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30 gennaio 2010
Massa Martana: niente fumo, guardiamo all’arrosto
 

All’inizio di un duemiladieci difficile, il primo problema del Popolo Massetano è quello di attivarsi sia per salvare i posti di lavoro in pericolo, sia per migliorare le condizioni d’attività di quelli che si stanno avviando e sia per crearne di nuovi, preferibilmente in settori a maggiore attività e con maggior indotto: si tratta di problematiche complesse e difficili ma io ritengo che l’handicap primario che condiziona delle attività produttive nel nostro territorio sia quello dell’indisponibilità di infrastrutture pubbliche che consentano economie di scala con aumento del Valore Aggiunto.
La base demografica di Massa Martana è minore di quattromila persone, mentre la dimensione socio-economica non dovrebbe essere inferiore a quarantamila, ottenibili solo nell’ambito degli otto comuni partecipanti all’Unione delle "Terre dell’Olio e del Sagrantino" e con il coordinamento con quelli limitrofi del Tuderte, "area vasta" in cui una cornice istituzionale utilizzabile, una base socioeconomica più ampia ed una complementarietà più dinamica sarebbero un fattore di sviluppo sinergico particolarmente efficace.
Particolare importanza avranno il miglioramento funzionale della S.G.C. E45, della Ferrovia Centrale Umbra, che deve una "metropolitana di superficie" con un polo intermodale gomma-rotaia nella Stazione di Massa Martana, e della Strada Regionale dei Monti Martani.
Oltre alla viabilità interna ed esterna il nostro territorio ha bisogno di strutture commerciali, energetiche, di comunicazione e di servizio perché solo così potranno recuperare e valorizzare le nostre risorse umane e materiali, promovendo uno sviluppo integrato e sostenibile   per tutti, offrendo una reale possibilità anche ai nostri giovani che non sono "bamboccioni" anche se qualcuno fa di tutto per costringerli a farlo.
Sono queste le richieste "forti e chiare" da fare ai candidati alle elezioni del marzo 2010, "cercatori di voti" che lungo le strade della Valle Umbra Sud e del Tuderte dovranno misurarsi con esigenze reali e rinunciare a   vendere attrezzi d’antiquariato o politiche di un’altra epoca storica: aggiorniamoci, non perdiamo tempo a litigare tra noi e non facciamoci sedurre dal "fumo" perché abbiamo diritto all’arrosto.
Renato Domenico Orsini



30 gennaio 2010
Campo di calcio di Monte Castello di Vibio: che la fantasia non superi la realtà

In relazione alla prossima realizzazione del nuovo campo di preparazione atletica di Monte Castello di Vibio la “Coalizione dei democratici” intende ricordare che da diversi anni ormai l’amministrazione comunale ha previsto il trasferimento dell’impianto dall’attuale sito posto a ridosso del centro storico al fine di permetterne un diverso utilizzo ed al fine di offrire un servizio adeguato agli sportivi sia dal punto di vista delle dimensioni del rettangolo di gioco che degli spogliatoi.
L’acquisto del vecchio campo di calcio avvenuta nel 2007 in gran parte con  contributi esterni costituiva e costituisce, infatti, il primo passo per permettere, nel medio termine, una duplice possibilità:
1) un utilizzo più a servizio del paese dell’area del vecchio campo di calcio che trovandosi praticamente all’interno del centro abitato può essere utilizzato per parcheggio bus e auto, area camper, area per manifestazioni ricreative, ecc.
2) un accorpamento delle attività sportive di tipo calcistico presso l’area a ciò destinata da ormai oltre 20 anni ovvero il nuovo campo di calcio.
Siamo consapevoli del periodo di crisi che stiamo vivendo a livello mondiale ma non per questo pensiamo che gli investimenti in opere pubbliche che verranno utilizzate nei prossimi decenni debbano fermarsi, soprattutto quando risultano in gran parte finanziate con fondi e contributi esterni che magari nei prossimi anni potrebbe essere più difficile da reperire.
In coerenza a ciò l’amministrazione comunale porterà avanti il proprio progetto che consentirà di “liberare” uno spazio vitale e strategico come il vecchio campo di calcio che si presta obbiettivamente per altre importanti utilizzazioni che potranno essere discusse e scelte insieme alla popolazione.
Il nuovo campo in terra battuta che sorgerà potrà ospitare sia le squadre locali che quelle dei comuni vicini (Fratta Todina, Todi, ecc.) nonché i ritiri estivi. E non avrà grosse spese di gestione se non per l’illuminazione.
Riguardo alle cifre sui costi fornite dal consigliere Roberto Tassi vorremmo ricordare che il progetto preliminare approvato dalla Giunta Comunale anche con il suo voto favorevole in data 26 agosto 2008 (delibera n. 94) ammontava a circa 195.750,00 euro e non a 145.000,00.
Riguardo ad un presunto contributo di 90.000,00 da parte della Regione ci farebbe piacere conoscere chi glieli avrebbe promessi e con quale atto amministrativo o forma (telefono, sms, e mail, ecc.).
Si può sempre cambiare opinione, ci mancherebbe, ma sarebbe importante far sì che la fantasia non superi la realtà.
Per quanto riguarda la sistemazione di alcuni tratti di strade comunali, il consigliere Tassi ricorderà senz’altro per averli tutti votati che, nella precedente legislatura, sono stati presentati alla Regione dell’Umbria 5 progetti per altrettante sistemazioni che attendono di essere finanziate nell’ambito del PSR e della legge regionale 40. Qualora finanziati si potranno attivare lavori per oltre 450.000,00 euro su molte strade comunali. Proseguiranno inoltre, come già fatto per il passato, compatibilmente con le possibilità di bilancio dell’ente, i lavori di depolverizzazione di tratti in corrispondenza di abitazioni.
“Coalizione dei Democratici” di Monte Castello di Vibio
 

29 gennaio 2009
Marsciano: sportello del cittadino isolato

Vi aggiorno su una situazione peraltro menzionata nel numero appena recapitato di Tam-Tam.Nello stesso a pagina 4, si legge l’articolo "Un sportello per il cittadino", dove tra le altre si sbandierano i vantaggi di tale iniziativa che ne derivano per  cittadini.
Ed infatti già da lunedì 25/01, il locale Sportello del Lavoro è stato trasferito dalla sede nel palazzo comunale, alla nuova in via Tuderte. Peccato che all’atto del trasferimento, non funzionassero ancora i telefoni, i computer che senza questo non possono collegarsi, perciò di fatto NIENTE.Le povere impiegate lì a cercare d porre rimedio alla almeno grottesca, situazione di fatto impossibilitate a svolgere il loro lavoro. Se il buongiorno si vede dal mattino, quello di Lunedì non è certo il migliore. A tutt’oggi poi, 28/01/, ancora non si riesce a contattare l’ufficio per telefono, né sul portale apposito della Provincia sono indicati nuovi recapiti.Mi chiedo, e lo chiedo a tutti gli uomini di buona volontà: " USQUE TANDEM ?"
Roberto Proietti.



29 gennaio 2009
Monte Castello Vibio, o si fa l’area di preparazione atletica o si muore.

Leggo sulla vostra testata on-line che l’amministrazione comunale di Monte Castello di Vibio si accinge a realizzare il nuovo campo di preparazione atletica per una spesa complessiva di 175.000 euro di cui 35.000 finanziati dalla regione Umbria.
Io, nella passata legislatura, ero d’accordo nella realizzazione di questa opera, ma il contesto economico era completamente diverso e cioè l’opera, in base ad uno studio preliminare, costava 145.000 euro e la regione si era impegnata in un finanziamento da 90.000 ai quali si aggiungevano i 20.000 dell’ente parco, ma soprattutto non si erano toccati ancora con mano, gli effetti catastrofici di questa prima crisi  economica mondiale.
Lo stato centrale continua nel suo taglio indiscriminato di fondi alle amministrazioni comunali ed un bilancio gia esile come quello del nostro comune, deve essere speso/investito  bene gestendo le priorità. So benissimo che in campagna elettorale si sono spese parole su quest’opera, so benissimo che il Vice Sindaco ha interessi diretti sulla realizzazione di quest’opera, ma so anche benissimo che sono aumentate le richieste di sussidi economici dai nostri cittadini, so benissimo che alcuni tratti della nostra viabilità comunale son disastrati e sono diventati un serio pericolo per chi le percorre.
Si parla molto, ripeto si parla molto, di questa fratellanza con il comune di Fratta Todina, ma e mai possibile che il tutto sia rilegato solo a costrizioni e cioè a progetti finanziati da enti terzi che chiedono l’aggregazione (il PRG è uno di questi). Possibile che due comuni cosi piccoli debbano avere due campi da calcio da far invidia a squadre professioniste; possibile che con due campi di calcio non riusciamo a creare sinergia e ne dobbiamo creare un terzo? In tempi di vacche grasse (e ce ne sono stati) si poteva anche fare ma oggi mi sembra un agire da irresponsabili.
Mi si risponderà  che la realizzazione del campo di preparazione atletica era un punto del programma e che ci sono altri fondi che vanno a coprire l’investimento. Vero, ma i fondi, esclusi quelli per lo sport, possono essere destinati ad altre opere e il bravo amministratore deve saper adeguare le proprie scelte al contesto economico attuale su una scala di priorità cercando di migliorare la qualità della vita di chi abita nel nostro territorio.
Caro lettore, su questo tema non c’è in ballo la coerenza con un programma elettorale ma la tenuta di una Giunta Comunale in fibrillazione sin dal suo insediamento (ma anche su questo mi si risponderà che non è vero).
Roberto Tassi – Consigliere comunale
 

28 gennaio 2010
Consolazione: altro giro, altra… lettera aperta al Sindaco di Todi

Gentilissimo Signor Sindaco,
noi membri del Comitato per la difesa della Consolazione avvertiamo il bisogno urgente di comunicarLe qualche considerazione sulla Sua lettera all’on. Francesco Maria Giro.
La preghiamo di credere almeno stavolta che il gesto di interpellarLa non muove da un desiderio di polemica, ma dal bisogno di chiarire col “primo cittadino” di Todi una questione di rispetto istituzionale che ci riguarda, essendo anche noi cittadini di Todi e dunque pronti a considerarLa – come è nei fatti – anche il nostro Sindaco.
Innanzitutto alcuni aspetti formali della Sua lettera: appena dopo averlo chiamato “egregio” ed “onorevole”, Ella rimprovera al sottosegretario le “false notizie da te comunicate” accusandolo implicitamente di falso; Lei conosce – quanto noi – il ruolo rilevantissimo occupato dai sottosegretari, che spesso surrogano la presenza del ministro o addirittura dello stesso Governo (ad esempio nel cosidetto Question time): perciò siamo noi a stupirci che possa accusarlo tanto disinvoltamente di falso.
Tanto più che alcune righe dopo pretende d’obbligarlo “a modificare a brevissimo giro di posta” (sic) il suo parere: come può ammettersi da un sindaco che abbia il senso delle istituzioni (dei ruoli e delle gerarchie che le organizzano) un linguaggio del genere in un documento ufficiale e non in una telefonata fra amici? Ci permettiamo di rilevare tutto questo perché l’onorevole Giro è anche il nostro sottosegretario!
Ci permettiamo di fare un altro simile rilievo: Lei usa l’artificio retorico di abbassare le parole ma potenziarne l’effetto: esordisce cioè con “Egregio signor sottosegretario, egregio onorevole, carissimo Francesco” secondo un ordine decrescente degli epiteti (sottosegretario – onorevole – carissimo) e crescente della confidenza, passando da un ideale “eccellenza” al cordialissimo “tu”, che ha l’effetto della pacca sulle spalle. Ora Lei sa meglio di noi che in parlamento tutti si conoscono e si danno del “tu”, ma in aula usano sempre il “lei”: quando Nania si rivolge a Fini lo chiama “Signor Presidente” e gli dà educatamente del “lei”, così come fa Franceschini quando è la Bindi a presiedere.
Ci meraviglia quindi che Lei in un documento ufficiale e su questione tanto delicata, si rivolga al sottosegretario col “tu”: vuole, come si dice, farsi sentire? ricordargli meglio “amicizia e fedeltà”? Come possiamo credere allora che non si tratti proprio di quelle “convenienze politiche” che lei esclude? Siamo convinti che se si vuole discutere di luci e – ci perdoni la parola grossa – di storia dell’arte, non v’è alcun bisogno di ricordare al sottosegretario che il Suo comune, quanto il governo, è di centro-destra.
Cos’ha tutto questo a che fare con la Consolazione? Nulla.
Ed è l’obiezione principale che sentiamo di fare alla Sua lettera. Sabato l’avevamo invitata ad un incontro cui avevamo chiamato due esperti a parlarci della chiesa e, come conseguenza, della sua illuminazione.
Si trattava di Marco Grondona – che Lei conosce se ha permesso la riproduzione del logo ufficiale del Comune sul frontespizio della sua Todi storica ed artistica – e Bruno Toscano (personaggio notissimo della cultura umbra, il quale da cinquant’anni si interessa del territorio e della sua tutela).
Avevamo chiesto il Suo patrocinio, La avevamo invitata: sarebbe stata accolta, manco a dirlo, amichevolmente con il rispetto che Le assicura il ruolo.
Avrebbe ascoltato due lunghe “lezioni” in cui i due professori hanno descritto minuziosamente il tempio, ripercorrendone la storia, le condizioni, le necessità. Politica – deve crederci – non ce n’era alcuna, né di destra né di sinistra. Era solo il tentativo di mettere la gente in condizione di capire in modo che la soluzione fosse quella giusta.
Rispetto all’incontro di sabato, la Sua lettera al contrario esibisce le caratteristiche della prova di forza: invece di approfondire il tema Lei passa – ovviamente in senso figurato – alle mani, cercando d’acquisire il vantaggio tattico della potenza di fuoco, scomodando Berlusconi, Letta e Bondi in un duello – questo sì – puramente politico, perché è evidente che le tre rispettabilissime persone da Lei interpellate hanno qualche potere ma non sanno nulla della Consolazione.
Per questo, per ragioni dunque tanto di forma quanto di sostanza, consideriamo la Sua lettera al sottosegretario irrituale ed inopportuna.
Un rispettoso saluto dal
Comitato per la difesa della Consolazione

