Durante la Rivoluzione culturale cinese, ogni città, provincia, qualsiasi luogo di lavoro fu investito dalla critica radicale contro gli esponenti di spicco del Partito comunista. Questi erano costretti a autocritica e alle dimissioni, sovente seguite da un periodo di rieducazione presso i villaggi contadini più sperduti.
Ed una specie di rivoluzione culturale propone oggi il ministro del welfare Maurizio Sacconi, per il quale, in tempo di crisi i giovani devono adattarsi alle opportunità di lavoro che il mercato è in grado di offrire e completare la preparazione scolastica liceale con corsi legati alle attività pratiche.
Per Sacconi, «è importante riscoprire il lavoro come parte del processo educativo, in modo particolare il lavoro manuale e il lavoro tradizionale», ed è utile offrire anche a giovani liceali «l’opportunità di frequentare un corso di falegname o elettricista, per integrare la propria cultura classica con un approccio pratico».
«Dobbiamo convincere oggi i giovani a non attendere il dopo crisi e le opportunità di lavoro che sognano – sottolinea il ministro – ma ad accettare anche i lavori più lontani dalle loro aspettative perchè comunque l’attività è meglio dell’inattività e anche le esperienze più umili formano il carattere di una persona».
Si dice che al prossimo convegno il Ministro sia pronto a lanciare un libretto “rosso” dal titolo “ la terra ogni bene”.
E già agli studenti andrebbe di lusso, visto che il Ministro potrebbe rilanciare anche lo slogan " libro e moschetto".
- Redazione
- 16 Novembre 2009













