considerare medici di famiglia e pediatri di libera scelta, «nell’ambito delle loro autonomie, quali attori privilegiati non solo per quanto riguarda il ruolo fondamentale che svolgono nella prevenzione, diagnosi e cura, ma anche per quello altrettanto importante relativo all’informazione sulla malattia e sulle misure per prevenirla».
Intanto, in Italia, circa 1 milione e 100 mila bambini e ragazzini italiani sotto i 14 anni sono alle prese, in questi giorni, con raffreddore, naso che cola, starnuti e notti agitate. «E molti genitori temono che si tratti di influenza A/H1N1.
Una paura ingiustificata, specie se il raffreddore è il sintomo principale. Parola del pediatra di Milano Italo Farnetani, che aggiunge «È la prima grande epidemia di raffreddore dopo l’inizio dell’anno scolastico, rinviata di qualche settimana rispetto al solito, complice il clima particolarmente mite.
Poi il pediatra da qualche utile indicazione in più: «Ma attenzione, quando il raffreddore è il sintomo preponderante non si tratta di influenza: in questo (secondo) caso, infatti, il dolore alle ossa, la febbre e anche la tosse sarebbero i problemi principali, a volte accompagnati da vomito, cui può seguire un raffreddore.
Se invece il malessere più grande è proprio legato al naso che cola, il responsabile probabilmente è uno dei tanti rinovirus in circolazione».
Per porre ostacoli alla diffusione delle influenze potrebbe essere utilizzato un farmaco ‘scudo’ che addestra le difese immunitarie a combattere meglio le infezioni.
Si può, per questa via dimezzare il rischio di influenza. Quella classica stagionale, ma anche quella nuova pandemica.
Parola dei medici italiani autori di studi pubblicati sull’ultimo numero di ‘Allergy and Asthma Proceedings’, rivista ufficiale delle società allergologiche americane.
Ricerche che promuovono un immunomodulatore ribosomiale (Immucytal, Pierre Fabre), utilizzato per prevenire i mali tipici della stagione fredda.
L’azione del medicinale sul sistema immunitario è ampia e diversificata, spiega in una nota il virologo dell’università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco: «L’immunomodulatore ribosomiale – afferma – può rappresentare un aiuto per ridurre il rischio di essere infettati dal virus, anche quello della nuova influenza A, in particolare per chi non potrà essere vaccinato».
Gli autori hanno analizzato e comparato diversi studi, concludendo che i benefici della profilassi valgono per grandi e piccini. «L’immunomodulatore ribosomiale è efficace nel prevenire le infezioni broncopolmonari ricorrenti e le infezioni di orecchio, naso e gola anche nei bambini – aggiunge il pediatra e allergologo Alessandro Fiocchi, primario alla clinica Macedonio Melloni di Milano – Il farmaco riduce il numero, la gravità e la durata degli episodi infettivi, il consumo di farmaci necessari e i giorni di assenza dal lavoro o da scuola»
Dalla valutazione dei dati disponibili, la riduzione degli episodi infettivi nei bambini è risultata pari ad almeno il 40%, con percentuali ancora maggiori (anche più del 50%) nei bimbi che soffrono di asma bronchiale.
Le osservazioni dei ricercatori italiani attenuano dunque le preoccupazioni per l’imminente stagione fredda, che – complice la circolazione del nuovo virus H1N1 – prospetta un aumento del numero di influenzati da due a tre volte rispetto alla stagione scorsa.