28 gennaio 2010
Il deposito cauzionale di Umbra Acque

Dopo le decisioni prese dall’ATI 1 e 2 nell’assemblea del 30/11/09 in merito al pagamento del deposito cauzionale, siamo oramai certi che la nostra raccolta firme sia stata una formidabile spinta(la prima) alla riflessione degli organi competenti nei confronti del deposito cauzionale.
Nella suddetta seduta, infatti, sono state apportate novità molto importanti su questo versante: dall’esenzione dal versamento dell’aggiornamento del deposito per chi ha pagato regolarmente le bollette nell’ultimo biennio, all’abbattimento del 78% dell’ammontare del versamento per gli utenti svantaggiati fino alla restituzione del deposito cauzionale versato (con applicazione degli interessi attivi) agli utenti in regola coi pagamenti per cinque anni. E’ vero che il deposito continuerà ad essere richiesto ai nuovi utenti e che l’adeguamento verrà applicato agli utenti che nell’ultimo biennio non abbiano provveduto al pagamento delle bollette in maniera puntuale, cioè entro 10 giorni dalla scadenza riportata in bolletta, ma l’Assemblea dell’ATO 1 e 2 ha accolto la prima delle nostre obiezioni secondo cui l’adeguamento del deposito, applicato a tutti gli utenti che non effettuassero la domiciliazione bancaria, era in netto contrasto con la carta dei Servizi che prevede il principio di uguaglianza ed imparzialità di trattamento, indipendente dal metodo di pagamento.
Il Comitato si reputa molto soddisfatto per questa prima vittoria sul fronte deposito cauzionale, che secondo il nostro parere continua comunque ad essere un balzello ben costruito e macchinoso piuttosto che uno strumento a garanzia di corretto e puntuale pagamento delle cifre dovute.
Criticabili sono tuttora la mancanza di un’unica cifra valida per tutti gli utenti nell’arco degli anni, il costante aumento che trascina con sè l’adeguamento e le mancate norme per la sua restituzione : il deposito viene restituito dopo 5 anni se si è puntuali nei pagamenti, ma l’utente ne deve fare esplicita richiesta e le modalità di restituzione della somma versata non vengono stabilite (A rate? In un’unica soluzione?).
Il peso del reclamo a gran voce degli utenti di Umbra Acque e delle firme raccolte e presentate dal nostro Comitato è stato sicuramente avvertito nell’Assemblea delle ATI 1 e 2 e l’introduzione dei cambiamenti nel Regolamento lo testimoniano.
Il Comitato dopo questo primo traguardo e, prima di decidere altre azioni, è attualmente in attesa di ricevere il risultato completo della verifica della corretta applicazione o meno del deposito cauzionale, del suo continuo adeguamento e di tutta la componente tariffaria, anche mediante l’ingiunzione di buone pratiche ad Umbra Acque, da parte degli organi competenti a cui era stata fatta la richiesta di avvio istruttoria: Mister Prezzi, la Direzione Generale per la tutela del Consumatore presso la sede dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ( AntiTrust), la ConViRi(Comitato Nazionale Vigilanza delle risorse idriche) e, da un mese, la Corte dei Conti
Comitato Pro Acqua Gualdo

27 gennaio 2010
Giro, dopo giro la questione Consolazione prende fuoco

Siti web vicini all’amministrazione comunale di Todi pubblicano oggi una lettera inviata dal Sindaco Ruggiano al Sottosegretario ai Beni e le Attività Culturali, on. Giro, che la settimana scorsa aveva risposto ad un’interrogazione parlamentare degli onorevoli Sereni, Bocci e Ghizzoni, bocciando definitivamente il progetto di illuminazione realizzato presso il Tempio di Santa Maria della Consolazione.
Prendiamo atto che l’amministrazione Ruggiano, dopo i soliti giochi di prestigio, entra in gioco direttamente, sostituendosi all’ETAB, della quale, immaginiamo, nella vicenda, voglia ereditare debiti e crediti eventuali. 
Un’amministrazione insensibile alle tante prese di posizioni di esperti super partes che consigliano di rivedere il lavoro realizzato perché danneggia il Tempio.
Nel farlo, fa diventare la questione dell’illuminazione una questione di parte, arrivando addirittura a redarguire il Sottosegretario Giro, reo, secondo Ruggiano, di aver dato torto ad un’amministrazione “fedele, amica e rispettosa”, come se tutto quello che fa un’amministrazione di destra dovesse essere avallato, per il solo fatto di venire da destra, dal Governo Berlusconi: un’affermazione ridicola, messa per iscritto dal Sindaco di Todi e sottoposta non solo all’On. Giro, ma anche ad altre tre alte cariche dello Stato: il Presidente Berlusconi, il Sottosegretario Letta ed il Ministro Bondi.
Complimenti per la figura al signor Sindaco, ignaro forse del fatto che con la sua penna trascina nel ridicolo tutta Todi!
Non possiamo non rilevare, poi, che la lettera è intrisa di sgarbo istituzionale a tutti i livelli: il sindaco Ruggiano arriva a sostenere che l’On. Giro  abbia  agito sulla base di informazioni false, screditando il lavoro del Ministero e della stessa Soprintendenza dell’Umbria, per la quale si paventa addirittura un’azione legale del Comune.
E’ un atto di grave scortesia istituzionale e il Sindaco farebbe bene ad andare a ripetizione di "bon ton" istituzionale: ma si sa, a destra, i piromani sopravanzano i pompieri…
Assistiamo increduli allo scadere della politica tuderte.
Il centrodestra, sindaco in testa, apre conflitti con tutti: ASL, comprensorio, comuni limitrofi, Regione, Provincia e ora anche Soprintendenza e Ministero.
Dove vorranno arrivare mai gli attuali amministratori di Todi con questi modi saputi e irriverenti non è dato sapere, ma di certo Todi ne uscirà a pezzi.
La città è allo sbando, governata da un manipolo di improvvisati ormai forti solo della propria incapacità.
Noi ne eravamo certi da tempo. Forse ora se ne accorgeranno anche a Roma, persino a destra.
Partito Democratico Todi
 

27 gennaio 2010
Il Pdl di Massa Martana interviene sulla crisi Emicom

E’ quanto mai doveroso per la principale forza politica di Massa Martana, il PDL, fare delle considerazioni sul risultato finale uscito dall’assemblea pubblica dello scorso venerdì 22 gennaio, indetta dalle forze sindacali a sostegno delle maestranze del Gruppo Emicom, che si è tenuta a Massa Martana.
Il commento non vuole entrare assolutamente nel merito delle ragioni che hanno portato una grande azienda ad un punto di non ritorno, ma intende fermarsi soltanto a semplici riflessioni politiche sull’atteggiamento tenuto dai rappresentanti istituzionali di Regione, Comune di Terni, Comune di Massa Martana, che hanno preso la parola durante l’assemblea.
E’ triste constatare che i politici di centrosinistra, sia a livello regionale sia a livello comunale, in passato avevano destato la loro massima attenzione all’imprenditore perchè fautore di una positiva ricaduta economica sul territorio Regionale e Comunale attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro; adesso che è subentrata una grave crisi, da tempo all’orizzonte, si defilano e riducono la loro azione solo ad una generica disponibilità a partecipare ad un tavolo sindacale, magari anche per dichiarare la massima attenzione a cercare soluzioni che diano un futuro più sereno ai lavoratori. Basta con le prese in giro! Ora che l’azienda ha presentato domanda di liquidazione, l’unico tavolo che si può attrezzare è quello di una"seduta spiritica" per evocare soluzioni ormai divenute fantasmi ma forse, se fossero state prese in tempo, avrebbero potuto avere un effetto positivo sulla vicenda. E’ desolante constatare che la Politica istituzionale, rifugiandosi dietro le accuse di inaffidabilità della proprietà, ormai dica soltanto: "…non c’è più nulla da fare, se non sollevare l’attuale proprietà…" (Sindaco di Terni), "…si considera la Regione come un bancomat da utilizzare a proprio piacimento…" (Assessore Regionale alle attività produttive) oppure solo adesso, a liquidazione in corso, si dice "…non dobbiamo perdere più tempo…" (Sindaco di Massa Martana). Basta! Al futuro dei lavoratori e delle proprie famiglie non servono più i "politicanti" ma i "politici" che responsabilmente assumono decisioni importanti, sia in periodi di vacche grasse che in periodi di vacche magre.
Nel Comune di Massa Martana, il 22 gennaio 2010, per la politica, sarà ricordato come "il giorno della posa della pietra", solo che da una parte c’è una "pietra angolare" e dall’altra una "pietra tombale".
Il PDL di Massa Martana vuole comunque augurarsi che le problematiche vengano ora affrontate dai vari protagonisti della vicenda con grande senso di responsabilità, nel rispetto dei cittadini, che colpiti da vicende che rendono il loro futuro pieno di incertezze, si trovi anche in fondo al tunnel più buio una luce positiva.
Pdl Massa Martana

27 gennaio 2010
Il Pd di Todi su sanità ed ospedali

Sinceramente cadono le braccia nel leggere l’ultimo comunicato stampa della destra (PDL e Fiamma) nel quale si torna a parlare e sparlare di sanità e ospedali! (comunicato non pervenuto alla redazione)
Cinquanta righe di recriminazioni, di falsificazioni, di insinuazioni, di attacchi all’opposizione, di piccole stupidaggini e non una riga, una parola di proposta per quello che riguarda il tema di oggi: che fare della attuale struttura dell’Ospedale di Todi dopo il trasferimento dei servizi   nella nuova sede di Pantalla?
Noi abbiamo avanzato alcune proposte, abbiamo aperto un confronto con la città. Loro rispondono con la solita polemica inutile e dannosa, come se stessero all’opposizione e non avessero invece responsabilità di governo da onorare!
È vero però un punto: noi siamo responsabili, orgogliosamente responsabili, di   aver superato la diatriba   sanitaria tra Todi e Marsciano che rischiava di far chiudere ambedue gli ospedali, costruendone uno unico a Pantalla, nel territorio del Comune di Todi, per chi conosce la geografia.
E per questo la Regione Umbria ha investito quasi 50 milioni di euro. E lo ha fatto in poco più di tre anni, un tempo che talvolta non basta nemmeno per costruire una casa e sul quale il centrodestra ha provato ad attaccare brighe! È questo un danno per Todi? È questo un chinare il capo di fronte alla Regione? È questo un investimento dannoso per migliorare la qualità dei servizi per i cittadini? Ma per piacere!
Gli amministratori di centrodestra di Todi, che nulla hanno fatto e fanno di positivo e costruttivo per il futuro della città , abbiano almeno il pudore di non boicottare il più grande investimento per Todi, per la Media Valle del Tevere, mai realizzato in tempi recenti.
Sembra che governino "a dispetto" degli altri, (opposizioni, istituzioni, cittadini) e continuano a non far nulla di quello che compete loro: la strada per arrivare al nuovo ospedale, nonostante la Regione abbia concesso un finanziamento di 400.000 Euro, lo sviluppo di un’idea sull’uso della attuale struttura di Porta Romana e quant’altro necessario.
Parlano di soldi per il riacquisto della struttura di Porta Romana che nessuno ha chiesto, essendo stata solo chiesta al Comune, per ora, una formale manifestazione di interesse per il destino del vecchio ospedale; parlano di Marsciano e non di Todi, della città che pro-tempore amministrano, parlano del bilancio comunale senza ricordare che hanno scelto di investire sul superfluo più che sulle questioni strutturali, senza priorità, senza avere un’idea compiuta di città e del suo sviluppo, come stessero amministrando un "paesello", chiusi nella loro arroganza e nella cieca supponenza.
Noi abbiamo fatto proposte serie, concrete, sostenibili finanziariamente, la Regione è disponibile a discutere per il bene di Todi: aspetta che l’Amministrazione Comunale avanzi la sua proposta, tenendo conto che spetta al Comune e non alla Regione governare il proprio territorio.
E la settimana prossima, il 4 febbraio, promuoveremo a Pantalla un incontro con l’Assessore regionale Rosi ed il direttore della ASL2, Legato, per parlare del nuovo ospedale, dei suoi servizi e della viabilità circostante.
I signori amministratori di centrodestra continuino pure da soli le loro polemiche. Noi andiamo avanti con i discorsi per la città e con la città.
Partito Democratico Todi

27 gennaio 2010
Trasporto scolastico a Marsciano

Da quando in una campagna elettorale venne “cavalcato” lo slogan “anche i ricchi piangano” è passato del tempo.
A quanto pare invece a Marsciano   il “tempo politico” è rimasto immobile, immutato, ancorato a vecchi retaggi culturali, radicalizzandosi addirittura, intravedendo anche nei figli, nella famiglia un “bene” da tartassare.Oggi che tutto il Paese discute di riforma fiscale, di quoziente familiare, di alleggerimento della pressione sulle famiglie, la Giunta Todini assesta un colpo al cuore di una comunità, alle famiglie, accanendo, per giunta, la propria azione contro quelle più numerose.
L’anima sociale, cristiana e democratica della coalizione che sostiene Todini con questo atto si è definitivamente allineata, soggiogata da quello spirito tentatore che fa della gestione del potere l’unico fine dell’impegno civico e politico.
Lo hanno appreso le famiglie i cui figli si avvalgono dei sistemi di trasporto scolastico che si sono visti recapitare a casa, invece dei consueti bollettini mensili, solo tre moduli, due semestrali e uno annuale con i quali si richiedeva integralmente ed anticipatamente tutto il prezzo del servizio di trasporto dell’intero anno scolastico.
Non poche le famiglie che si sono trovate in difficoltà nel dover fronteggiare queste spese improvvise e per di più richieste a breve scadenza.
“Molte sono state – prosegue   Andrea Pilati membro del Coordinamento Comunale del PdL – le sollecitazioni ad intervenire per riportare la Giunta Todini a più razionali provvedimenti.
Le allarmate richieste di aiuto, di famiglie in difficoltà, ci hanno spinto ad acquisire tempestivamente informazioni in merito a questo provvedimento, imposto senza nessun coinvolgimento preventivo ne partecipazione dei genitori degli alunni, clienti/utenti dei servizi.
A malincuore registriamo che l’unica spiegazione ad oggi pervenutaci è che ciò è accaduto come conseguenza di una gestione informatizzata dei sistemi di pagamento.”
“Proprio per questa insufficiente e risibile spiegazione – aggiunge il Capogruppo PdL Liotti – abbiamo ritenuto di presentare al prossimo consiglio, tra le altre,  un’interpellanza al fine di conoscere le motivazioni di fondo di tale provvedimento e suggerire all’Amministrazione di tornare sui propri passi”.
Il Coordinatore Comunale PdL Marsciano – Francesco Zappulla

26 gennaio 2010
La Usl di Perugia risponde alla CGIL

Fornire un contributo per costruire un percorso tendente a  migliorare le prestazioni del personale sanitario utilizzando la valutazione come un’opportunità, premiare il merito individuale, favorire la crescita professionale e disporre di informazioni per la migliore gestione delle risorse umane: sono questi gli obiettivi che l’Asl 2 di Perugia vuole realizzare, sottoscrivendo il protocollo di intesa con Il Ministero della Funzione Pubblica, per la sperimentazione dell’applicazione della Riforma Brunetta (Decreto Legislativo n. 150/2009) nell’ambito della valutazione del personale delle aziende sanitarie e ospedaliere, che si concluderà il 31 agosto 2010.
Non si comprende, quindi, la presa di posizione resa nota da parte di Fp-CGIL in merito ad una mera partecipazione alla citata sperimentazione da parte dell’Asl 2, nelle cui intenzioni non vi è alcun intento di marginalizzazione né tanto meno di esclusione delle parti sindacali; inoltre la sperimentazione, che prevede l’adozione di una serie di atti e procedure nel pieno rispetto delle normative di legge e contrattuali, non produrrà alcun effetto giuridico ed economico per i dipendenti. Si va nella direzione di un nuovo sistema di valutazione e di incentivazione individuale per i dirigenti, medici, infermieri, tecnici e amministrativi sanitari che per la prima volta vedranno valutato il proprio lavoro in rapporto al grado di cortesia, puntualità, presenza e disponibilità nelle risposte ai bisogni degli utenti.
L’Asl 2 di Perugia,  si pone così al fianco del Ministero della Funzione Pubblica, AGeNaS, Fiaso, Formez e altre 17 Aziende Sanitarie, alcune di considerevoli dimensioni e rilevanza a livello nazionale (tanto per citarne qualcuna  quella di Milano, Bologna e Firenze), nella sperimentazione, finalizzata al continuo miglioramento dei  propri servizi sanitari per i cittadini, ottimizzando la produttività nel settore pubblico. Inoltre i risultati saranno di ausilio e sostegno delle Regioni, una volta che saranno chiamate a legiferare sui nuovi criteri di  valutazione.  
 Un apposito Comitato Scientifico, nel quale l’Azienda Sanitaria di Perugia è rappresentata, predisporrà gli strumenti a supporto dei percorsi di valutazione aziendale. I risultati della sperimentazione saranno oggetto di una relazione che verrà illustrata in Parlamento e ad un convegno nazionale  previsto per il 18 novembre 2010 . 

