Le affermazioni del consigliere regionale Sebastiani, che ha presentato una interrogazione in Consiglio regionale dell'Umbria, sicuramente provocheranno immediate risposte
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Sembrava che la questione del biodigestore di Marsciano dovesse restare un cavallo di battaglia della “sinistra” marscianese, ma il problema è stato adesso affrontato con una interrogazione di Enrico Sebastiani (FI-Pdl) alla Giunta regionale, che sicuramente avrà rapidi sviluppi perché contiene nuove affermazioni sulle conseguenze che la salute dei cittadini della zona subirebbe.
Il consigliere vorrebbe per sapere quali iniziative la Regione intenda adottare per risolvere i problemi ambientali e sanitari relativi alle attività del biodigestore di Olmeto-Sant’Elena  "senza ulteriore ritardo, visto che la situazione è tale – afferma – da non consentire di attendere
la chiusura dell’indagine della magistratura
che, necessariamente, avrà tempi tecnicamente più lunghi di quelli che dovrebbe avere la politica".
Secondo Sebastiani il biodigestore, di proprietà del Comune di Marsciano e gestito dalla municipalizzata "Aiga", è entrato in funzione nel 1989 per lo smaltimento dei liquami degli allevamenti presenti sul territorio, e già nel 1990 i cittadini residenti nella zona hanno
presentato un esposto dove si evidenziavano le "carenze dal punto di vista igienico e normativo dell’impianto", e la "potenziale insalubrità delle emissioni gassose
".
"Nel corso degli anni – aggiunge Sebastiani – la situazione è peggiorata a causa delle esalazioni di gas bruciato e non, di quelle provenienti dall’impianto e dalle lagune di stoccaggio, mai curate né svuotate del residuo solido, degli apporti provenienti da ogni dove con un notevole traffico di autobotti, dallo spargimento dei reflui dell’impianto in torrenti e fiumi.
Per questo – aggiunge Sebastiani – il Comitato antinquinamento dei cittadini ha continuato a presentare segnalazioni rispettivamente all’Arpa, alla Usl ed al Noe dei carabinieri ed ora, dopo vent’anni, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Perugia, con allegati certificati medici e relazioni tecniche con le analisi chimiche".
"La gravità della situazione – secondo il consigliere regionale – si evidenzia anche nell’aumento delle percentuali di incidenza di malattie come l’asma bronchiale, congiuntiviti ed altre ancora più gravi come la leucemia, mentre per quanto riguarda la vivibilità nella zona, le condizioni sono insopportabili".
Per questi motivi Sebastiani interroga l’assessore competente, dal momento che "la politica ha dimostrato di sottovalutare la questione mentre anche le istituzioni hanno le loro responsabilità".
 

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