In seconda commissione del Consiglio regionale dell’Umbria si è proceduto alla audizione dell’assessore regionali ai trasporti Giuseppe Mascio su richiesta del consigliere Franco Zaffini (An-Pdl) in merito ai contratti di servizio 2009-2014 con Reti ferroviarie italiane e Ferrovia centrale umbra.
L’assessore Mascio ha ricordato come il problema principale della rete ferroviaria umbra è costituito dal binario unico, ossia dal mancato raddoppio della linea, aggravato dal fatto che in Umbria transitano tre tipologie di treni (merci, regionali e intercity/eurostar) obbligati a ricorrere al senso unico alternato, con conseguenti problemi di difficoltà e ritardi dovuti all’inadeguatezza della rete ferroviaria.
Inoltre, ha spiegato Mascio – sugli intercity la competenza è del ministero dei Trasporti, per cui il fatto che non vi siano fermate in alcuni centri importanti dell’Umbria rientra nelle competenze del ministro Matteoli".
Per quanto riguarda le problematiche emerse relativamente alle biglietterie ed al degrado delle stazioni senza più personale, Mascio ha prospettato l’ipotesi di farle gestire ai Comuni, aprendo un tavolo di trattativa fra Anci, Regione e Rfi, "affinché siano tenute in attività con forme innovative, visto che le uniche stazioni dove le biglietterie rimarranno aperte sono quelle di Perugia Fontivegge, Foligno, Terni e Orvieto".
Tra le forme innovative, quella sperimentata a Todi, con la cessione dei locali ad imprese commerciali, che invece del canone d’affitto provvedono alla biglietteria, potrebbe essere una soluzione atta a risolvere la situazione in molte località, sempre che Trenitalia non voglia approfittare della situazione per far soldi
Per quanto riguarda la Ferrovia centrale umbra, l’amministratore Vannio Brozzi ha rimarcato il fatto che "lo scenario del trasporto pubblico su ferro è radicalmente cambiato, dal momento che Trenitalia può fare accordi con le Regioni senza più l’obbligo di istituire una gara, altrimenti con i nostri 4 euro a chilometro saremmo stati competitivi" ed ha aggiunto che i servizi saranno comunque garantiti grazie ai ricavi che l’azienda è in grado di ottenere lavorando fuori regione".
Un’affermazione quella di Brozzi che suona un po’ come critica alla scelta della Regione di trattare esclusivamente con Trenitalia, piegandosi al suo strapotere. Cosa che in altre regioni non è accaduto, in quanto è partita proprio l’altro ier ila gara europea indetta dalla Regione Piemonte per l’affidamento del servizio ferroviario regionale. Il bando prevede di partire inizialmente con tre lotti, che coprono circa il 60% del servizio regionale. Il budget messo in campo dalla Regione è inversamente proporzionale all’appetibilità commerciale della tratta.
Peraltro, non sembra che FCU abbia ancora in programma uno “sfondamento” a sud tale da divenire una vera spina nel fianco di Trenitalia e concorrenziale sulla tratta Roma, o almeno Orte, Terni, così come nessuno ipotizza un doppio binario che attraversi l’Umbria da Nord a Sud, raddoppiando l’attuale tracciato della centrale umbra, per velocizzare i collegamenti interni all’Umbria nei momenti di punta e destinare un binario, negli altri momenti, al traffico delle merci.
L’assessore Mascio ha ricordato come il problema principale della rete ferroviaria umbra è costituito dal binario unico, ossia dal mancato raddoppio della linea, aggravato dal fatto che in Umbria transitano tre tipologie di treni (merci, regionali e intercity/eurostar) obbligati a ricorrere al senso unico alternato, con conseguenti problemi di difficoltà e ritardi dovuti all’inadeguatezza della rete ferroviaria.
Inoltre, ha spiegato Mascio – sugli intercity la competenza è del ministero dei Trasporti, per cui il fatto che non vi siano fermate in alcuni centri importanti dell’Umbria rientra nelle competenze del ministro Matteoli".
Per quanto riguarda le problematiche emerse relativamente alle biglietterie ed al degrado delle stazioni senza più personale, Mascio ha prospettato l’ipotesi di farle gestire ai Comuni, aprendo un tavolo di trattativa fra Anci, Regione e Rfi, "affinché siano tenute in attività con forme innovative, visto che le uniche stazioni dove le biglietterie rimarranno aperte sono quelle di Perugia Fontivegge, Foligno, Terni e Orvieto".
Tra le forme innovative, quella sperimentata a Todi, con la cessione dei locali ad imprese commerciali, che invece del canone d’affitto provvedono alla biglietteria, potrebbe essere una soluzione atta a risolvere la situazione in molte località, sempre che Trenitalia non voglia approfittare della situazione per far soldi
Per quanto riguarda la Ferrovia centrale umbra, l’amministratore Vannio Brozzi ha rimarcato il fatto che "lo scenario del trasporto pubblico su ferro è radicalmente cambiato, dal momento che Trenitalia può fare accordi con le Regioni senza più l’obbligo di istituire una gara, altrimenti con i nostri 4 euro a chilometro saremmo stati competitivi" ed ha aggiunto che i servizi saranno comunque garantiti grazie ai ricavi che l’azienda è in grado di ottenere lavorando fuori regione".
Un’affermazione quella di Brozzi che suona un po’ come critica alla scelta della Regione di trattare esclusivamente con Trenitalia, piegandosi al suo strapotere. Cosa che in altre regioni non è accaduto, in quanto è partita proprio l’altro ier ila gara europea indetta dalla Regione Piemonte per l’affidamento del servizio ferroviario regionale. Il bando prevede di partire inizialmente con tre lotti, che coprono circa il 60% del servizio regionale. Il budget messo in campo dalla Regione è inversamente proporzionale all’appetibilità commerciale della tratta.
Peraltro, non sembra che FCU abbia ancora in programma uno “sfondamento” a sud tale da divenire una vera spina nel fianco di Trenitalia e concorrenziale sulla tratta Roma, o almeno Orte, Terni, così come nessuno ipotizza un doppio binario che attraversi l’Umbria da Nord a Sud, raddoppiando l’attuale tracciato della centrale umbra, per velocizzare i collegamenti interni all’Umbria nei momenti di punta e destinare un binario, negli altri momenti, al traffico delle merci.