 

25 gennaio 2010
Un progetto per il Tevere

Periodicamente, in occasione di eventi disastrosi che interessano il fiume Tevere, siamo costretti ad assistere al rituale di chi  invoca o promette interventi  immediati e  di chi interviene sulla stampa locale con lamentazioni sterili sull’argomento. 
L’Associazione degli Ecologisti Democratici che da sempre considera la questione ambientale trasversale a tutti i settori della politica, indispensabile per attuare il nuovo modello di sviluppo della nostra società attraverso quella che viene chiamata “economia verde”, che da sempre ritiene che l’ambiente non possa essere relegato ad un ruolo di nicchia o complementare ad altri aspetti della politica, in relazione a questo argomento ha voluto attendere che l’emergenza fosse finita per poter fare un ragionamento pacato e costruttivo sulla questione Tevere.
Vogliamo intanto fare una riflessione sulla quale avanzare una proposta: il ruolo del Tevere nell’economia regionale e comunale. In questi anni è cresciuta una cultura diffusa e una maggiore consapevolezza riguardo alla tutela e valorizzazione del Tevere, un dato positivo che però non basta per salvaguardare questo prezioso e delicato ecosistema  di altissimo pregio paesaggistico e naturalistico, intorno al quale è possibile sviluppare una fruibilità positiva dei cittadini  e lo sviluppo di tante economie locali compatibili con l’ambiente. Il Tevere rappresenta una risorsa decisiva, sia sul piano ambientale che su quello economico, per attuare il nuovo modello di sviluppo della  nostra Regione e del nostro Comune. Affermare il ruolo strategico del Tevere nel Sistema Umbria e nel sistema Perugia rappresenta quindi un valore aggiunto per la nuova economia verde.
Da qui nasce la richiesta a tutti i soggetti coinvolti e interessati al tema, in primis  alle Istituzioni,  regionale e locali, perché venga attivato un tavolo istituzionale per condividere, ciascuno per le proprie competenze, il Progetto Tevere.
Un progetto che abbia come punti fondamentali :
1) la realizzazione di tutte quelle opere di bonifica idrogeologica e ambientale indispensabili per  mettere in sicurezza l’ambienta circostante;
2)lo spostamento di tutte quelle attività in contrasto con la vocazione di area ad alto pregio agricolo e a vocazione paesaggistico-ambientale attribuita al Tevere dai vari PRG comunali e dal PTCP;
3)la realizzazione di quell’insieme di azioni e interventi  atti a permetterne la piena valorizzazione e fruizione il cui obiettivo deve rimanere quello del Parco Fluviale interregionale.
Tutto ciò va fatto in tempi rapidi, in periodi di non emergenza, con il coinvolgimento di tutte le associazione e categorie interessate e con un adeguato impegno economico, consapevoli che i ritorni sia sul piano sociale che su quello economico e ambientale saranno enormi.
 Associazione Ecologisti Democratici 

25 gennaio 2010
La centrale Enel di Bastardo a scartamento ridotto

Il gruppo consiliare del Pd di Giano dell’Umbria si mobilita di fronte all’improvvisa riduzione della produzione nell’impianto Enel di Ponte di Ferro e presenta una mozione urgente da inserire nel prossimo consiglio comunale, sollecitando Sindaco, Regione e parlamentari umbri ad attivarsi per chiedere spiegazioni circa la scelta dell’azienda, che pregiudica fortemente le prospettive di operatività del sito e le ricadute sull’indotto. I Consiglieri Lilli, Maggi, Petruccioli, Terenzi, Tocci, Fabbri, Vagnoli, Moretti e Graziani, prendendo spunto anche dalla situazione di crisi del paese, esprimono forte preoccupazione per il cambio di strategia adottato dall’Enel, di fronte ad una centrale che ha prodotto utili e garantito un alto rendimento fino al mese di dicembre, contribuendo a contenere gli effetti della crisi economica, rispetto ad altre zone della regione e del paese. Ecco il testo completo della mozione:
“Premesso che dal 1 gennaio l’impianto di produzione di energia elettrica di Ponte  Ferro, per scelta dell’Enel,  ha ridotto notevolmente la quantità di energia prodotta, riducendola ad un quinto delle potenzialità del sito; Considerato che fino al 31 dicembre l’impianto risultava essere pienamente in esercizio (17.000 ore di funzionamento su un complessivo annuo di 17.520) e che ha prodotto consistenti utili all’azienda; Ritenuto che tale situazione rischia di far uscire l’impianto dal mercato con il rischio di veder compromessa la stessa sopravvivenza del sito produttivo; Viste le forti ricadute negative che tale scelta sta già determinando sulle attività connesse, se si tiene conto che solo il sistema integrato di trasporto (nave, treno, gomma) crea un indotto di circa  6 milioni di euro annui, oltretutto in un periodo di grande incertezza e di crisi economica del paese;
il Consiglio Comunale impegna il Sindaco a:
richiedere all’Enel le ragioni di tale scelta e a manifestare la preoccupazione per le sue ricadute negative sull’economia del territorio; Sollecitare l’immediato intervento della Regione e dei parlamentari umbri affinché venga riconsiderata tale decisione e avviato un serio confronto che coinvolga parti sociali e enti territoriali sul futuro dell’impianto; Chiedere a tutti i candidati alle prossime elezioni regionali un preciso impegno per garantire prospettive certe circa il mantenimento del sito produttivo, la realizzazione di investimenti per il miglioramento ambientale, la salvaguardia dei livelli occupazionali e dell’indotto.”
L’auspicio del Partito Democratico è che tutto il Consiglio Comunale si faccia carico di questa questione e si creino le condizioni non solo per un ripensamento rispetto alle strategie di breve periodo, ma che vengano messi in campo tutti gli strumenti e gli investimenti per garantire un futuro a questo sito, nell’ambito della politica energetica nazionale e regionale.
PD, gruppo consiliare di Giano dell’Umbria

24 gennaio 2010
Ospedale di Marsciano che farne?

Uno dei principi a cui crede la neonata Associazione " Ideenuove", è il diritto alla salute inteso come diritto fondamentale di ogni cittadino Italiano; un diritto che garantisce un principio di uguaglianza dell’individuo in senso olistico e che lo innalza a principi di solidarietà e autodeterminazione alla base di ogni equo vivere e giustizia sociale.
L’ospedale di Pantalla è la risposta più idonea per rispondere  ad una richiesta di salute più ampia e specialistica ,con conseguente diminuizione di quelle liste d’attesa, che il più spesso delle volte portano il cittadino a guardare altrove ,alimentando di fatto un clima di sfiducia nelle nostre istituzioni.
Per noi ,l’Ospedale di Pantalla ,è una risposta forte  per una sempre "auspicabile" lotta agli sprechi ed inefficienze, e per espletare il diritto alla salute in modo ancor più puntuale e decisivo, fondamentali  per riportare all’avanguardia i livelli della qualità sanitaria Umbra.
Ma molti ci chiedono, quale sarà il destino del presidio ospedaliero di Marsciano?
Per noi di Ideenuove inanzitutto la postazione del 118 di Marsciano deve essere mantenuta per evitare di allungare quei tempi di risposta sanitaria a livello dell’emergenza territoriale ,ove il tempo è d’oro; sia per una vittima della strada, sia per un cittadino che va incontro come ad esempio, ad un arresto cardiocircolatorio improvviso, dove ogni minuto che trascorre diminuisce in modo sostanziale la risposta del soccorso con esiti nefasti o altamente invalidanti per la vittima.
Ed è per questo che assume una valenza strategicamente importante per Marsciano e tutta la Media valle del Tevere,che la qualità dell’assistenza e del soccorso abbia come punto cardine la formazione del personale medico ed infermieristico ,oltre che delle altre figure tecniche e indispensabili ,come i volontari ed autisti; su questo tema quale migliore ipotesi se non la fondazione di un centro di simulazione dell’emergenza-urgenza regionale nel vecchio Ospedale di Marsciano ove esistono locali idonei per questo tipo di attività?
L’associazione ,crede  che un richiamo cosi forte dato da questo centro ,sia una vera e propria  boccata di ossigeno anche per le nostre attività artigianali e dell’economia locale in genere.
Le decisioni ora passano alle istituzioni deputate a decidere; non vorremmo che tutto quanto  promesso dall’Amministrazione Comunale rimanga un vacuo slogan elettorale;per Marsciano sarebbe una dolorosa sconfitta. 
Michele Roberto Gioia -Segretario Ass. IDEENUOVE MARSCIANO



23 gennaio 2010
Frizioni in casa Pdl: Todi non è più territorio di conquista

A seguito del comunicato degli amici del coordinamento del PDL di Marsciano ritengo opportuno fare alcune precisazioni. In primo luogo la candidatura del sottoscritto è stata voluta dal coordinamento del PDL  di Todi e dall’Amministrazione comunale con in testa il Sindaco.
A tale richiesta mi sono messo al servizio del partito come sempre fatto in oltre 10 anni di militanza.
La candidatura è stata formalizzata alla fine di novembre ultimo scorso e cioè in un periodo in cui i coordinatori comunali non erano stati ancora nominati dal partito di Perugia. A Todi il coordinamento in realtà già esisteva, come del resto il gruppo consiliare unico, perché il partito essendo forza di governo nella Città, aveva necessità di strutturarsi adeguatamente.
Gioco forza il PDL di Todi all’epoca non poteva certo coordinarsi con strutture non formalizzate, in ogni caso come rimarcato anche nella riunione del 14 gennaio è auspicabile lo sviluppo di azioni sinergiche per fornire soluzioni a problematiche comuni.
Per quanto riguarda la candidatura la necessità di affrontare per tempo il tema delle elezioni, affinché questa area importante della regione abbia finalmente un rappresentante nel massimo consesso regionale, è stata prevalente anche in considerazione del fatto che nel nostro comprensorio Todi è stata la prima città, con oltre 15.000 abitanti, a liberarsi dal dominio decennale delle sinistre.
Pertanto, se è veramente intenzione del partito marscianese puntare su una candidatura che abbia concrete possibilità di essere vincente, non si può prescindere dal considerare come essenziale un coinvolgimento del partito tuderte che in termini numerici e di rappresentanza è il più importante del territorio. In diversa ipotesi la scelta è solo quella di essere terreno di conquista come è sempre stato in passato.
Stante ciò il sottoscritto è disponibile verso tutti e sempre pronto a mettersi al servizio del Partito, qualunque sia la decisione in merito alle candidature.   
Il Vice Sindaco Avv. Moreno Primieri

23 gennaio 2010
Frizioni in casa Pdl: Zappulla replica sulle candidature

In merito ad una nota del PdL di Todi apparsa su alcuni mezzi d’informazione locali, il Coordinamento Comunale del Popolo della Libertà di Marsciano ritiene opportuno puntualizzare e precisare circostanze, tempi e conclusioni.
La nota riporta come “il PdL di Todi si è incontrato con tutti gli amici della Media Valle del Tevere confrontando idee e programmi e in tale occasione l’unica candidatura (alle regionali) emersa è stata quella di Primieri”.
E’ presumibile che l’incontro al quale ci si riferisce sia quello che informalmente a avuto luogo a Deruta il 14 gennaio u.s.
In tale circostanza si è primariamente ragionato sull’opportunità e necessità, da tutti condivisa, di avviare un tavolo di raccordo tra le rappresentanze del Popolo della Libertà dei Comuni della Media Valle del Tevere al fine di sviluppare azioni sinergiche per fornire soluzioni a problematiche comuni.
Poste sul tavolo alcune materie di comune interesse si è proceduto a calendarizzare i prossimi incontri.
In questa prima occasione d’incontro si è anche affrontato il tema di una possibile candidatura condivisa e sostenuta dai territori della Media Valle del Tevere, riflessione ritenuta da molti troppo condizionata dalla candidatura già espressa dal PDL di Todi.
Inoltre tenendo conto che anche in altre realtà territoriali erano ravvisabili analoghe legittime disponibilità si è ritenuto di soprassedere in merito a tale esercizio di concertazione, di non porre sul tavolo di tale consesso, a magior ragione perchè informale, una sorta di affermazione di principio secondo cui “chi prima arriva …meglio alloggia”..
In merito alla considerazione del PdL tuderte per cui si ritiene che “ogni rimescolamento delle proposte, oppure una diversa posizione dei dirigenti provinciali e regionali significherebbe un affronto a tutto il PdL della Media Valle del Tevere”, il Coordinamento Comunale di Marsciano prende le distanze, avocando a se stesso il diritto-dovere di esprimersi in merito all’esistenza di accordi elettorali, condivisione di candidati o quant’altro riguardi azioni che per definizione sottintendono un coordinamento del territorio marscianese. Del sillogismo, utilizzato nella nota del Popolo della Libertà di Todi, che prende origine da una premessa che stressa le risultanze della riunione si ritiene di dover trarre una sola indicazione positiva, ovvero che la partecipazione, la strutturazione e la condivisione di un tavolo di raccordo della Media Valle del Tevere ha in seno potenzialità ad oggi non sperimentate e che si potranno esprimere se vissuto con una progettualità di lungo respiro .
Il Coordinatore Comunale PdL Marsciano, Francesco Zappulla – Il Capogruppo PdL Marsciano, David Liotti

