Polemica presa di posizione dopo la sentenza della Corte di Strasburgo
acquasparta

La sentenza della Corte di Strasburgo, che vieta di affiggere il crocifisso nelle aule scolastiche e negli edifici pubblici, come temevano, ha dato la stura a reazioni che considerano la sentenza una offesa al sentimento religioso.
Sicuramente ciò è vero per quanto riguarda i credenti, ma in uno Stato laico le reazioni di tal tipo non dovrebbero albergare e, caso mai, ci si dovrebbe scandalizzare perché il diritto di una minoranza ad essere tutelata è divenuto il diritto a sopraffare la maggioranza.
Operazione anche politicamente sbagliata perché, come visto, accentua ed esaspera i contrasti a danno, proprio, delle minoranze.
Sono partite le sfide e di una di queste si è resa protagonista in Umbria anche la Giunta Comunale di Acquasparta.
 E’una sfida simbolica, molto soft e che potrebbe sbiadire del tutto se la maggioranza, di quanti abitualmente frequentano le sale ove il crocefisso sarà appeso, lo accetterà.
La Giunta, infatti, ha deliberato l’acquisto di tre crocifissi da affiggere nella sala consiliare, in quella della Giunta e nell’ufficio personale del primo cittadino.
La spesa straordinaria, peraltro, sarà resa possibile oltre che dalla delibera anche da una colletta effettuata dal sindaco e dai suoi assessori che, peraltro, come tutte le donazioni, dovrà essere previamente accettata
«Si tratta di un provvedimento – dice l’avvocato e sindaco di Acquasparta- che abbiamo voluto sia io che tutti gli altri mie assessori. Per noi il crocifisso oltre ad essere un simbolo religioso, rappresenta anche le radici spirituali e culturali della comunità di Acquasparta».

condividi su: