A Deruta sembra che siano di casa i cinesi e laboratori tessili dediti alla confezione di capi contraffatti, con il marchio di note ditte.
Ma i Carabinieri della Stazione di Deruta, coordinati dal Comando Compagnia CC di Todi, hanno ormai avuto sentore della situazione e hanno messo sotto osservazione un laboratorio tessile ubicato nella frazione San Nicolò di Celle e gestito da un cittadino cinese di 49 anni. In tale laboratorio si lavorava alacremente: le luci del locale rimanevano accese fino a notte inoltrata.
Ma i Carabinieri della Stazione di Deruta, coordinati dal Comando Compagnia CC di Todi, hanno ormai avuto sentore della situazione e hanno messo sotto osservazione un laboratorio tessile ubicato nella frazione San Nicolò di Celle e gestito da un cittadino cinese di 49 anni. In tale laboratorio si lavorava alacremente: le luci del locale rimanevano accese fino a notte inoltrata.
Alle prime ore di questa mattina, i Carabinieri sono entrati nel laboratorio tessile, sorprendendo, oltre al titolare, alla moglie ed al loro figlio, tre dipendenti di nazionalità cinese, clandestini e sfruttati.
Infatti, il titolare sottoponeva costoro a turni massacranti, facendoli lavorare per 13-15 ore al giorno: praticamente non vedevano mai la luce del sole.
La retribuzione corrisposta era rappresentata dal solo vitto ed alloggio .
In locali attigui a quelli dove si trovavano i macchinari, vi erano le camere da letto per la famiglia e gli operai, che versavano in condizioni igieniche assolutamente pessime.
Al momento dell’intervento dei militari, gli operai clandestini stavano realizzando – tra le altre cose –capi di abbigliamento contraffatti di un noto marchio del mondo della moda.
Infatti, il titolare sottoponeva costoro a turni massacranti, facendoli lavorare per 13-15 ore al giorno: praticamente non vedevano mai la luce del sole.
La retribuzione corrisposta era rappresentata dal solo vitto ed alloggio .
In locali attigui a quelli dove si trovavano i macchinari, vi erano le camere da letto per la famiglia e gli operai, che versavano in condizioni igieniche assolutamente pessime.
Al momento dell’intervento dei militari, gli operai clandestini stavano realizzando – tra le altre cose –capi di abbigliamento contraffatti di un noto marchio del mondo della moda.
Il titolare della sartoria è stato tratto in arresto con l’accusa di impiego e sfruttamento della manodopera clandestina e di contraffazione di segni distintivi di opere di ingegno, ed adesso soggiorna nelle camere di sicurezza della Compagnia CC di Todi in attesa della celebrazione del processo con rito direttissimo.
I tre operai, essendo clandestini, sono stati denunciati in stato di libertà ed accompagnati in Questura per l’avvio della procedura di espulsione.
I Carabinieri della Compagnia di Todi continuano il monitoraggio di tutta la Media Valle del Tevere per individuare altre situazione di sfruttamento della manodopera clandestina.