23 gennaio 2010
Targhe alterne a Perugia

L’introduzione della circolazione a TARGHE ALTERNE a Perugia ci ricorda puntualmente che l’aria, anche nella nostra città, è pericolosamente inquinata dalle POLVERI FINI –PM10-. Purtroppo non è solo un fenomeno stagionale, influenzato dalle condizioni meteoclimatiche, i dati relativi al parametro particolato PM10, consultabili on-line sul sito di Arpa Umbria, mostrano un superamento del “limite per la protezione della salute umana” (fissato a 50 mg/m3) per ben 63 giorni (dati dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009); mentre la normativa prevede che tale valore non possa essere superato più di 35 volte l’anno (DM n. 60/02).
È quindi stato necessario l’intervento dell’Amministrazione Comunale di Perugia volto ad adottare misure emergenziali a salvaguardia della salute pubblica. Crediamo corretta l’iniziativa del Comune che tiene conto delle molteplici dannose conseguenze delle finissime particelle di fuliggine generate dai processi di combustione incompleti. Poiché per le sostanze cancerogene non esiste alcuna soglie di tolleranza, le loro emissioni devono essere il più possibile ridotte.
Pensiamo che buona parte della cittadinanza condivide i motivi di tutela e di qualità della vita che portano alle interdizioni e limitazioni di circolazione di auto e aderisca in maniera responsabile. Tali misure, tuttavia, risultano efficaci solo con l’assidua e capillare presenza della Polizia Municipale nella viabilità urbana. L’assenza di controlli infatti rischia di vanificare l’iniziativa; le sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.
Le Targhe alterne sono misure emergenziali, riteniamo che occorre guardare più lontano, attuare misure di prevenzione finalizzate a ridurre l’uso privato dell’auto, incentivare il trasporto pubblico, e quindi agire sui comportamenti invidiali, considerando anche e soprattutto che Perugia è tra i comuni con il tasso di motorizzazione più alto d’Italia.
Come Ecodemocratici a riguardo auspichiamo:
– che venga incentivata la creazione di percorsi sicuri e controllati casa-scuola per bambini e ragazzi
– che si promuova il car-pooling per i lavoratori di uffici a cominciare da quelli pubblici
– che si ripristinino le “Domeniche Ecologiche” con iniziative di sensibilizzazione
– che venga riattivato lo strumento Agenda 21 con programmi per lo sviluppo sostenibile, piani di azione locale, in cui comprendere anche azioni che agiscano sui comportamenti
Inoltre, crediamo opportuno ripensare i divieti del giovedì e venerdì ai veicoli cosiddetti “pre-euro” che non sono più efficaci a causa, e degli scarsi controlli, e dell’esiguo numero di auto senza marmitta catalitica. Per limitare il numero di auto in circolazione è certamente più appropriato il sistema delle targhe alterne, anche per le auto catalizzate.
Il problema PM10 ricade all’interno della più vasta materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria che va affrontata globalmente nel suo complesso, mettendo in atto misure coerenti con gli atti di programmazione e pianificazione regionali e comunali, ivi compreso il Piano Energetico.

Ecodemocratici circolo di Perugia


22 gennaio 2010
Il Pd di Todi in soccorso della candidatura regionale della Marini

Il cerchio sulle candidature alla Presidenza della Regione Umbria si stringe.
Abbiamo assistito in questi giorni, spesso preoccupati, al difficile lavoro di quadratura di questo cerchio.
Lo abbiamo fatto in silenzio, rispettosi della complessità del quadro politico regionale e fiduciosi nel lavoro delle tante persone direttamente impegnate, tanto a livello regionale quanto a livello nazionale.
Giunti ormai in dirittura d’arrivo e pur non volendo entrare in discussione su scelte che non ci competono, non possiamo, però, non riferirci alle ultime dichiarazioni del Segretario Regionale di Rifondazione Comunista, Stefano Vinti, secondo il quale il candidato presidente sarebbe da individuare tra la Presidente uscente Maria Rita Lorenzetti, il Segretario regionale Lamberto Bottini, l’ex sindaco di Perugia, Renato Locchi e l’ex sindaco di Todi, Catiuscia Marini.
Non sappiamo se la rosa dei nomi sia corretta ed esaustiva, ma di certo, secondo le notizie di stampa, una delle tesi sostenute da Vinti sarebbe, su per giù, la seguente: Catiuscia Marini ha espresso una politica escludente le forze della sinistra e una debolezza elettorale che sarebbe una vera festa per il centrodestra.
Argomentazioni, francamente, abbastanza deboli, non esaustive, tanto da lasciare il dubbio che ci sia dell’altro, del non detto.
Da parte nostra, crediamo che, in questo momento, la discussione sulla candidatura alla Presidenza della Regione Umbria, di per se seria, complessa e delicata, abbia bisogno di contenuti veri, anche in vista di un disegno politico nel centrosinistra più ampio ed articolato che in passato, che non escluda nessuno, ma sappia tener conto di un Paese e di una regione che cambiano.
Varrebbe la pena, per esempio, di ragionare un po’ meno per “etichette” e un po’ più per contenuti, un po’ meno sul “si dice” e un po’ più sui fatti.
Non per spirito di campanile, quindi, ma per una discussione su altre basi, crediamo opportuno ricordare che Catiuscia Marini nel 1998 è stata eletta sindaco di Todi alla guida di una coalizione di centrosinistra con il 53,7% dei voti, riconfermata per un secondo mandato nel 2002 con il 63,8% dei voti. In tutti e due i casi Rifondazione Comunista è stata forza di governo, con propri esponenti in ruoli di primaria responsabilità. In tutte e due le occasioni per il centrodestra non fu proprio una festa!
L’ottima qualità amministrativa di quelle due esperienze di governo, alle quali anche Rifondazione ha partecipato, appare oggi in tutta la sua portata, a due anni e mezzo dalla sconfitta del centrosinistra a Todi e dalla festa del centrodestra, ripetuta, poi, in seguito, in altre città.
Una sconfitta alla quale, è ora di dirlo!, in molti hanno contribuito, spesso percorrendo strade che abbiamo visto pericolosamente lambire anche in queste ultime settimane.
Val bene la pena di ricordare, poi, che Catiuscia Marini ha affrontato con determinazione e capacità campagne elettorali in mare aperto, facendo più volte i conti con i numeri. Nelle elezioni europee del 6-7 giugno 2009, con una campagna elettorale decisamente in salita e partendo dalla nostra piccola regione, ha ricevuto 63.683 voti di preferenza, di cui quasi 40.000 in Umbria, migliorando ancora il consenso del 2004, di 57.356 voti.
Crediamo che questi elementi bastino per considerare non fondate, o, perlomeno, non convincenti, le dichiarazioni del Segretario di Rifondazione Comunista.
Speriamo, d’altro canto, possano bastare per sollecitare una discussione di merito, sulla quale non ci permettiamo di entrare, nel rispetto dei ruoli di ognuno, ma ben lontana da una poco utile e spinosa questione sulle persone, spesso prescindendo dai fatti.
È lo stesso Vinti ad aver chiesto, a più riprese, di evitare questioni sulle persone e di ragionare, invece, sui programmi, sulle cose da fare: contribuisca egli stesso, allora, convintamente, a tutto ciò.
PD Todi


21 gennaio 2010
Norme transitorie per i suinicoltori

Il Comitato umbro della filiera suinicola denominata “19 dicembre”, data della manifestazione pubblica tenutasi presso il Centro Fiere di Bastia Umbra lo scorso mese, sta tenendo incontri pubblici con le istituzioni e le associazioni di categoria e soggetti interessati. Rafforzando la stessa iniziativa della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), il Comitato sta sollecitando con forza un accordo fra Comuni e Regione dell’Umbria per stilare norme transitorie sul piano delle acque in attesa del ripristino dei depuratori zootecnici esistenti. Ciò a sostegno dell’azione di stimolo che la Cia sta portando avanti. Il Comitato chiede inoltre ai rappresentanti politici dei vari Comuni a vocazione suinicola di costruire un’azione positiva per la ripresa economica, chiede di terminare le strumentalizzazioni politiche per le vicende della depurazione zootecnica e cessare di far leva su paure e timori infondati dei cittadini al fine di acquisire facili consensi di parte. Con la crisi drammatica che attraversa l’Italia non bisogna abbattere la filiera zootecnica ed in particolare quella suinicola, serve bensì aiutarla in un contesto così difficile, si tratta di sostenere i processi produttivi e non demolirli. Anche questo è compito della politica di fronte ad una crisi così grave. Il Comitato umbro della filiera suinicola (19 dicembre) inoltre si impegna ad incrementare i processi di realizzazione di filiere corte, al fine di eliminare sprechi, consumi energetici enormi, mantenendo la tipicità delle nostre produzioni a partire dalle nostre norcinerie.

Comitato umbro della filiera suinicola 19 dicembreCoordinatore Dott. Luigi Perucca        

21 gennaio 2010
Vecchio Ospedale di Todi, il PD sollecita il Comune all’acquisto

Informiamo che il Capogruppo del Partito Democratico di Todi, nella giornata di ieri, ha depositato presso gli uffici del Comune un ordine del giorno riguardante la destinazione della struttura di Porta Romana attuale sede dell’Ospedale.
Nello specifico, viene chiesto alla Giunta Comunale di formalizzare alla Regione dell’Umbria una opzione di interesse per l’acquisto e la gestione della struttura da destinare a sede di servizi sanitari, servizi pubblici e altre destinazioni di interesse pubblico.
Si tratta del primo atto concreto, a seguito dell’incontro organizzato dai gruppi consiliari di opposizione con l’assessore regionale Riommi, svoltosi, alla presenza di molti cittadini, lunedì 18 gennaio.
Dalla discussione è, infatti, emerso che in trentadue mesi l’Amministrazione Comunale di centrodestra non ha elaborato ne’ strategie, ne’ progetti riguardanti l’uso dell’immobile dopo lo spostamento dei servizi nel nuovo ospedale comprensoriale di Pantalla, ne’ ha assunto alcuna iniziativa politica ed amministrativa conseguente nei confronti della Regione e della ASL.
Ricordiamo che il riutilizzo della struttura di Porta Romana sarà indispensabile per mantenere vitale un’importante zona della città che, diversamente da così, si troverebbe in grave difficoltà: basti pensare alle numerose attività commerciali esistenti dentro e fuori le mura.
È deprimente dover constatare che, di fronte alla propria palese inattività, alla propria negligenza, alla sottovalutazione e carenza di idee di tutto il centrodestra, l’Amministrazione Comunale tenti di scaricare su altri soggetti, primi fra tutti Regione ed ASL, l’onere di individuare soluzioni adeguate alle esigenze della Città.
È del tutto evidente che la prima mossa spetti all’Amministrazione Comunale di Todi. La Regione Umbria e la ASL, come ricordato dall’assessore Riommi, da tempo hanno manifestato la propria disponibilità a discutere e concordare un percorso che possa garantire un utilizzo di interesse pubblico della struttura.
La stessa opposizione ha più volte chiesto chiarimenti in proposito, ma l’Amministrazione è rimasta sorda ad ogni richiamo, tanto da non inserire il recupero dell’immobile di Porta Romana ne’ nella relazione politica e programmatica allegata ai bilanci di questi ultimi tre anni, ne’ nel piano delle opere pubbliche.
Intanto di certo Todi ha perso l’occasione di inserire lo stesso recupero nei programmi del PUC2, come si sono invece preoccupati di fare tutti i comuni umbri che si trovano, oggi, ad affrontare, come Todi, lo spostamento dei servizi da un vecchio ospedale ad uno nuovo; citiamo ad esempio Gubbio ed Orvieto, città quest’ultima amministrata dal centrodestra!
Con questo modo irresponsabile, superficiale e frivolo di amministrare, Todi rischia di ritrovarsi con una zona della città in depressione alla chiusura dell’ospedale prevista per gli ultimi mesi del 2010.
Partito Democratico Todi
 

20 gennaio 2010
Illuminazione Consolazione, c’è chi esulta per l’esito apparente del "Giro"

il pronunciamento del Ministero delle attività e dei Beni Culturali, in risposta alla interrogazione parlamentare presentata dagli onorevoli Marina Sereni, Giampiero Bocci e Manuela Ghizzoni del Partito Democratico, a firma del sottosegretario Giro, ha dato una risposta totalmente positiva ai dubbi ed alle osservazioni presentate dalle forze politiche e dal Comitato all’installazione di un’illuminazione che destava moltissimi dubbi nelle procedure e nella congruità. Ora, tutti coloro che hanno schernito le posizioni del Comitato e di tutti quelli che non valutavano positivamente tale azione, dovranno scusarsi pubblicamente con tutti quelli che sono stati oggetto d’insulto e di scherno, per il semplice motivo che dissentivano democraticamente nei confronti di una scelta a dir poco, discutibile. Come sempre, quando non si sa rispondere dettagliatamente alle osservazioni legittime che ogni qualsiasi cittadino pone rispetto agli atti di chi amministra la cosa pubblica, vengono invocati complotti e generate tensioni che non appartengono ai dubbi sollevati, ma hanno come unico scopo soltanto quello di creare confusione e sollevare polveroni che nascondano i problemi.
La risposta ricevuta dà ampiamente ragione a tutti coloro che hanno manifestato il loro dissenso senza essere minimente ascoltati. Dal canto suo il Comitato intende proseguire la sua azione a tutela dei beni storici e monumentali di Todi già da sabato 23 gennaio alle ore 16.30, con la conferenza dei prof.ri Marco Grondona e BrunoToscano sulla Consolazione, al Palazzo del Vignola.
Comitato "Difendiamo la Consolazione"

