In occasione della giornata mondiale per la lotta all’Aids, in programma oggi, le farmacie dell’Umbria aderenti a Federfarma metteranno a disposizione profilattici gratuiti e volantini con informazioni utili alla prevenzione del contagio da Hiv.
Anche se da qualche anno a questa parte si muore molto di meno di Aids grazie all’efficacia delle terapie retrovirali (In Italia si è passati dalle 4.582 vittime del 1995 alle 202 del 2008), le infezioni da Hiv sembrano essere in aumento su tutto il territorio nazionale, e anche in Umbria.
Quanto ai dati regionali è stato evidenziato che in Italia ancora non esiste una sorveglianza completa sui casi di contagio da Hiv, come invece già da anni avviene nel resto d’Europa. Solo l’anno scorso è uscito un decreto legge che obbliga le Regioni a un monitoraggio sulle infezioni e sui casi di malattia conclamata, ma la disposizione è pressochè inattuata.
In base ai dati parziali dell’osservatorio privilegiato rappresentato dalla clinica di malattie infettive dell’Ospedale di Perugia, si sa che ogni anno si registrano circa 60-70 casi di nuove infezioni Hiv. Attualmente la struttura sta seguendo circa 750 pazienti.
In parte sono extracomunitari, anche con problemi di tossicodipendenza, ma sono anche giovanissimi che contraggono il virus attraverso rapporti sessuali, oppure persone adulte tra i 55 ed i 60 anni.
Quasi tutti sono accomunati dalla scoperta casuale di aver contratto l’infezione, perchè vengono sottoposti al test Hiv dopo essere stati ricoverati in ospedale per ragioni diverse. La percentuale degli inconsapevoli è passata dal 21% del 1996 al 60% nel 2008.
Questo dato suggerisce che una parte rilevante di persone infette, soprattutto fra coloro che hanno acquisito l’infezione per via sessuale, ignora per molti anni la propria sieropositività: ciò impedisce di entrare precocemente in trattamento terapeutico e di adottare quelle precauzioni che potrebbero diminuire il rischio di diffusione dell’infezione.
Il test Hiv può essere fatto all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, all’ospedale Santa Maria di Terni, all’ospedale di Città di Castello, al centro trasfusionale dell’ospedale di Foligno ed al centro trasfusionale dell’ospedale di Spoleto.
La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è stata presentata dal Ministero della Salute –attivata peraltro in sole 11 regioni italiane – dice di 4.000 nuove diagnosi l’anno. Un dato che mette l’Italia fra i Paesi dell’Europa occidentale con un’incidenza medio-alta, come ha detto anche il viceministro Ferruccio Fazio.
Il Rapporto Euro Hiv Index 2009 mostra l’Italia negli ultimi posti della classifica europea in tema di prevenzione: siamo al 27esimo posto, su 29 Paesi.
La prevenzione in Italia sembra essere una cosa difficilissima da realizzarsi, contro le indicazioni di tutti gli organismi internazionali (non ultima la Comunità Europea) e da tempo sono totalmente assenti campagne rivolte ai gruppi più vulnerabili.
Le informazioni fornite sul contagio da siti istituzionali sono spesso errate, confuse, fuorvianti e ansiogene e ciò è molto grave: viene ancora dato come sicuro un "periodo finestra" (il tempo che intercorre da un possibile comportamento a rischio alla certezza dell’esito, positivo o negativo, del test Hiv) di sei mesi, mentre l’indicazione internazionale è di tre mesi. O si forniscono "suggerimenti" sulla sicurezza di certi comportamenti sessuali, che non trovano conferma in alcuna letteratura.
E’ questa la situazione che emerge anche nel report annuale compilato dalle Help Line della Lila ( Lega Italiana Lotta Aids), presenti su tutto il territorio nazionale. Si registra infatti una stragrande maggioranza di telefonate fatte sull’onda di timori immotivati, che derivano da una scarsa o errata conoscenza e percezione dei rischi. Significa da un lato percepire come rischioso un comportamento che non lo è, ma anche che un rischio reale può non essere percepito come tale.
Nel 2008 il 5% delle donne che si sono rivolte all’Help Line Lila, lo hanno fatto perché non convinte che il profilattico fosse sufficiente a proteggerle dai rischi, tale percentuale quest’anno è raddoppiata.
Vi sono anche dati positivi, per esempio quelli che ritengono a rischio il bacio, sul totale dei chiamanti, sono passati dal 22 al 14,6% le donne e dal 9 al 5,4% gli uomini. Ma resta preoccupante che il 15% degli uomini e il 22% delle donne consideri comportamento a rischio la masturbazione reciproca.
"Sono tutti dati da tenere in forte considerazione – ha dichiarato la presidente della Lila Alessandra Cerioli – perché mostrano la scarsa consapevolezza delle persone in materia di sesso protetto, che deriva anche dalle carenze della comunicazione istituzionale".
La Lila in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids del 1° dicembre lancia due messaggi forti e chiari di prevenzione
hiv/aids: + risposte – dubbi opuscolo informativo rivolto ai ragazzi, ai quali parlare con appeal
e serenità di sessualità, prevenzione e test
YES WE CONDOM – SCATTA & PARTECIPA, campagna di sensibilizzazione che comprende SCATTO ANCH’IO ! una fase interattiva che invita a mettersi in gioco in prima persona, a diventare testimonial e inviare una fotografia per formare una galleria, già affollata, sul sito internet della Lila.
I materiali e i dati Lila sono reperibili su http://www.lila.it
Il Rapporto Euro Hiv Index 2009 è reperibile su http://www.healthpowerhouse.com
Combating HIV/AIDS in the European Union and neighbouring countries, 2009 -2013
http://ec.europa.eu/health/ph_threats/com/aids/com_aids_en.htm
- Redazione
- 1 Dicembre 2009











