Ipotizzati danni a pubbliche amministrazioni per otto milioni; nella provincia si accentua il fenomeno delle frodi in campo Iva nel commercio intracomunitario
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L’attività delle fiamme gialle della provincia di Terni, in collaborazione con la Procura regionale della Corte dei conti, ha portato ad ipotizzare danni erariali per circa otto milioni di euro da parte di amministratori di enti e società pubbliche.
Sono stati anche fatti accertamenti su dipendenti di enti pubblici i quali, per fare un’altra attività, debbono ottenere l’autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza e comunicare l’importo dei compensi ricevuti.
Sono stati controllati 30 dipendenti pubblici e in 20 casi sono state riscontrate irregolarità. In particolare in nove casi non sono stati comunicati all’amministrazione pubblica i compensi tra cui quello di un professionista che non ha dichiarato al fisco compensi per oltre 60.000 euro mentre in undici casi non solo non sono stati comunicati gli importi ma non è stata neppure chiesta l’autorizzazione alle amministrazioni di appartenenza. Nella maggior parte dei casi si tratta di ingegneri, architetti, geometri che hanno prestato la loro opera per consulenza.
Ad una società privata che ha omesso di fornire i dati previsti alla amministrazione pubblica, è stata comminata una sanzione di circa 50.000 euro
Questi alcuni dei dati riferiti ai controlli che i 130 finanzieri del comando provinciale di Terni, della tenenza di Orvieto e della brigata di Amelia, hanno attuato nel 2009.
Oltre 500 verifiche fiscali in tutto il territorio provinciale, che hanno messo in evidenza ricavi nascosti al fisco per oltre 100 milioni di euro e l’evasione d’imposta sul valore aggiunto per oltre 25 milioni di euro.
In particolare le fiamme gialle hanno potuto constatare un aumento delle frodi da parte di società fittizie che abusano dell’esenzione dell’Iva di cui beneficiano le transazioni tra soggetti che operano in ambito comunitario.
Tali società, che dovrebbero poi versare l’Iva ricevuta, di fatto spariscono senza versare nulla, ma le fiamme gialle sono riuscite ad identificare vari truffatori nei confronti dei quali sono state applicate le misure di sequestro di loro immobili per un valore di oltre due milioni di euro.
Per quanto riguarda il lavoro sommerso, la guardia di finanza ha scoperto 110 lavoratori in nero.

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