20 gennaio 2010
Frizioni in casa Pdl per la candidatura di Primieri

Continuano ad apparire sulla stampa locale le più svariate ipotesi di candidatura per le prossime elezioni regionali per quanto riguarda il PDL.
In particolare per quanto concerne la media Valle del Tevere è da tempo acclarata la volontà del PDL di Todi, coordinamento e gruppo consiliare, di mettere a disposizione la candidatura dell’Avv. Moreno Primieri che si è detto disponibile a svolgere la battaglia elettorale nella convinzione che il territorio Tuderte e di tutta la Media Valle del Tevere hanno il sacrosanto diritto di avere un loro rappresentante nella massima assise regionale.
Tuttavia, non passa giorno senza che le più fantasiose ipotesi vengano riportate dalla stampa, anche se ancora il Partito non si è ufficialmente pronunciato in merito, per cui è da ritenere che qualcuno cerca di mischiare le carte per fini che a noi non interessano.
Il PDL di Todi si è incontrato con gli tutti gli amici della Media Valle del Tevere confrontando idee e programmi e in tale occasione l’unica candidatura emersa è stata quella di Primieri.    
È evidente che allo stato attuale delle cose ogni rimescolamento delle proposte, oppure una diversa posizione da parte dei dirigenti provinciali e regionali significherebbe un affronto a tutto il PDL della Media Valle del Tevere e a quello Tuderte in particolare.
Tuttavia siamo sicuri che il buon senso e l’interesse del partito per la prossima sfida elettorale saranno prevalenti nella scelta degli uomini e delle donne che potrebbero avere per la prima volta dopo 65 anni l’onere e l’onore di governare la nostra regione.
È appena il caso di ricordare che il centro destra con la splendida nelle amministrative del 2007, non solo ha conquistato per la prima volta nella storia repubblicana il Comune di Todi, ma ha consentito anche ad altre comunità di battersi con convinzione ed ottenere risultati insperati fino al quel momento.
Coordinamento e Gruppo Consiliare del PDL di Todi
 

20 gennaio 2010
Per non dimenticare: dopo le buche sulle strade comunali, anche quelle sulle provinciali

Chi conosce la Strada Provinciale  414  nel tratto compreso tra Todi e la frazione di Collevalenza, ha ben presenti le condizioni a dir poco scandalose del manto stradale, ridotto ormai da anni ad un insieme di buche, crepe ed avvallamenti, con una sbiadita segnaletica orizzontale che spunta qua e la a far da cornice a tale opera d’arte. Chi non la conosce invece, di sicuro imparerà a farlo semplicemente transitandoci una sola volta. Per entrambe le tipologie di utenti della strada, Casapound Todi offre oggi un nuovo servizio; semplice, a basso costo produttivo e con una duplice finalità: "CASAPOUND VIAGGIARE INFORMATI: BUCA" è questo il testo riportato sui cartelli comparsi nella notte lungo la carreggiata in entrambi i sensi di marcia, proprio nei punti dove l’asfalto, palesemente in fin di vita, lascia il posto al "vuoto".
La prima finalità di quest’opera è esclusivamente informativa, e dedicata agli inconsapevoli, nuovi utilizzatori della Provinciale 414, atta a scongiurare qualsiasi tipo di inconveniente in cui  un automobilista può incorrere percorrendo la sopracitata strada. La seconda invece, vuole essere un modo per fare di questa situazione un qualcosa da cui trarre vantaggio, qualcosa che porti beneficio anche agli utenti della strada. E allora, visto che tutti noi residenti della zona conosciamo per forza di cose la perfetta ubicazione di buche, crepe e rattoppi lungo tutto il tratto di strada compreso tra Collevalenza e Todi, smettiamo di evitarle, anzi cerchiamo di comprenderne la natura, di conoscerne la vita, le abitudini; in fondo le abbiamo viste nascere e crescere. La  proposta di Casapound Todi quindi e’ questa: noi ve le abbiamo segnalate, voi scegliete quella che più vi sentite vicina, quella che più vi piace, quella nella quale siete finiti più spesso o quella che da sempre evitate, e adottatela. Si,  adottate anche voi una buca della Provinciale 414, datele un nome,  fatela sentire importante, amata. E non abbiate paura di affezionarvi troppo e poi di perderla, di certo la loro scomparsa non sarà così prematura visto che a quanto risulta da fonti certe, in tutto il comprensorio di Todi, Massa Martana, Collazzone, Fratta Todina, Monte Castello di Vibio e Marsciano sono stati stanziati solamente 190.000 euro  per la manutenzione delle strade. E stiamo parlando di circa 400 Km di strade. Tranquilli, la vostra buca preferita rimarrà con voi per tutta la vita, e se per qualche "malaugurato" caso così non fosse, siamo sicuri che saprete farvene una ragione.
Casapound Todi

19 gennaio 2010
Fuori i cani dalla Rocca

E’ da molto tempo ormai che denuncio il problema della pulizia e decoro del Parco della Rocca. E lo faccio in qualità di tuderte che ha passato la sua infanzia e adolescenza giocando alla Rocca e di mamma di 2 bambini che da primavera ad autunno si vanno a divertire al parco.
In particolare la Passeggiata è il regno dei più piccoli, di quelli che non possono ancora gocare sul fortino o sulle altalene. La passeggiata è tranquilla, puoi spingere il passeggino comodamente per far dormire il tuo bambino e la temperatura è sempra gradevole. Ora immaginatevi un bambino di 2 anni che gioca vicino alle panchine e con le sue manine raccoglie sassolini, ghiande, erba…gli stessi sassi, la stessa erba dove poco prima un cane ha fatto i suoi bisogni. Per cui a me e a tante altre mamme non interessa che il padrone abbia raccolto gli escrementi,  perchè i germi e la puzza non li potrà mai togliere e se li beccheranno tutti i nostri figli. La Rocca è fatta di tante stradine…non capisco veramente il motivo per cui si debba concedere ai cani proprio quella che è il regno dei bambini. Il percorso ideale sarebbe la strada parallela alla Passeggiata ( per intenderci quella che arriva dove c’erano "i pavoni" ai tempi d’oro del nostro caro e rimpianto  Sereno che tanto si prendeva cura della Rocca) per poi scendere ai leoni e andare giù o per la serpentina o verso i giardinetti.
Dico tutto ciò non da persona che odia i cani, anzi: il mio cane husky è morto a 14 anni, ma mai l’ho portato a fare i suoi bisogni alla Passeggiata per rispetto delle persone che lì camminavano e giocavano. Va bene amare gli animali, ma quando questi diventano più importanti delle persone e dei bambini in particolare allora non lo concepisco.
Elisa Picchiotti

19 gennaio 2010
Socialisti di Marsciano soddisfatti della gestione post terremoto

Si è svolta nei giorni scorsi – presso la Pro loco di S. Biagio della Valle – l’assemblea dei socialisti delle zone nord di Marsciano.
Il tema della serata, ovviamente, ha riguardato il sisma del 15 dicembre e tutte le problematiche conseguenti, logistiche, sociali ed economiche.
Presenti, tra gli altri, il V. Sindaco V. Lipparoni, l’Ass. Com.le F. Coletti, l’Ass. Prov.le  R. Bertini e l’Ass. Reg. S. Rometti.
Gianni Sargenti, introducendo la riunione – alla quale hanno partecipato numerosi cittadini – ha riferito sui primi drammatici momenti del post sisma, elogiando il pronto intervento della Protezione Civile e del Comune di Marsciano, sollecitando poi un continuo e forte interessamento di tutte le istituzioni per garantire il corretto e compiuto svolgimento di tutte le future fasi legate alla ricostruzione.
L’Ass. Coletti ha quindi precisato come l’intervento del Comune  abbia privilegiato l’autonoma sistemazione dei nuclei familiari sfollati riconoscendo loro un contributo variabile dai 300 agli 800 euro mensili. Ad oggi le persone che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione sono oltre 420, a fronte di oltre 330 edifici inagibili. In totale  i sopralluoghi effettuati dai tecnici sono stati circa 1.000  e restano da verificare  ancora 300 edifici circa. Entro fine  gennaio tutte le famiglie riceveranno il contributo di autonoma sistemazione, che per le casse pubbliche è stimabile in oltre 120.000 euro al mese. In appena un mese tutti gli studenti sono tornati a scuola ed il grande sforzo messo in campo dall’Amministrazione Comunale ha  consentito il normale riavvio delle lezioni dopo le vacanze natalizie. Dai giorni del sisma  si è potuto contare su oltre 1.000 giornate di lavoro per i tecnici messi a disposizione  dalle varie autorità pubbliche. Ancora oggi nel territorio sono presenti giornalmente 50 tra  tecnici e Vigili del Fuoco che proseguono nell’opera di messa in sicurezza degli edifici e della loro verifica statica.  La macchina operativa dei soccorsi ha dimostrato una eccezionale rapidità e capacità d‘intervento, a dimostrazione del serio e profondo lavoro di preparazione svolto negli anni.
L’Ass. Prov.le Bertini ha poi relazionato sul pronto intervento effettuato dalla Protezione Civile della Provincia nei minuti immediatamente successivi all’evento sismico, preannunciando ulteriori sopralluoghi dei tecnici per accertare eventuali danni e/o problemi vari agli edifici privati.  La Provincia, in particolare, ha partecipato con 40 unità, tra tecnici e agenti di polizia, contribuendo a garantire una positiva opera di coordinamento tra i vari Enti che sono intervenuti.                      
E’ stato necessario, infatti, governare una fase di grandi disagi e difficoltà per superare la quale occorreranno ragionevolmente ancora mesi di lavoro.  La Provincia continuerà a seguire tutti gli sviluppi che ci saranno e farà per intero la sua parte, anche per fornire un supporto psicologico oltre che materiale alle popolazioni colpite dal sisma e dare quindi un segnale positivo di forte ed attiva vicinanza.
Ha preso successivamente la parola il Vice Sindaco Lipparoni che ha illustrato gli interventi che in generale sta promuovendo il Comune nei confronti delle Istituzioni (Regione e Governo) per ottenere provvidenze in misura tale da consentire la ricostruzione o il riattamento sia del patrimonio edilizio pubblico che di quello privato.  Ha evidenziato l’impegno totale profuso dal Comune in questa circostanza, sollecitando comunque Regione e Provincia a fornire personale tecnico qualificato per garantire la regolare e tempestiva prosecuzione di tutte le azioni tecnico-amministrative legate alla ricostruzione post-sisma, senza mettere in pregiudizio le normali attività del Comune. Ha informato inoltre che nel Piano Triennale 2010-2012 proposto dall’ATI sono previsti sia il potenziamento dell’acquedotto di San Biagio – con una previsione di spesa di circa €.900.000 –  che il depuratore civile dell’area nord del Comune.
I presenti all’incontro hanno tutti dato atto dell’immenso ed immediato impegno profuso dalle Istituzioni, dal Sindaco e da tutti gli Amministratori pubblici sin dai primi momenti successivi al sisma, con una capacità eccezionale nel saper predisporre tutte le misure volte a soccorrere ed assistere la popolazione nei primi e nei successivi frangenti, rivolgendo un particolare riconoscimento agli Amministratori socialisti che – pur con ambiti e competenze diverse – si sono però tutti enormemente prodigati in questa eccezionale evenienza. 
E’ stata altamente apprezzata poi la rapidità con cui è stata  predisposta una soluzione – seppur precaria – per riattivare le lezioni presso la scuola elementare di San Biagio.
E’ stata inoltre messa in evidenza la rete di solidarietà che è subito scattata e che ha dimostrato la rilevanza imprescindibile delle tante Associazioni volontaristiche presenti nel territorio che hanno permesso di affrontare adeguatamente tutti i numerosi problemi.  Una presenza affermatasi nel corso di tanti anni di attività e di preparazione che – in casi di emergenza come l’attuale – ha pienamente espresso la propria validità ed efficacia.
L’Ass. Reg. Rometti infine, nel ricordare la grande esperienza purtroppo acquisita dalla Regione nell’ambito delle calamità sismiche e quindi la consolidata capacità di affrontare tali eventi, ha assicurato l’impegno della Regione per i vari passaggi connessi sia al riconoscimento di calamità naturale che di definizione e di assegnazione di congrue risorse finanziarie finalizzate alla totale ricostruzione, segnalando come questa prospettiva possa consentire – adeguatamente seguita – una importante riqualificazione edilizia ed urbanistica anche dei Centri Storici.
La riunione si è conclusa con  l’elezione di Andrea Bellini alla segreteria della sezione socialista di San Biagio, con l’augurio da parte di tutti di un grande lavoro politico ed organizzativo in vista delle prossime elezioni regionali, anche per dimostrare la grande capacità dinamica e fortemente reattiva delle popolazioni del nord di Marsciano colpite dal terremoto.
Partito Socialista Italiano Marsciano
 

19 gennaio 2010
Il laghetto di Papiano: decisione solitaria del Comune

In seguito all’ordinanza del Sindaco del 07 Gennaio 2010 in cui si permette alla S.I.A. di portare le acque azotate delle lagune di Olmeto al laghetto della frazione di Papiano, il PdL di Marsciano ritiene opportuno precisare che l’amministrazione ha provveduto in assoluta autonomia e “solitudine” all’emanazione del provvedimento. L’amministrazione comunale di Marsciano ha ritenuto infatti di non comunicare in nessun modo né lo stato di pericolo imminente di tracimazione delle lagune di stoccaggio di Olmeto né tantomeno le azioni “correttive” che riteneva di mettere in essere. Il Sindaco di Marciano affidava poi ad un assemblea “pubblica” la spiegazione del suo provvedimento, assemblea nella quale ha mandato avanti il Vice-Sindaco., anche se siamo convinti che non stesse ridendo.
“Ricordiamo – dice Alvaro Pescatori che per il PdL di Marsciano segue assiduamente le problematiche connesse al Biodigestore di Olmeto – come già lo scorso anno l’amministrazione di centro sinistra aveva provveduto ad eseguire questa operazione, giustificandosi che sarebbe stata un una tantum, di fatto a distanza di un anno l’episodio si è ripetuto, smentendo così le affermazioni del sindaco Todini, che anche in campagna elettorale aveva più volte ripetuto che non si sarebbe più verificato l’evento.
Tutto ciò non si può giustificare con le numerose piogge cadute in questo periodo (cosa normale in inverno sulle nostre zone), la verità è che questa Giunta non è in grado di risolvere il problema del biodigestore e cerca di tamponare con ordinanze assurde una vicenda che già doveva essere risolta da tempo.
Noi non siamo d’accordo con questa ordinanza in quanto il laghetto di Papiano,  nato per contenere acque normali, non può e non potrà essere idoneo a contenere acque azotate e potrebbe quindi  essere fonte di problemi per la popolazione e quei territori”.
Il PdL marscianese denuncia  inoltre la politica di “riduzione del danno” che così bene il consigliere Sorbini ha saputo esprimere, durante l’assemblea, avallando nel complesso le scelte dell’Amministrazione e tergiversando solo sulle ipotetiche quantità di reflui scaricabili nel laghetto di Papiano.
Questo modo di affrontare il problema il Popolo della Libertà marscianese non lo condivide né ritiene che fornire un sostanziale sostegno alla Giunta Todini su temi che prepotentemente sono entrati a far parte del confronto politico, a partire da prima della campagna elettorale, possa essere un modo per onorare il proprio mandato a rappresentare l’opposizione.
Sulla questione del Biodigestore di Olmeto il PdL di Marsciano ha presentato in Consiglio comunale, condiviso anche dalle altre forze di opposizione, un documento nel quale indicava le modalità per affrontare per tempo e con serietà il problema ambientale, della cittadinanza e degli allevatori.
L’amministrazione Todini ha caparbiamente voluto approvarsi una commissione fantasma, che come pronosticato non si è mai riunita, procedendo di questo passo ed in questa direzione non è difficile prevedere che anche il prossimo anno avremo un “emergenza piogge” con i laghetti di Olmeto.

