La conferenza episcopale umbra ed il suo presidente, il Vescovo di Terni, Paglia, prova a svegliare dal torpore la società regionale
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Per il presidente della Ceu, il vescovo di Terni, monsignor Vincenzo Paglia, a nome degli otto presuli umbri di cui è fresco presidente, «l’Umbria non è più un’isola felice»
In particolare il vescovo ha sollecito un recupero di identità del Centro Italia («Tra Nord e Sud, dov’è il Centro?»), invocando «un nuovo regionalismo» e sollecitando un dibattito sulla «questione Italia centrale».
Per la Ceu in questa fase si ravvisano «visioni scarse, classi dirigenti spesso deboli», insieme alla «crescita della violenza, dell’individualismo e della rassegnazione, con il rischio dell’inerzia della società».
Monsignor Vincenzo Paglia ha invitato «tutti i soggetti coinvolti» della regione a «pensare bene a ciò che si può fare per costruire il bene comune» della collettività regionale, che soffre di: invecchiamento della popolazione e scarsa natalità, fuga dei cervelli e scarsa innovazione in economia:
A questo proposito, Paglia ha invitato a riflettere «se in Umbria le sue Chiese non siano paghe del loro individualismo, a volte anch’esse incapaci di sollecitare i necessari cambiamenti». «Ci sta a cuore – ha concluso Paglia – il futuro comune dell’Umbria e, da presidente dei vescovi umbri, mi sta a cuore ancora di più».

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