Appuntamenti interregionali a Milano (domani venerdi' 13 novembre), a Perugia (il 16 novembre) e a Napoli (il 17 novembre)
agricoltura

Gira e rigira la distribuzione del reddito sconvolta in Italia dall’introduzione incontrollata dell’euro sta attizzando il fuoco della protesta degli agricoltori che si sta allargando a macchia d’olio in tutto il Paese. La mobilitazione decisa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori sta sviluppando numerose iniziative sul territorio, anche concordate e promosse con altre organizzazioni.
Sono in programma, infatti, tre importanti appuntamenti interregionali a Milano (domani venerdi’ 13 novembre), a Perugia (il 16 novembre) e a Napoli (il 17 novembre) che vedranno coinvolti migliaia di produttori che scenderanno in piazza per sollecitare immediati e concreti interventi a sostegno delle loro imprese sempre piu’ assillate da pesanti costi, da un’asfissiante burocrazia e da un crollo dei prezzi sui campi.
 E si sta anche lavorando per una grande manifestazione unitaria a livello nazionale se non ci saranno risposte positive da governo e Parlamento.
La Cia sostiene che quest’anno c’è stata una caduta della produzione (meno 4 per cento) e del valore aggiunto agricolo (meno 5,2 per cento). Un vero ”profondo rosso” che sta falcidiando i redditi degli agricoltori e che rischia di mettere fuori mercato, e in tempi molto brevi, migliaia di imprese.
Per questo motivo -ribadisce la Cia- servono subito misure straordinarie e concrete per fronteggiare un’emergenza che puo’ trasformarsi in un tracollo che avrebbe conseguenze disastrose non solo per l’agricoltura, ma per l’intera economia nazionale.
Da parte del governo continuerebbe ad esserci una scarsissima attenzione nei confronti del settore primario. Pochi e totalmente insufficienti sono i provvedimenti approvati in questi ultimi mesi. Nessuna misura e’ riuscita ad incidere positivamente sull’imprenditoria agricola. La legge finanziaria per il 2010 addirittura toglie risorse importanti al settore (meno 550 milioni di euro).
Un altro elemento destabilizzante -si legge nel documento Cia- e’ caratterizzato, in particolare, della mancanza del finanziamento del Fondo di solidarieta’ nazionale per le calamita’ naturali.

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