La morte del 31enne operaio alle Acciaierie di Terni, per una sottovalutazione dei rischi che si corrono quando si fanno maneggiare sostanze chimiche dalle reazioni imprevedibili, ha purtroppo eclissato nella cronaca nazionale un analogo episodio accaduto ad una bambina cinese di 11 anni, morta il primo dicembre in un tomaificio clandestino di Corridonia (Macerata), probabilmente per aver inalato sostanze tossiche.
La bimba era figlia di due immigrati cinesi separati, entrambi regolari in Italia, dove lavorano nel settore calzaturiero.
La bambina frequentava la scuola elementare di Corridonia, e la sera dormiva a casa del padre in un paese vicino, a Morrovalle, mentre la domenica la trascorreva con la madre.
La piccola non lavorava nel casolare di contrada Sarroccciano ora posto sotto sequestro dai carabinieri. Ma una delle ipotesi investigative è che la bimba raggiungesse tutti i pomeriggi il tomaificio per aiutare gli altri operai o che lì si recasse per trascorrere il pomeriggio studiando nel luogo dove stavano i genitori.
E lì, ha trovato la morte.
- Redazione
- 1 Dicembre 2009













