I metodi usati dal servizio di Perugia per programmare i controlli sono stati introdotti ora negli Stati Uniti, con grande polemiche che li accusano di essere troppo restrittivi
mammogram

Dalla storica sede perugina di via XIV Settembre a Piazzale Europa: il servizio di senologia dell’Usl n.2 ha trovato nuova collocazione al piano -1 dell’Ambulatorio Europa.
Con l’occasione sono stati forniti alcuni dati relativi al Centro screening mammografico, Dal 1997, ogni due anni, tutte le donne fra i 50 e i 69 anni di età vengono contattate per sottoporsi a un esame di prevenzione.
«Lo screening riguarda circa 44.000 donne e l’adesione al servizio è stata dal gennaio 2008 al primo semestre del 2009 del 69.7 per cento».
Lo scorso anno nell’Usl n. 2 sono state effettuate complessivamente 27.000 mammografie (40.000 in tutta le regione) e 12.000 ecografie
. Il responsabile dell’ambulatorio senologico, nel ricordare che il servizio di senologia risale al 1974, ha citato «l’incidenza del carcinoma alla mammella che colpisce ogni anno in Italia 37.000 donne, una ogni dieci».

I comportamenti del servizio di senologia della Usl,
proprio per essere basati sull’età delle donne oltre i 50 anni di età, con mammografie ogni due anni, sembrano immuni dalla discussioni in corso negli Stati Uniti, dove le nuove linee guida dell’influente task force ‘Preventive Services’ raccomandano alle donne di iniziare a sottoporsi alle mammografie  proprio a partire dai 50 anni, una volta ogni due anni, mentre finora la raccomandazione delle societa’ internazionali di oncologia era che le donne si dovessero sottoporre agli esami a partire dai 40 anni di eta’, una volta l’anno.
Secondo alcuni oncologi americani, se si cominciassero a seguire queste raccomandazioni, pubblicate sugli ‘Annals of Internal Medicine’, vi sarebbero molte piu’ vittime di cancro al seno.
Ma Diana Petitti, vicepresidente della taskforce e docente di biomedica all’universita’ dell’Arizona, ha spiegato che le linee guida sono finalizzate a ridurre i danni da eccesso di radiazioni.
Secondo il New York Times, che in un editoriale dà ragione alla commissione che ha ridotto la frequenza e il numero delle mammografie, c’è una rivoluzione in atto nella lotta ai tumori: «La scienza della medicina ha dichiarato guerra al consumismo medico degli americani, convinti che più test si fanno e meglio è, e che salvare una vita vale qualsiasi sacrificio»

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