Il Consiglio Regionale, di fronte all'opposizione di una parte della maggioranza, opta per il rinvio in commissione dei due testi normativi
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Le organizzazione degli agricoltori ci speravano e ritenevano di avere raggiunto la “ quadra” ed ora  «Forte preoccupazione» esprime la Coldiretti dell’Umbria per la mancata approvazione, in consiglio regionale, del piano di tutela delle acque.
«Dopo la positiva concertazione portata avanti con gli assessori all’agricoltura e all’ambiente Liviantoni e Bottini – afferma Coldiretti in un comunicato – l’auspicio è quello che l’importante iter normativo possa concludersi in tempi rapidi, tenendo conto del duplice e fondamentale obiettivo della difesa dell’ambiente e dell’attività dei tanti allevatori interessati dalla nuova normativa».
«Occorre coniugare – ribadisce Coldiretti – la tutela delle acque con le opportunità di sviluppo economico del comparto zootecnico ed in particolare suinicolo, già alle prese con una difficile congiuntura».
Il Consiglio regionale ha deciso, dunque, il rinvio in II Commissione dei due atti che compongono il Piano di tutela delle acque.
La decisione, votata a maggioranza (15 sì) e con il voto contrario dell’opposizione (8 no, 1 astenuto), è scaturita dalla richiesta di Stefano Vinti (capogruppo del Prc), che ha criticato gli emendamenti proposti (ma non ancora illustrati in Aula) dalla Giunta in merito alle misure relative agli allevamenti e allo smaltimento dei liquami zootecnici: “ Le modifiche proposte dalla Giunta sembrano dettate dalle esigenze di alcune categorie produttive particolari".
Più tardi Vinti ha spiegato:"Abbiamo chiesto ed ottenuto il ritorno in commissione del Piano di tutela delle acque perché un atto di questa rilevanza, che attraversa una vicenda che ha visto la magistratura costretta ad emettere circa un centinaio di avvisi di garanzia ed oltre una decina di arresti a Bettona, che vede una crisi ambientale a Marsciano, non può essere trattato come un atto normale.
Il fatto che la Giunta regionale abbia apportato ulteriori modifiche al Piano, dopo una settimana "intensa di consultazioni con alcune categorie, senza sentire il dovere di aprire il confronto con i comitati dei cittadini che difendono i diritti dell’ambiente di Bettona e Marsciano, ci è sembrato inopportuno". Infatti – conclude Vinti – le ulteriori modifiche che si vogliono apportare non aiutano ad intraprendere la svolta radicale che la crisi ambientale richiede. E la decisione
adottata dal Consiglio Regionale di un ulteriore approfondimento su diversi aspetti, ci sembra giusta e saggia.
Sempre secondo Vinti una riunione di maggioranza avrebbe poi formulato “La richiesta di introdurre una norma chiara e inequivocabile, che consenta agli allevatori di Marsciano e
Bettona,  di non essere costretti a conferire sugli impianti consortili di depurazione esistenti
, Codep e Sia, apre nuove ed innovative possibilità e prelude un possibile cambio di rotta nella gestione della depurazione sul territorio. Se agli intenti dichiarati della Giunta regionale seguiranno fatti, Rifondazione ne prenderà atto positivamente.”
L’opposizione, attraverso il capogruppo di Alleanza nazionale – Pdl Franco Zaffini, ha manifestato contrarietà alla decisione, in quanto "si tratta di un argomento sensibile per cittadini, imprese e Amministrazioni locali, che si trovano senza un quadro normativo di riferimento.
Tutta la discussione intorno al Piano è stata incentrata su un aspetto che non risulta neppure centrale, come quello dello smaltimento dei reflui zootecnici, lasciando in secondo piano l’importanza complessiva del provvedimento”.
Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell’Italia dei valori, ha commentato la decisione con un "Siamo in profondo disaccordo su come il Piano delle acque affronta la questione relativa agli allevamenti zootecnici di Bettona e Marsciano, a maggior ragione dopo gli emendamenti peggiorativi proposti in aula dalla Giunta regionale. Chiediamo che, nel momento in cui l’atto torna in commissione, vengano convocati e ascoltati anche i comitati dei cittadini che da anni si impegnano per la tutela del territorio".
"Nel merito – continua il capogruppo dei Verdi per i valori-Idv – riteniamo assolutamente sbagliata la scelta contenuta nel Piano di proseguire con gli impianti consortili di depurazione che sono stati la causa del disastro ambientale di quelle aree. Il fatto che la Regione possa intervenire investendo denaro pubblico su strutture inadeguate e dannose per il territorio, esclude a priori la possibilità di dotare le aziende di impianti di stalla, sgomberando così ogni equivoco riguardo alla possibilità di trattare rifiuti. I nostri emendamenti e la mozione da noi presentata hanno come obiettivo la chiusura degli impianti di Bettona e Marsciano per passare ad impianti aziendali moderni e tecnologicamente adeguati. “
 

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