 PDL Marsciano



19 gennaio 2010
Ospedale nuovo e vecchio di Todi: tante idee meno quelle dell’Amministrazione Comunale

Entro il 2010 sarà completato il nuovo Ospedale di Pantalla. Questa è la buona notizia.
Entro il 2010 sarà chiuso il vecchio Ospedale. Questa è la brutta notizia.
Tutto ciò conoscendo, più o meno, cosa ci sarà nel nuovo Ospedale ma senza avere la più pallida idea di cosa sarà del vecchio.
Tutto ciò senza sapere come sarà possibile raggiungere il nuovo sia in termini di viabilità che in termini di servizi. Quale strada di accesso? Quali servizi di mobilità (mezzi pubblici) saranno previsti per raggiungere la nuova struttura?
Si sollecita l’amministrazione ad una presa di posizione chiara e netta su cosa e come intende intervenire in merito al vecchio Ospedale.
Sembra che esista un diritto di prelazione per l’acquisizione (cosi come operato in altri Comuni) di parte o di tutto l’immobile prima che corra il rischio di andare all’asta.
Sembra che potrebbe essere valutata l’ipotesi di realizzarci al nuova caserma dei carabinieri.
Sembra che si potrebbero trasferire e potenziare tutti i servizi sanitari dislocati sul territorio.
Sembra che si potrebbero trasferire alcuni uffici comunali dislocati in locali in affitto.
Quanto sopra “sembra” perchè non è dato a sapere cosa “realmente” è possibile in base alle scelte dell’amministrazione.
Mentre “non sembra” scongiurato il rischio di una pesante ricaduta negativa sull’indotto economico che gravita intorno alla centralità ospedaliera se la latitanza in merito alle scelte dovesse prolungarsi ancora.
Il centro è agonizzante da tempo e una “non” scelta in merito al vecchio ospedale sarebbe il colpo mortale.
Maurizio Pierdomenico

19 gennaio 2010
Anche l’ortopedia dell’Ospedale di Todi nel mirino del dr.Legato

È sorprendente l’accanimento della ASL n.2 nei confronti dei servizi ospedalieri tuderti. Con costanza, tenacia, e indissolubile fermezza, nell’ultimo mese altri servizi sono stati tagliati nella pressoché totale indifferenza. Dopo le scelte alquanto discutibili in merito alla soppressione dei servizi legati ai disturbi alimentari, alla chirurgia pediatrica, alla dequalificazione dei servizi di anestesia e di pronto soccorso la mannaia affilata (solo per Todi) del dottor Legato si è abbattuta sui servizi di allergologia e di litotrissia. Quest’ultimo in particolare rappresentava un servizio che non creava diseconomicità, garantendo, da convenzione e a costo zero, servizi ulteriori rispetto alla frantumazione dei calcoli. Oggi, grazie alla sagacia della Asl n.2, chi avrà bisogno di bombardare i calcoli dovrà recarsi o in una struttura privata o presso l’università di Perugia. Encomiabile!
Purtroppo però per i cittadini tuderti al peggio sembra non esserci fine. In mattinata ci è giunta un’altra segnalazione: ad un utente recatosi presso il nostro ospedale per un controllo ortopedico per una frattura, è stato comunicato che al medico che avrebbe dovuto eseguire il controllo non è stata rinnovata la convenzione. Risultato: per le visite ambulatoriali ortopediche i nostri cittadini dovranno emigrare in altri lidi oppure ossa rotte e camminare.
Forse la Asl ed il direttore generale ritengono che la fama di Todi di essere “la città più vivibile del mondo” sia la conseguenza del fatto che i tuderti godano di una salute di ferro e non abbiano bisogno di assistenza medica adeguata. 
A parte gli scherzi e in attesa di avere delucidazioni da parte della Giunta che verrà interrogata prontamente sulla vicenda, Rifondazione Comunista ritiene inammissibile lo stillicidio di servizi nel nostro nosocomio fatto sulla pelle dei cittadini senza il minimo confronto istituzionale e trasparenza. Il tutto con il silenzio (assenso?) del sindaco Ruggiano.
 Il Consigliere comunale di Prc Andrea Caprini

19 gennaio 2010
Il Comune di Todi si regge sul mattone

Anche quest’anno il Comune di Todi ha rispettato il patto di stabilità grazie ad una serie di obiettivi centrati dall’Amministrazione comunale. In primo luogo l’Urbanistica  ha permesso di incassare un milione di euro, nonostante la crisi che investe ogni settore dell’economia compreso quello dell’edilizia. Segno evidente che nel settore c’è ancora fermento e questo fa ben sperare per l’anno corrente che dovrebbe dare segni di ripresa. Dal canto suo la Giunta sta facendo il possibile e sicuramente costituiscono una risorsa fondamentale i finanziamenti del PUC 2, il cui accordo di programma è stato sottoscritto con la Regione Umbria alla fine del 2009. Anche se ci dovesse essere una ripresa lenta dell’economia, il settore dell’edilizia ed il suo indotto sarà nella nostra città favorito dall’avvio dei lavori legati al Programma urbano messo in cantiere dall’Amministrazione.
Inoltre, altro dato positivo e che deve essere evidenziato per il rispetto del patto di stabilità è stato il forte risparmio nella spesa del personale. Infatti, una nuova ridefinizione dell’organizzazione, sicuramente più razionale e consona alle esigenze dell’Ente, ha consentito di razionalizzare le risorse umane e quelle economiche. Il fronte su cui si è incentrata l’azione amministrativa è stato quello della diminuzione del personale lavorando soprattutto sulla riduzione drastica delle collaborazioni esterne. Questi interventi si sono tradotti in un risparmio che dal 2006 al 2008 ammonta ad  € 727.733,71.
Il Vicesindaco Avv. Moreno Primieri

 
18 gennaio 2010
Consolazione, la tele – novena continua

1) Dopo il sopralluogo alla Consolazione di venerdì scorso, desideriamo manifestare il punto di vista del Gruppo consiliare del Pd, in maniera seria e pacata, evitando di scadere in polemica con un centrodestra al quale, francamente, abbiamo più poco da dire e che, per quanto ci riguarda, può proseguire da solo sulla strada dell’insulto e della rissa continua.
Una premessa è d’obbligo: la questione dei lavori di illuminazione del Tempio di Santa Maria della Consolazione è  questione seria che riguarda anche la politica, nel senso che è questione che riguarda l’intera città, la polis. Non è, invece, questione di parte. Non c’è un partito delle luci e uno contro le luci.
Ci sono preoccupazioni e opinioni che tutti dovrebbero poter esprimere, dai partiti ai singoli cittadini, passando anche per forme associate, come è il caso dei comitati costituitisi.
E qui sta il primo problema della vicenda: a Todi gli amministratori di centrodestra e, nel caso specifico, gli stessi amministratori di ETAB sembrano aver rispolverato, con ben altri intenti, un cartello di vecchia memoria che indicava perentorio negli autobus: “Non disturbare il conducente!”.
Todi è in mano ad un gruppetto di amministratori, chiuso ed autoreferenziale, che pensa di conoscere la strada da fare e non intende ascoltare nessuno.
E così chiunque provi a sollevar questioni è un molestatore inopportuno, che farebbe meglio a tacere e a guardare come si fa!
Così è accaduto anche per le luci della Consolazione.
Sbagliando! Perché, checché ne dicano i signori amministratori del centrodestra, il progetto per la Consolazione, così com’è, non va bene.
Gli esperti di settore incontratisi venerdì, primo fra tutti l’On. Vittorio Sgarbi, hanno manifestato perplessità sull’intervento compiuto: buona la luce della parte bassa del Tempio, ma i pali di 15 metri che sorreggono i fari  sono stati giudicati orrendi e devono essere armonizzati con i pali già presenti; i fari intorno alle cupole inferiori, di giorno, danneggiano la vista della chiesa e, di notte, non sono molto utili ad illuminarla; stesso discorso vale per i fari inseriti su finestre e nicchie della cupola superiore: è stato proprio Vittorio Sgarbi a suggerire di farne a meno, ritenendo la luce eccessiva e poco opportuna; per i fari intorno alla cupola superiore si è parlato di come renderli meno visibili di giorno.
Altro che piccoli ritocchi! Ci sarà bisogno di un nuovo progetto, che le società intervenute all’incontro di venerdì scorso si sono fatte carico di predisporre.
Un progetto diverso, che modifichi l’illuminazione e riduca al minimo l’impatto sulla struttura della Consolazione, come in molti avevamo chiesto all’avvio dei lavori.
Un progetto più meditato del primo, attuato invece in tutta fretta per poter dar vita all’ennesima inaugurazione, quella dell’8 dicembre, vero unico elemento di preoccupazione in quei giorni per gli amministratori in carica.
Molti si chiedono legittimamente: si sarebbe potuto evitare tutto ciò?
Noi crediamo di sì. Si sarebbe potuto evitare, se ETAB e Amministrazione comunale non avessero preso i nostri preoccupati richiami per atti di disturbo. In una settimana abbiamo inviato, come gruppo consiliare, un ordine del giorno per il Consiglio comunale, un telegramma, diverse lettere. Tutto caduto nel vuoto, senza alcuna risposta, con la solita arroganza e lo scarso garbo istituzionale di sempre. Per questo abbiamo apertamente protestato.
Oggi, a distanza di settimane, scopriamo che le nostre preoccupazioni erano fondate.
A poco valgono le considerazioni di chi cerca di minimizzare la vicenda, attribuendo a Vittorio Sgarbi solo frasi del tipo: Tutto qui? Tanto rumore per tanto poco?
Quel che conta è il suo giudizio sull’impianto (da riprogettare) e non sulla dialettica politico-amministrativa della città!
Il sopralluogo di venerdì, durato oltre 5 ore,  ha fatto emergere con grande chiarezza da parte di tutti gli esperti presenti che ci sarà bisogno di un nuovo progetto, al quale seguiranno le necessarie modifiche dell’impianto.
Era quel che chiedevamo. Per ora va bene così.
Continueremo ad occuparci della cosa: non vogliamo una Consolazione al buio. Vogliamo solo sia ben illuminata.
Gruppo Partito Democratico Todi

2) La vicenda dell’illuminazione del Tempio della Consolazione ha valicato i
confini persino dell’Umbria. Nel pomeriggio del quindici di gennaio c’è stato l’
atteso sopralluogo di una commissione che avrebbe dovuto sentenziare la bontà o
meno dei lavori effettuati, sia sotto il profilo del risultato illuminotecnico,
sia sotto quello della modalità dell’installazione medesima. Era presente il
Prof. Sgarbi, coinvolto dai contrari all’intervento, il quale si è premurato di
dichiarare due cose fondamentali. In modo fiorito, come è suo uso, ha osservato
d’esser stato fatto venire per tanto poco e che c’era una bella differenza da
quanto gli era stato riferito e la reale situazione. Ha anche aggiunto che si
sarebbe potuto evitare tanto clamore, che certamente danneggia l’immagine di
Todi, Città la più vivibile del mondo. Di fatto gli esponenti del
Centrosinistra, promotori del comitato contro, sono stati smentiti e
bacchettati. Ma non demordono e consci di aver perduto la battaglia, ora non
accampano più le accuse di danneggiamento per i fori fatti e di mancanza di
autorizzazioni. Ora non pretendono più la rimozione dei corpi illuminanti, ma
si accontenterebbero di qualche piccola modifica, pur di non trovarsi sconfitti
del tutto.  La Soprintendente Di Bene, che ha approvato il progetto e ne ha
seguito i lavori, indicando in corso d’opera alcune modifiche, era
perfettamente consapevole di cosa si stava facendo e come. Niente ha avuto da
eccepire sino a quando non è stata “aggredita” e pressata dagli esponenti della
Sinistra locale che hanno portato la vicenda persino in Parlamento.  A conferma
di ciò è il suo sprovveduto intervento per bloccare i lavori, quando questi
erano già terminati e la pretesa di richiedere un nuovo progetto alternativo,
cosa ormai esclusa, come bocciata è stata anche l’ipotesi di un’illuminazione
alternativa dal basso. Tutto questo cancan, con dispendio di energie, denaro e
tempo delle Istituzioni coinvolte, è frutto della politicizzazione posta in
essere da esponenti e consiglieri della Sinistra locale. Tutti sanno che così
sono illuminati tutti i monumenti del mondo ed allora, preso atto che la
diatriba è stata scatenata solo per triti e condannabili motivi politici, il
Direttivo di Fiamma tuderte dà mandato al capogruppo consiliare Epifani, al
membro nel Cda dell’Etab Anselmi ed all’assessore Todini, di premere verso il
Presidente dell’Ente e verso il Sindaco di Todi, affinché non si scenda a
compromessi, che possano dare la minima soddisfazione a coloro che,
meschinamente, proseguono, non a fare legittimamente opposizione ma ad attuare
una politica disfattista e con palese intenzione di sabotaggio. Noi siamo
convinti che il Presidente Severi abbia agito nella legalità e con il fine di
valorizzare la Consolazione e di conseguenza Todi. Siamo altresì del parere che
l’Amministrazione Comunale debba tenere un atteggiamento risoluto, senza
cedimenti né compromessi e la invita a richiedere l’intervento del Ministro ai
Beni Culturali, per tutelare la nostra dignità, rispetto all’incoerenza della
Di Bene e dagli attacchi faziosi di una Sinistra locale che ha il potere, in
Umbria, di condizionare le Istituzione in loro mano, soltanto per scopi
politici e con grave nocumento per la Città.
Il Direttivo di Fiamma Tuderte

