Il bollettino sulle strade umbre nel 2008 segnala oltre tremila 300 incidenti, 82 morti e quasi quattromila 700 feriti.
E fortuna che i sinistri sono calati di oltre il 7 per cento rispetto all’anno precedente, con una diminuzione dei morti pari all’11 per cento e dei feriti pari al 7,5 per cento.
Ancor più netto il miglioramento registrato in provincia di Perugia, con gli incidenti in calo del 9 per cento ed i feriti diminuiti del 10 per cento.
Resta sopra al dato regionale solo la diminuzione del numero dei morti, pari comunque al meno 4 per cento rispetto al 2007.
Il tratto perugino della E45 resta quello a più alto rischio mentre via Settevalli, via Dottori, via Pievaiola, via Angeloni e via Cortonese sono le strade del territorio comunale di perugia dove si concentra la maggior parte degli incidenti rilevati dalla Municipale da gennaio a settembre 2009
Dall’analisi Aci è emerso in particolare che le strade più pericolose della provincia sono quelle urbane, dove nel 2008 sono stati rilevati 1217 incidenti (su un totale di 2327), che hanno causato 19 morti (su un totale di 67) e 1594 feriti (su un totale di 3324).
Lo studio ha individuato anche che gli incidenti si verificano soprattutto di venerdì e nelle fasce orarie caratterizzate da maggiore congestione del traffico, ovvero intorno alle 8 del mattino, tra le 10 e le 13 e intorno alle 17, mentre la frequenza più elevata di morti si riscontra il sabato (22 per cento del totale), come per i feriti (16 per cento del totale).
La principale causa degli incidenti registrati nel 2008 resta il comportamento errato del conducente, in particolare la guida distratta favorita anche dall’uso dei cellulari in auto, l’eccesso di velocità, il mancato rispetto della distanza di sicurezza e dei segnali. Se il fenomeno degli incidenti stradali è in calo l’andamento non è ancora soddisfacente considerato il traguardo fissato dall’Unione europea di una riduzione del 50 per cento in tutti gli Stati membri entro il 2010.
Ma l’Umbria migliora e continua a collocarsi tra le regioni d’Italia in posizione mediana per incidentalità e tasso di mortalità degli incidenti (undicesimo posto). Lontani dalle situazioni delle province del Sud Italia dove il tasso di mortalità è il più alto e tra l’altro si collega al massimo livello di obsolescenza del parco auto.
L’Aci, pur ribadendo l’importanza di interventi migliorativi di una rete viaria definita «non perfetta, precaria e anche pietosa, con vere e proprie strade della vergogna», ritiene tuttavia che sia l’educazione stradale la missione del futuro. Dopo i corsi di guida sicura tenuti a novembre per 300 ragazzi di Norcia, Gubbio e Bastia Umbra, nel 2010 saranno organizzati corsi di guida veloce e sicura per le forze dell’ordine e altre iniziative rivolte alla scuole in collaborazione con la Municipale di Perugia».
E fortuna che i sinistri sono calati di oltre il 7 per cento rispetto all’anno precedente, con una diminuzione dei morti pari all’11 per cento e dei feriti pari al 7,5 per cento.
Ancor più netto il miglioramento registrato in provincia di Perugia, con gli incidenti in calo del 9 per cento ed i feriti diminuiti del 10 per cento.
Resta sopra al dato regionale solo la diminuzione del numero dei morti, pari comunque al meno 4 per cento rispetto al 2007.
Il tratto perugino della E45 resta quello a più alto rischio mentre via Settevalli, via Dottori, via Pievaiola, via Angeloni e via Cortonese sono le strade del territorio comunale di perugia dove si concentra la maggior parte degli incidenti rilevati dalla Municipale da gennaio a settembre 2009
Dall’analisi Aci è emerso in particolare che le strade più pericolose della provincia sono quelle urbane, dove nel 2008 sono stati rilevati 1217 incidenti (su un totale di 2327), che hanno causato 19 morti (su un totale di 67) e 1594 feriti (su un totale di 3324).
Lo studio ha individuato anche che gli incidenti si verificano soprattutto di venerdì e nelle fasce orarie caratterizzate da maggiore congestione del traffico, ovvero intorno alle 8 del mattino, tra le 10 e le 13 e intorno alle 17, mentre la frequenza più elevata di morti si riscontra il sabato (22 per cento del totale), come per i feriti (16 per cento del totale).
La principale causa degli incidenti registrati nel 2008 resta il comportamento errato del conducente, in particolare la guida distratta favorita anche dall’uso dei cellulari in auto, l’eccesso di velocità, il mancato rispetto della distanza di sicurezza e dei segnali. Se il fenomeno degli incidenti stradali è in calo l’andamento non è ancora soddisfacente considerato il traguardo fissato dall’Unione europea di una riduzione del 50 per cento in tutti gli Stati membri entro il 2010.
Ma l’Umbria migliora e continua a collocarsi tra le regioni d’Italia in posizione mediana per incidentalità e tasso di mortalità degli incidenti (undicesimo posto). Lontani dalle situazioni delle province del Sud Italia dove il tasso di mortalità è il più alto e tra l’altro si collega al massimo livello di obsolescenza del parco auto.
L’Aci, pur ribadendo l’importanza di interventi migliorativi di una rete viaria definita «non perfetta, precaria e anche pietosa, con vere e proprie strade della vergogna», ritiene tuttavia che sia l’educazione stradale la missione del futuro. Dopo i corsi di guida sicura tenuti a novembre per 300 ragazzi di Norcia, Gubbio e Bastia Umbra, nel 2010 saranno organizzati corsi di guida veloce e sicura per le forze dell’ordine e altre iniziative rivolte alla scuole in collaborazione con la Municipale di Perugia».









