Trovati, dai Carabinieri, in una fabbrica due clandestini ed un operaio "in nero", intenti al lavoro alle tre di notte, insieme alla titolare
fabbrica-maglieria

Nuovo arresto da parte dei Carabinieri della Stazione di Deruta, con il coordinamento della Compagnia di Todi, di una imprenditrice di nazionalità cinese accusata di sfruttamento di manodopera clandestina e del lavoro nero.
I militari, nel quotidiano “ascolto del territorio” hanno avuto sentore che in un laboratorio tessile della zona potessero essere presenti dei clandestini impiegati come manodopera  dai propri datori di lavoro.
Ne sono seguiti una serie di appostamenti e sorveglianza dei locali in questione, soprattutto in orario notturno.
E’ stata così notata la presenza di alcuni cinesi che entravano nella ditta e ne uscivano dopo diverse ore.
S’è quindi deciso un blitz, compiuto nella notte scorsa, circa alla tre.
Nel locale  è stata trovata la proprietaria e tre lavoratori  cinesi intenti allo svolgimento del lavoro.
Due dei tre, un uomo ed un donna, erano clandestini mentre il terzo, che era regolarmente in Italia, era stato assunto in nero.
Gli operai venivano sottoposti a turni di lavoro massacranti ed ottenevano come paga un alloggio ed il minimo per poter riuscire a sostentarsi.
Il laboratorio tessile, all’intero del quale sono stati trovati  numerosi macchinari per la lavorazione della maglieria, nonché prodotti già realizzati e materie prime,  è stato sottoposto a sequestro, mentre sono in corso accertamenti al fine di verificare lo stato dei rapporti lavorativi instaurati dall’imprenditrice ed il regolare versamento dei contributi assistenziali ai propri dipendenti.
I due clandestini rintracciati sono stati denunciati in stato di ed uno anche che per non essere stato trovato in possesso di un documento  di identità .
L’arrestata soggiorna nelle camere di sicurezza del Comando di Compagnia  in attesa del giudizio con rito direttissimo.

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