16 gennaio 2010
Holding trasporti: l’ugl contro la colonizzazione APM

La UGL , al pari delle altre Organizzazioni Sindacali, auspica una semplificazione del mondo dei trasporti umbro al fine di eliminare gli sprechi dovuti a ridondanza di sovrastrutture e che consenta, di conseguenza,  di ottimizzare le risorse economiche investendo  i risparmi così realizzati in  servizi offerti al cittadino.
Fatta questa doverosa premessa però non sarà possibile accettare soluzioni imposte dall’alto senza conoscere  il progetto  che si intende realizzare e le modalità di applicazione del progetto stesso –
Con questa dichiarazione la Segreteria Regionale UGL ribadisce la propria richiesta alla Regione Umbria affinchè  venga presentato il progetto che  la Holding  è chiamata a mettere in campo  in quanto la Holding può essere  lo strumento con cui realizzare un progetto ma non può essere il progetto.
Una corretta amministrazione, infatti prima realizza un “ Piano Industriale”  e ne valuta   le possibili ricadute sia positive che negative, e solo successivamente  crea la struttura  idonea a concretizzare il progetto stesso.
A nostro giudizio, approvare la creazione della Holding dei Trasporti senza  conoscere dettagliatamente  quali e quante aziende  entreranno a far parte di questo organismo, quali saranno  i sistemi di razionalizzazione e come i vari territori  potranno incidere sulle decisioni  della Holding sarebbe come puntare tutto su una carta coperta e la UGL  non ci sta.
Se, infatti,  le percentuali di partecipazione alla Holding regionale  vedessero  una  netta prevalenza del Comune di Perugia  sul resto del territorio provinciale  tutta l’operazione della Holding si  trasformerebbe in una semplice  annessione della Spoletina Trasporti all’APM e, inoltre,  se la quota del comune di Spoleto è , come si preannuncia, solo del  5% , sarebbe addirittura una “colonizzazione”.
Va necessariamente ribadito che  i trasporti sono un servizio  sostenuto da finanziamenti pubblici e pertanto deve obbligatoriamente mantenere la  componente di socialità,  per cui non è pensabile, secondo noi, che il sistema trasportistico  venga esaminato con le logiche di mercato e  che  vi siano cittadini di serie A e cittadini di serie B per cui  va chiaramente dimostrato, da parte della Regione Umbria , che l’operazione Holding Regionale  non è solo  una scelta politica autoreferenziale, ma è realmente  uno strumento operativo.   
Anche la semplificazione  deve essere chiara ed efficace infatti, sostituire tre aziende  con una Holding Regionale e due società,  Umbria 1 e Umbria 2, non chiarisce, se non opportunamente dimostrato con la presentazione del relativo progetto, come  si realizza il risparmio di sovrastrutture e come si possa portare ad omogeneità il servizio offerto su tutto il territorio regionale se  le quote di partecipazione vedono  assegnare l’80% alla Provincia di Perugia e il 20%  alla Provincia di Terni che ovviamente risulterà marginale.
La UGL auspica che  il clima pre-elettorale non spinga  gli Enti preposti a decisioni affrettate e soprattutto che si apra, anche con la UGL  che finora non è stata convocata agli incontri relativi alla Holding Regionale, un confronto che  il sindacato vuole costruttivo  ma che non intende  sostenere  se  non ci saranno i chiarimenti richiesti. 
Vogliamo conoscere la reale ricaduta sul servizio offerto ai cittadini e sui lavoratori anche in considerazione del fatto che le QUOTE DI PARTECIPAZIONE dei vari territori alla Holding Regionale sono così ripartite:
31.840% ALLA PROVINCIA  – 22.860% AL COMUNE DI PERUGIA – 20.300% ALLA REGIONE    –    20% ALL’ATC DI TERNI   –    5% AL COMUNE DI SPOLETO
Il Segretario Regionale Confederale UGL Enzo GAUDIOSI 

16 gennaio 2010
Infinity voice sulla Consolazione

1) Il Comitato “ Difendiamo la Consolazione”, che per primo ha contestato la validità
della nuova illuminazione del Tempio e di conseguenza ha, con la sua ferma e
motivata presa di posizione, fatto si che intervenisse la Soprintendenza e il
Ministero, ieri al sopralluogo, non è stato invitato. Tale atteggiamento ribadisce
ancora una volta quanto i cittadini siano scarsamente considerati dalle Istituzioni in
questo paese. Altresì si riconferma che dissentiamo fortemente su come questi stessi
cittadini siano utili e da coinvolgere solamente quando debbono pagare o debbono
votare. Ci piace anche ricordare però che tutti coloro che ieri erano presenti al
sopralluogo sono stipendiati o eletti da quegli stessi cittadini che vengono sempre
bellamente ignorati.
Fatta questa doverosa precisazione, il Comitato esprime la propria soddisfazione per
quanto sembra essere emerso dal sopralluogo stesso. Infatti, a quanto è dato sapere,
sono stati fatti rilievi su ogni parte del nuovo impianto di illuminazione, sia per
quanto concerne la modalità, la qualità e la quantità di luce. Sembra altresì che sia
stato richiesto un nuovo progetto, sotto la supervisione della Soprintendenza, in modo
tale che si tenti di armonizzare l’impianto esistente con le eccezioni che sono venute
fuori dal sopralluogo. Ciò in pratica ha reso evidente a tutti che le rimostranze
presentate non erano infondate, ma anzi, se fossero stati presi nella dovuta
considerazione e rispetto i nostri appelli a fermarsi e rivedere la cosa in questione,
oggi ci si troverebbe a discutere più serenamente di come fare per rendere più
godibile uno dei monumenti più importanti del Rinascimento italiano, invece di
essere costretti a rattoppare una situazione che fuori di ogni dubbio, ha leso l’armonia
del monumento simbolo della nostra città. Probabilmente così avremmo anche speso
meglio i soldi della comunità tutta.
Il Comitato, a fronte di questa nuova situazione, attende che siano resi noti quanto
prima ufficialmente i risultati e comunicati gli sviluppi del caso.
Noi infatti intendiamo continuare con la nostra opera di controllo sul rispetto dovuto
ai beni culturali e monumentali di questa città, che ultimamente, riteniamo, siano stati
lasciati in secondo ordine a favore di scelte che hanno suscitato non poche
perplessità in molti cittadini tuderti. Restiamo sempre dell’idea che il mantenimento
di tutto ciò che ha reso la città di Todi famosa nel mondo e per questo, una città degna
di essere visitata e conosciuta da tante persone che ne riconoscono l’importanza e la
qualità, nonché la sostenibilità, sia un compito ed un dovere di ogni cittadino tuderte.
Il Comitato“Difendiamo la Consolazione


2)
Si è svolta la tanto attesa riunione della commissione tecnica per verificare l’esattezza delle critiche rivolte al progetto della illuminazione del tempio della consolazione. “sono stato chiamato a Todi per una fesseria del genere?” sono state le prime parole pronunciate dall’On. Vittorio Sgarbi che poi unitamente, a tutti gli altri esperti del settore, dalla sovrintendenza agli esecutori del progetto, hanno proceduto a constatare il risultato dell’opera.
Di fatto da parte di tutti, nonostante gli sforzi dei sedicenti appartenenti al fantomatico comitato anti illuminazione, si è rivelato un boomerang perché l’illuminazione in questione ha reso un grande servigio al tempio della Consolazione e a tutta la città di Todi.
Ancora una volta è stato dimostrato come l’amministrazione di Todi, insieme all’ETAB “La Consolazione” hanno agito per il bene della comunità senza avere per fine un ritorno soltanto politico, mentre alcuni cittadini tuderti, ben noti, hanno dimostrato di avere nel loro dna soltanto il gusto della polemica e dell’insulto gratuito. Hanno tentato disperatamente di attaccarsi a qualunque cosa potesse dar loro un minimo di ragione, ma non ci sono riusciti e passando dalla “distruzione del tempio” “alle infiltrazioni di acqua” per giungere alla “inutilità dell’illuminazione” hanno confermato che non gli interessa la città di Todi ma soltanto la difesa della loro obsoleta ideologia, che ormai appartiene al passato.
“Attenzione” – ha concluso Sgarbi – “ così come una volta dire che Todi era la città più vivibile del mondo creando delle aspettative superiori alla realtà, oggi questa inutile polemica ha creato solo danno alla città che nella sua magnificenza ha bisogno di persone che la amano e non che la denigrano”.
Il PDL di Todi si ritrova in pieno nelle parole dell’esperto, questo sì, di arte e invita coloro che hanno a cuore le sorti della città ad evitare per il futuro sterili polemiche.          
PDL – di Todi
 
3) Ho avuto modo di leggere un articolo di Isabella Zaffarami pubblicato su “il Giornale dell’Umbria” e non compreso alcuni passaggi.
Sembrerebbe che il comitato cittadino non sia stato ammesso all’incontro ma che avrebbe condiviso le scelte scaturite in merito alle modeste modifiche da apportare. Come è possibile?
Certo il parere “illuminante” di Sgarbi è stato decisivo. Su una cosa sono d’accordo che, forse, la polemica ha raggiunto toni troppo accessi e strumentali. Bastava poco per comprendere che alcuni corpi illuminanti erano brutti ed eccessivi. Non è detto che illuminare a giorno sia bello per forza. Probabilmente qualche faro in meno e un tono più caldo avrebbero ottenuto un risultato apprezzabile. Mi auguro che le parole del presidente dell’Etab Severi non siano solo di facciata ma siano un passaggio che anche l’amministrazione faccia suo. Ricordo, pacatamente, che Ruggiano si è dichiarato il Sindaco di “tutti”. Ascoltare i cittadini, guardando ai contenuti e non alle etichette politiche che frettolosamente vengono affrancate, è fondamentale.
Maurizio Pierdomenico

16 gennaio 2010
Il comprensorio che non c’è

Basterebbe citare il solo fatto che parliamo (per ora) di presenze, istituzionali e non,  che derivano da un’insieme di fattori compresa la diversa classificazione dei rispettivi comuni.
Ma il punto non e’ questo.    
Il punto vero e’ rappresentato dal fatto che non mi pare esistere una vera identita’ comprensoriale.  
Solo alla strutture sanitarie, per un breve periodo, e’ stato attribuita questa definizione territoriale, che peraltro non penso che abbiano ancora vita  tanto lunga.     
Su quest’argomento mi pare si possa comunque  solo dire che:  “ Todi ha gia’ dato”.   E non poco.
Ma non voglio entrare su di un terreno che sarebbe oggetto solo di polemica.    
Ad oggi penso che il   municipio di Marsciano abbia tutto il diritto di rivendicare   tutte le presenze che ritiene giuste, giustificate ed   opportune; nondimeno il comune di todi ha il dovere di difendere tutti i servizi e le strutture  esistenti e di insistere perche’ nessuna abbandoni il territorio.    
Anzi quelle che hanno gia’ abbandonato il territorio e quelle che hanno deciso di farlo debbono tornare a   ridiscutere la propria presenza.
Ritengo che anche questa sia una delle priorita’ che la politica con il supporto dei cittadini deve   immediatamente affrontare.   
Attendere ancora potrebbe essere troppo tardi.   
Todi ha una sua storia, ha una sua cultura, un suo bacino naturale di utenza di talune strutture che si e’ consolidata nel tempo, e che occorre  fortificare.
Todi e’ la vera terra di mezzo, tra Terni e Perugia, e tale deve rimanere.   
Togliere servizi a Todi significa toglierli anche ai comuni limitrofi  che  sono collocati oltre i confini geografici della provincia, in coerenza con il desiderio e la storia delle popolazioni.
Il sindaco di Marsciano   ha tutto il diritto di ostentare la presenza di numerose aziende su quel territorio, ma ci permettera’ di ostentare il nostro modo diverso di essere presenti sul territorio regionale.    
Se e’ vero (come lui stesso afferma) che non vi puo’ essere un comune dove si studio ed un municipio dove si lavora, e’ anche vero che bisognerebbe ridiscutere con la regione e con gli altri soggetti istituzionali e non,  anche di una diversa distribuzione delle occasioni di lavoro.    
Tenersi il proprio patrimonio e dividere quello degli altri, non mi pare una visione comprensoriale o territoriale che sia, ma solo l’inizio di  una polemica certamente non costruttiva, tanto meno unificante.
Ottavio Nulli Pero

13 gennaio 2010
Il patto "Roma – Orvieto" un’opportunità per il futuro

Abbiamo appreso ciò che è successo in Consiglio Comunale a proposito del “Protocollo Roma – Orvieto”, e dunque letto anche i commenti incrociati delle parti politiche che compongono il Consiglio stesso. Francamente, non siamo riusciti a capire perché e come, dopo aver fatto transitare la notizia di un accordo di massima tra le diverse componenti  di maggioranza e opposizione in seno al Consiglio comunale, si sia giunti ad una bocciatura del Patto, facendo passare questo atto come una presa di posizione esclusivamente “partitica”e quindi come una supremazia dei numeri sulla ragione. Abbiamo potuto leggere il testo del Protocollo e lo riteniamo una valida opportunità di ripartenza per la nostra economia territoriale. Ci sembra dunque strumentale aver voluto misurarsi e mostrare i muscoli proprio attorno ad uno dei pochi veri segnali di interessamento alla situazione economica locale, molto sentita e partecipata da gran parte della società civile di questa città che si è espressa mesi fa con il suo voto, creando i presupposti per un “governo” sì anomalo, ma corrispondente alla esigenza di avere comunque una discontinuità con il passato, necessaria alla ridefinizione di alcune scelte strategiche necessarie anche per un rilancio del tessuto economico produttivo locale provato dalla crisi. Come organizzazione rappresentativa delle centinaia di Imprese associate che da decenni vive la realtà economico produttiva di questo territorio, siamo delusi per il metodo con il quale si è affrontato questo delicato frangente della nostra politica cittadina e, nel merito, chiediamo di avere più voce nelle scelte di tipo economico che riguardano il nostro futuro. Negli anni passati la C.N.A., con un Convegno sullo sviluppo economico nel quale l’Organizzazione si metteva a disposizione della Pubblica Amministrazione per una vera collaborazione nel rispetto dei diversi ruoli e nell’interesse del settore produttivo che rappresentiamo, ha dimostrato di poter essere un valido e competente interlocutore per le scelte di politica economica del nostro territorio. Fummo i primi, insieme ad altre Associazioni di categoria con le quali costituimmo un Tavolo interassociativo orvietano in seno alla Camera di Commercio di Terni, a fare alcune riflessioni sul bilancio che oggi sono patrimonio di a tutti, ed anche in quell’occasione ci offrimmo per un confronto sui problemi che la politica non solo non risolveva, ma anzi aveva prodotto. Rinnoviamo questa disponibilità al Sindaco di questa città, alla sua giunta consiliare e all’opposizione che detiene la maggioranza dei voti in Consiglio comunale. Non condividiamo i comportamenti né di chi vuole venderci una idea di sviluppo che non conosciamo, che non ci è stato permesso di valutare e partecipare, né tantomeno avallare le scelte di chi dichiara di averle fatte nel nostro nome o, peggio ancora, a difesa delle nostre attività con la paura che venissero scalzate da una imprenditoria “capitolina” sconosciuta ed interessata, pronta a saccheggiare il mercato delle imprese locali. Sappiamo difenderci da soli, con le nostre competenze e la nostra esperienza, e con le qualità che sappiamo esprimere siamo in grado di giocare la nostra parte in un progetto di città futura che non è stato, ancora, esplicitato nei fatti ma solo in dichiarazioni politiche. Rappresentiamo sindacalmente centinaia di imprese, diamo servizi ai nostri iscritti, creiamo occupazione e promuoviamo ogni occasione utile per la crescita dell’artigianato e della piccola impresa di questo territorio, conosciamo capillarmente le realtà economiche più specifiche e dunque e riteniamo che le scelte politiche strategiche che dovranno essere pensate e realizzate debbano necessariamente passare per un vero confronto “istituzionale” con la società civile di questa città e di questo territorio, di cui ci riteniamo parte importante, società civile che dunque non può essere strumentalizzata né da chi governa né da chi fa opposizione.
Andrea Tiberi – Presidente C.N.A. Orvieto

13 gennaio 2010
Todi, quanto lavoro per il postino!

