Continua con successo la Stagione di Prosa a Todi con il secondo appuntamento in cartellone con lo spettacolo dal titolo “Pene d’amor perdute” di W: Shakespeare portato in scena tra gli altri da Marina Suma e Stefano Artissunch che oltre ad interprete ne ha curato la regia.
Commedia romantica che narra dello scontro seduzione-castità e del potere travolgente dell’amore. Si tratta di un opera dall’intreccio in apparenza semplice ma che nasconde la scintillante ambiguità tipica delle commedie shakesperiane da cui si evince la straordinaria modernità dell’opera.
Il tema trattato è l’Amore e Linguaggio sono i due protagonisti supremi di questa singolarissima esilarante commedia che si inoltra con stupefacente analisi psicologica in tutte le labirintiche e vorticose sfumature del corteggiamento amoroso, fino allo sfinimento; e tutto ciò con un linguaggio dinamico e festoso, acuto e ironicamente soverchio, come una girandola iridescente che irretisce e amalgama tutti i colori della più colta dialettica. Commedia mai così attuale come oggi, storditi di parole, di contraddizioni sfacciate e farsesche dove il linguaggio prevarica sul senso, dove reale e virtuale si intersecano, si confondono e confondono.
E’ un’opera divertente, che ci permette di sorridere di situazioni non facili. Non c’è politica, né ideologia, in Pene d’amor perdute c’è umanità, qualcosa che ci dice che dobbiamo saper accettare la vita come viene. E’ un opera che fa parte del ciclo delle commedie romantiche di Shakespeare e per questa messa in scena il regista Stefano Artissunch ha deciso di ricreare nello spazio scenico un’atmosfera da sogno immergendo i personaggi in una scenografia non realistica ma fortemente evocatica.
Intenso il lavoro sui personaggi che sviluppano una recitazione molto schietta e adatta ai giochi linguistici dell’opera. A simboleggiare un inno all’amore l’euforia dell’innamoramento, il potere della sensualità e dell’erotismo sono evocati dalla fisicità degli attori e crescono come in una danza. A corollario del tutto un’attenta ricerca di particolari atmosfere musicali chiude la partitura scenica.
La Compagnia è composta da Marina Suma, Stefano Artissunch, Alessia Bedini, Piergiorgio Cinì, Stefano De Bernardin, David Quintili e Gian Paolo Valentini
Commedia romantica che narra dello scontro seduzione-castità e del potere travolgente dell’amore. Si tratta di un opera dall’intreccio in apparenza semplice ma che nasconde la scintillante ambiguità tipica delle commedie shakesperiane da cui si evince la straordinaria modernità dell’opera.
Il tema trattato è l’Amore e Linguaggio sono i due protagonisti supremi di questa singolarissima esilarante commedia che si inoltra con stupefacente analisi psicologica in tutte le labirintiche e vorticose sfumature del corteggiamento amoroso, fino allo sfinimento; e tutto ciò con un linguaggio dinamico e festoso, acuto e ironicamente soverchio, come una girandola iridescente che irretisce e amalgama tutti i colori della più colta dialettica. Commedia mai così attuale come oggi, storditi di parole, di contraddizioni sfacciate e farsesche dove il linguaggio prevarica sul senso, dove reale e virtuale si intersecano, si confondono e confondono.
E’ un’opera divertente, che ci permette di sorridere di situazioni non facili. Non c’è politica, né ideologia, in Pene d’amor perdute c’è umanità, qualcosa che ci dice che dobbiamo saper accettare la vita come viene. E’ un opera che fa parte del ciclo delle commedie romantiche di Shakespeare e per questa messa in scena il regista Stefano Artissunch ha deciso di ricreare nello spazio scenico un’atmosfera da sogno immergendo i personaggi in una scenografia non realistica ma fortemente evocatica.
Intenso il lavoro sui personaggi che sviluppano una recitazione molto schietta e adatta ai giochi linguistici dell’opera. A simboleggiare un inno all’amore l’euforia dell’innamoramento, il potere della sensualità e dell’erotismo sono evocati dalla fisicità degli attori e crescono come in una danza. A corollario del tutto un’attenta ricerca di particolari atmosfere musicali chiude la partitura scenica.
La Compagnia è composta da Marina Suma, Stefano Artissunch, Alessia Bedini, Piergiorgio Cinì, Stefano De Bernardin, David Quintili e Gian Paolo Valentini









