Le vibrate proteste dei Presidenti delle Regione Umbria e Toscana raggiungono lo scopo di far sopravvivere l'ente interregionale che presiede al sistema irriguo
diga di Montedoglio- San Sepolcro

Il ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, al termine di un incontro convocato d’urgenza dallo stesso ministro, con i presidenti delle Regioni Umbria e Toscana, Maria Rita Lorenzetti e Claudio Martini, cui hanno preso parte anche rappresentanti del ministero dell’Agricoltura, si è impegnato alla riattivazione e contestuale riordino dell’Ente irriguo umbro-toscano.
Palazzo Donini ha sottolineato che l’impegno del Governo giunge  all’indomani della durissima protesta dei due presidenti per la «cancellazione» dell’ente, determinata da quella che era stata definita, nella lettera inviata al ministro, una «operazione improntata alla massima improvvisazione istituzionale».
Il
ministro – prosegue la nota – ha ritenuto giuste le osservazioni dei due presidenti e si è impegnato a mettere in atto tutte le azioni tese a determinare nel più breve tempo possibile (forse già in un nuovo vertice la prossima settimana) tutte le condizioni normative che possano da una parte mantenere «in vita» l’ente e dal’altra parte avviarne il riordino.
« Abbiamo ribadito che l’Ente irriguo non solo non (è) inutile, ma svolge una funzione importantissima nella gestione delle risorse idriche in tutto il centro Italia, oltre a fungere da soggetto che, per le sue competenze, coopera con il sistema nazionale di protezione civile per il monitoraggio dello stato dei corsi idrici. In più ha i conti in ordine, costa poco ed ha un numero ridottissimo di dipendenti».

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