Ha superato le fasi precedenti ed ora sta per iniziare la sperimentazione clinica sull’uomo del primo vaccino antilinfoma terapeutico, tutto italiano.
Inizialmente saranno coinvolti 12 pazienti scelti tra quelli in cura presso il Dipartimento di Oncologia dei Trapianti dell’Università di Pisa, che collaborerà alla sperimentazione.
Lo ha annunciato Oscar Burrone a capo del progetto e responsabile del Laboratorio di Immunologia Molecolare del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (ICGEB) di Trieste.
Non si tratta di un vaccino preventivo ma somministrabile a scopo curativo a pazienti già colpiti dalla malattia.
L’obiettivo è combattere il linfoma Non-Hodgkins, che colpisce alcuni tipi di globuli bianchi, i linfociti B che, hanno spiegato gli esperti, reagiscono in modo specifico nei confronti degli agenti estranei al nostro organismo (antigeni).
Il vaccino a DNA risultante verrà iniettato sotto la cute con una speciale pistola ad aria compressa e quindi comincerà a stimolare la reazione immunitaria anti-tumorale.
In particolare, il vaccino dovrebbe colpire le cellule tumorali residue e prevenire un’eventuale ricaduta, frequente nei linfomi.
Il protocollo dell’esperimento prevede che ai malati venga somministrato il vaccino dopo le consuete sedute di chemioterapia e solo dopo il recupero dell’efficienza immunitaria.
I pazienti verranno seguiti per tre anni, ed i risultati che emergeranno saranno importanti per poter valutare l’efficacia del vaccino e considerarne l’utilizzo anche in altri tumori, ad esempio quello alla mammella.
- Redazione
- 14 Ottobre 2009











