La prospettiva di integrare, nell’azienda agricola, funzioni produttive con altre sociali, culturali e ambientali, e’ stata al centro di un convegno a Roma in occasione del quale sono stati presentati i risultati del progetto interregionale di ricerca ‘Multidim’, sulla multifunzionalita’.
L’azienda agricola del futuro non si dovra’ limitare, cioè, a produrre alimenti ma li trasformera’, li vendera’, offrira’ servizi ambientali e turistici e sara’ anche capace, con le biomasse, di provvedere da sola al suo fabbisogno energetico.
Un progetto che la Regione Toscana, attraverso l’Arsia (Agenzia regionale per lo svilup poe l’innovazione in campo agricolo) ha guidato come capofila ed a cui hanno partecipato anche le Regioni Lazio, Marche, Umbria e Sicilia.
L’azienda agricola del futuro non si dovra’ limitare, cioè, a produrre alimenti ma li trasformera’, li vendera’, offrira’ servizi ambientali e turistici e sara’ anche capace, con le biomasse, di provvedere da sola al suo fabbisogno energetico.
Un progetto che la Regione Toscana, attraverso l’Arsia (Agenzia regionale per lo svilup poe l’innovazione in campo agricolo) ha guidato come capofila ed a cui hanno partecipato anche le Regioni Lazio, Marche, Umbria e Sicilia.
Nell’ambito di una ricerca (che e’ stata coordinata dall’Universita’ di Firenze) condotta su una cinquantina di aziende che gia’ sperimentano la multifunzionalita’ (17 di queste sono in Toscana, 9 in Umbria, 10 nelle Marche, 8 nel Lazio e 4 in Sicilia), emerge che quasi tutte queste aziende sono soddisfatte dei risultati ottenuti anche dal punto di vista economico (solo il 4% li considera insufficienti).
La quasi totalita’ delle aziende ha investito nella qualita’ dei prodotti (il 56% ha una certificazione Dop o Docg) ma ampliando l’azione dalla produzione alla trasformazione e al confezionamento di carni, latte o frutta (63%), alla vendita diretta (69%).
La quasi totalita’ delle aziende ha investito nella qualita’ dei prodotti (il 56% ha una certificazione Dop o Docg) ma ampliando l’azione dalla produzione alla trasformazione e al confezionamento di carni, latte o frutta (63%), alla vendita diretta (69%).









