Secondo la Banca d’Italia, nonostante tutto, il risparmio delle famiglie italiane tiene: nel periodo 1995-2008 ha contribuito alla crescita della ricchezza netta per circa il 60% contro il 40% dei capital gain (incrementi di valore degli investimenti finanziari).
Il risparmio negli ultimi anni si attesta attorno all’1% della ricchezza netta, cioè la somma di attività reali (abitazioni, terreni, ecc.) e attività finanziarie (depositi, titoli, azioni, ecc.), al netto delle passività finanziarie (mutui, prestiti personali, ecc.), che nel 2008, risultava pari a circa 8.284 miliardi di euro, con un calo rispetto al 2007 di circa l’1,9 per cento (161 miliardi di euro). Il calo è dovuto principalmente ad una rilevante riduzione delle attività finanziarie (-8,2 per cento) e ad un aumento delle passività (3 per cento).
A prezzi costanti, la riduzione della ricchezza complessiva rispetto al 2007 è risultata pari al 5 per cento (circa 433 miliardi di euro del 2008. I capital gains nel 2008 sono stati negativi per circa 521 miliardi di euro, principalmente per effetto della forte contrazione dei corsi azionari avvenuta nel corso dell’anno. Il risparmio delle famiglie è risultato invece positivo e pari a circa 88 miliardi di euro.
Secondo stime preliminari, nel primo semestre 2009, la ricchezza netta delle famiglie sarebbe rimasta sostanzialmente invariata in termini nominali per effetto della stabilità delle sue componenti sia dal lato dell’attivo sia da quello del passivo.
Tuttavia il vero problema è la grande iniquità della distribuzione della ricchezza.
Nel 2008, infatti, la metà più povera delle famiglie italiane deteneva il 10% della ricchezza totale, mentre il 10% più ricco deteneva il 44% della ricchezza complessiva.
Alla fine del 2008 la ricchezza netta per famiglia ammontava mediamente a circa 348 mila euro. Tra il 2007 e il 2008 la ricchezza netta per famiglia è diminuita del 3,5% a prezzi correnti, mentre a prezzi costanti il valore della ricchezza netta per famiglia si è ridotto del 6,5%, tornando sui livelli di inizio decennio.
La ricchezza netta pro capite nel 2008 ammontava a circa 138 mila euro. Alla fine del 2008 le attività reali rappresentavano circa il 69% della ricchezza netta (5.715 miliardi di euro), le attività finanziarie circa il 41% (3.374 miliardi di euro) e le passività finanziarie circa il 10% (805 miliardi di euro).
Alla fine del 2008 il rapporto tra ricchezza netta e reddito disponibile lordo per le famiglie italiane era pari a 7,6, in linea con quello della Francia (7,5) e del Regno Unito (7,6) e superiore a quello del Canada (5,4) e degli Stati Uniti (4,9).
La diminuzione in Italia del rapporto tra ricchezza netta e reddito disponibile tra il 2007 e il 2008 è stata inferiore a quella della Francia e degli Stati Uniti (rispettivamente 4,6, 6,7 e 21,1%), ma superiore a quello del Canada (1%).
Le attività reali detenute a fine 2008 dalle famiglie italiane erano pari a 5,3 volte il reddito disponibile, un valore di poco inferiore a quello della Francia (5,6), in linea con quello del Regno Unito (5,2), ma superiore a quello degli Stati Uniti (2,3) e del Canada (3,3). Nel 2008 le attività finanziarie delle famiglie italiane risultavano pari a oltre 3 volte il reddito disponibile, un rapporto significativamente inferiore a quello di Stati Uniti, Regno Unito e Canada, ma superiore a quello di Germania e Francia.
L’ammontare di passività delle famiglie italiane era il 74% del reddito disponibile, il valore più basso tra i paesi considerati: tale rapporto risultava pari a circa il 100% in Germania e Francia e il 130, 140 e 180% negli Stati Uniti, Canada e nel Regno Unito, rispettivamente.
- Redazione
- 21 Dicembre 2009