La risposta del gruppo consiliare del PD merita un’ulteriore precisazione su ogni singolo  punto.
1) In primo luogo nessuno vuole attaccare briga, ma le cose vanno raccontate nella maniera giusta. Infatti, alla radio, ho soltanto riferito di alcuni obiettivi raggiunti dall’attuale amministrazione, anche con una diversa organizzazione del personale rispetto al passato. I dati oggettivi sono che secondo le Giunte di sinistra la dotazione organica, cioè la necessità di personale prevista per il Comune di Todi, doveva essere di oltre 200 unità nell’arco temprale che va dal 1999 al 2004, arrivando anche al numero di 208 unità nel 2001. Oggi, molto più realisticamente, la previsione è di 187 unità. In ogni caso, anche il personale effettivamente in servizio è stato notevolmente diminuito, con riduzioni  drastiche sul fronte delle collaborazioni esterne. Questi interventi si sono tradotti in un risparmio notevole se solo si considera che nell’anno 2006 la spesa per il personale è stata di € 5.236.737,40,  nell’anno 2007 di € 5.043.180,17 e nell’anno 2008 di € 4.707.560,69. Le cifre sono quelle quelle certificate dai revisori dei conti e dimostrano come, dall’insediamento del Sindaco Ruggiano e della Giunta di centrodestra (luglio 2007), ci sia stato un notevole risparmio di costi sul personale che in un anno e mezzo ammonta ad € 727.733,71.
2) Nella mia lettera di risposta, poi, facevo riferimento a scelte strettamente politiche e non di gestione. Tanto è vero che, nel censurare le omissioni, l’Ispettore del Ministero fa riferimento agli Amministratori e non ai funzionari. Alla sinistra non fa certo onore lo scaricare costantemente le responsabilità sui dipendenti. In pratica, i consiglieri del P.D.  vorrebbero far passare la scelta politica l’indebitamento dell’Ente come una responsabilità esclusiva dell’Ufficio Economico-Finanziario, dell’Ufficio del Personale, dell’Ufficio Tecnico. Se così fosse significherebbe che al posto del Sindaco Marini e della Giunta di sinistra abbiamo avuto un governo tecnocratico. Comunque, ci sarebbe una culpa in vigilando, a mio avviso ben più grave.
3) Inoltre, occorre ricordare che il Comune di Todi nel 2006, sotto la gestione della sinistra, non ha rispettato i vincoli posti dal patto di stabilità, avendo ampiamente violato gli obiettivi programmatici. Ciò è avvenuto addirittura nel momento in cui la maggioranza di sinistra aveva approvato il bilancio di previsione per l’esercizio 2006, superando, in termini di competenza, i limiti di spesa previsti dal patto. Pertanto, la responsabilità può essere solo dei politici: Sindaco, Giunta e Consiglieri di sinistra che hanno votato quel bilancio.  Tanto è vero che alle rimostranze della della Corte dei Conti ha risposto con una nota il Sindaco Marini (lettera del 24.10.06 prot. n. 40247), cercando disperatamente di giustificare la violazione con generiche difficoltà. La Giunta di centrodestra, anche quest’anno, ha rispettato il patto di stabilità. Questa è la realtà dei fatti e non propaganda.
4) In merito ai responsabili che si sono avvicendati all’Urbanistica occorre precisare che in nessun caso si è fatto ricorso ai precari, dal momento che l’Ing. De Crescendo è un Dirigente del Comune di Caserta e l’ Arch. Farabbi è un Funzionario della Regione Umbria. Quello che abbiamo messo in pratica è il cosiddetto spoil system, cioè il sistema  di attribuire la titolarità degli uffici a persone di fiducia, a cui ha fatto seguito il merit system come incentivo a lavorare meglio per l’amministrazione, sulla base di valutazioni oggettive di risultato.
5) Riguardo alla casacca non ho mai indossato né quella del PD né quella dell’ex PCI in quanto non sono della mia misura. 
il Vicesindaco- Avv. Moreno Primieri
 

12 gennaio 2010
M.M.( Mostre e Musei): i conti dell’ass. Bergamini

Spett. PD tuderte,mi scuso per la risposta tardiva dovuta a impegni personali davvero rilevanti, ma mi preme fare alcune precisazioni in merito alle Vostre affermazioni.
Il fatto che la Sezione Lapidaria, che ha dato origine al Polo Museale delle Lucrezie, appaia ormai il punto di riferimento continuo e costante di ogni Vostra considerazione mi inorgoglisce: è lì che Voi misurate l’intensità del flusso turistico, è lì che Voi valutate la politica dell’attuale amministrazione.
Vi ringrazio comunque per avermi offerto lo spunto per riportare i dati veri, ben diversi da quelli che mi sono stati attribuiti (non ho mai parlato di 5/6 ingressi al giorno), come d’altra parte quelli relativi alla spesa per la sua realizzazione che sono stati sparacchiati senza misura, ben lontani dalla realtà.
Considerato che il Museo Lapidario è nato dal nulla, fuori da ogni circuito museale cittadino e regionale, senza un collegamento con il mondo esterno (il collegamento internet è stato realizzato a dicembre ed ancora attualmente è raggiungibile solo con numero telefonico mobile), nonostante tale problematica situazione, nel periodo ottobre-dicembre 2009 l’esposizione alle Lucrezie ha registrato 627 presenze, che sommate alle oltre 300 della giornata inaugurale, portano il numero dei visitatori ad almeno 1000; nello stesso periodo il Museo-Pinacoteca ne ha registrati 702, le cisterne 879, il campanile di San Fortunato 1.382. Sono dati estremamente confortanti, a cui si aggiunge il gradimento dimostrato non solo dai turisti, ma anche dei cittadini tuderti.
Sulla affermazione che “l’amministrazione ha promosso eventi di scarso richiamo nazionale ed internazionale” voglio poi riportare alcune considerazioni ed alcuni dati: per realizzare un evento di livello nazionale ed oltre è necessario avere risorse abbondanti e non è certo il nostro bilancio in questo momento che può garantirle, ma sono convinta che le capacità e la creatività possono darci qualche soddisfazione in tempi di magri bilanci: la mostra dell’urna del maestro di Enomao, che a fronte di un  costo complessivo di circa 35.000 euro, di cui 28.000 euro per la struttura espositiva (la stessa già riutilizzata in almeno altri 15 eventi), quindi con un costo finale di circa 7.000 euro (catalogo compreso), ha registrato quasi 5.000 visitatori in un mese; la mostra del giocattolo a Todi: costo 2.500 euro, ha avuto 7.000 visitatori, durata 1 mese; la mostra di Augusto Breccia, a costo Zero per l’Amministrazione, ha avuto circa 8.000 visitatori, durata 1 mese; la mostra natalizia dei presepi artistici: costo 11.000 euro, visitatori oltre 5.500, durata 1 mese.
Queste iniziative hanno caratterizzato le stagioni culturali cittadine ed hanno arricchito la permanenza nella nostra città dei turisti, che hanno espresso la loro soddisfazione sui vari registri di  visita.
Certo l’attività culturale non paga tangibilmente, in modo evidente ed immediato, ed è ingenuo pensare di poter ripagare la gestione di musei e mostre con il ricavato derivante dagli ingressi (neanche gli “Uffizi” a Firenze riescono a pareggiare i conti, ci riescono solo i Musei Vaticani e non sempre), come d’altronde non si mantiene una squadra di calcio con gli ingressi allo stadio (mi dicono), ma voglio concludere evidenziando che con i 515.000 euro spesi nel 2006/2007 per la mostra di Jacopone, tanto per citare un evento di livello nazionale recentemente tenutosi a Todi, si sarebbero potute realizzare e completare tutte le esposizioni permanenti del nuovo Polo Museale delle Lucrezie, che noi stiamo realizzando e che, in quanto permanenti, rappresentano il vero investimento culturale per la Città.
Margherita Bergamini – Assessore alla Cultura

11 gennaio 2010
Prosegue la disfida di bellezza per la Consolazione

Mentre prosegue l’accanimento dei “fischiettatori” del Comitato a difesa della Consolazione, che tengono duro e non demordono nel voler imporre con pressioni, tese a condizionare la Soprintendenza, come hanno già fatto, aumentano anche le adesioni al gruppo di Face book “A noi la Consolazione piace così illuminata”.
Sono ormai 1127 coloro che si sono iscritti e continuano ad arrivare attestati di consenso, non solo da parte di tuderti, ma per voce di turisti, dopo che hanno ammirato la “Perla”, come ha definito il Tempio la giornalista Laura Larcan di Repubblica. Ora lamentano che, nell’incontro del 15 gennaio, non sono stati convocati come parte con diritto di presenza al confronto tra le Istituzioni comunali e la Soprintendenza stessa. Chi c’era, la sera delle prove, il 5 dicembre, quando aggredirono verbalmente, circondandola, la Sovrintendente, ha avuto la testimonianza del loro comportamento aggressivo e minaccioso, con il quale hanno determinato la “retromarcia” della Di Bene. Che, come è loro costume, vogliano, non discutere ma imporre il loro intendimento di far smontare tutti i proiettori fissati sul corpo del Tempio, è ormai chiaro. A nulla valgono le decine di esempi comprovanti che così vengono illuminati tutti i monumenti sparsi per l’Italia e l’Europa. A nulla valgono i pareri espressi da oltre mille persone, talune non sprovvedute né “ignoranti”, come loro definiscono chi la pensa diversamente. Non hanno vinto le elezioni, intraprendono guerre perse e vogliono riscattarsi vincendo questa. Sono ormai dei perdenti e per loro, questa “guerra santa” è diventata una questione di vita o di morte politica. Si illudono se credono di poterla vincere. Stanno organizzandosi per essere presenti e per intimorire la Soprintendente, magari questa volta porteranno le trombette. Bisogna esserci anche noi e dimostrar
loro che il Presidente dell’Etab Severi ed il nostro Sindaco hanno il supporto incondizionato dei cittadini.
Mario Epifani – Consigliere comunale

11 gennaio 2010
Todi, il postino suona due volte: risposta a Primieri e Bergamini

Il vice-sindaco di Todi Moreno Primieri nei giorni scorsi ha risposto polemicamente alle nostre precisazioni su sue precedenti dichiarazioni.
Nella foga di rovistare nel passato per attaccare brighe, Primieri ha sostenuto che il comune di Todi in anni passati aveva superato la soglia dei 200 dipendenti; numeri alla mano, abbiamo precisato che i dipendenti sono sempre stati sotto le 150 unità e che oggi, al terzo anno di governo Ruggiano, i numeri sono sempre gli stessi.
Messo di fronte ai numeri, Primieri, non risponde nel merito delle questioni, ma polemizza, alla ricerca dello scontro perenne, come abitudine di tutto il centrodestra tuderte.
Il vice-sindaco o ha scambiato fischi per fiaschi oppure, colto in fallo, va fuori tema per perpetuare l’imbroglio. La sua nota, comunque, conferma che mai i dipendenti del comune di Todi sono stati 203, come da lui affermato, ma sempre sotto le 150 unità, oggi come nel passato.
Per il resto della sua arringa, Primieri sbaglia interlocutori. Tratta di temi riguardanti la gestione e non scelte politiche. Sarebbe bene, quindi, chiedesse risposte direttamente ai responsabili dei vari uffici comunali (Ufficio Economico-Finanziario, Ufficio del Personale, Ufficio Tecnico ecc). Noi ci fidiamo della loro professionalità, tra l’altro riconosciuta anche dall’attuale giunta, che, in buona parte, li ha riconfermati nell’incarico.
Polemizza, poi, su un presunto utilizzo del precariato da parte delle passate amministrazioni, ma l’unica amministrazione che ha usato in modo strumentale posizioni precarie è stata l’attuale giunta Ruggiano: ci limitiamo a ricordare le penose vicende occorse all’Arch. Farabbi e all’Ing. De Crescenzo.
Per il resto, in passato si è agito con chiarezza e consapevolezza: i contratti a termine per i responsabili di delicati uffici sono uno strumento di garanzia per l’efficienza della pubblica amministrazione che voglia privilegiare i risultati, oltre a dare la possibilità alle varie amministrazioni che si succedono di scegliere, senza scaricare i costi sulla collettività. Se poi Primieri si riferisce anche ai lavoratori precari detti Lavoratori Socialmente Utili che le varie amministrazioni, compresa la attuale, hanno deciso di stabilizzare, noi reputiamo giusta la scelta.
Peraltro Primieri dovrebbe sapere che il boom ci fu negli anni 94-97, anni in cui lui era assessore comunale all’Urbanistica.
Non ci stupisce che nel cambiar casacca Primieri abbia dimenticato molte cose, ma, considerati i suoi trascorsi, un minimo di decoro e di pudore in più nelle proprie esternazioni non guasterebbe.
Circa, poi, la minaccia di svelare fatti scottanti del passato, oltre a rilevare l’inelegante gesto di un amministratore in carica che dovrebbe evitare di proferire minacce, non riusciamo a capire Primieri chi intenda turbare.
Per quanto ci riguarda, comunque, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare al gioco.
E una breve risposta merita anche la nota della Prof.ssa Bergamini:sebbene scritto in altro modo, il suo comunicato conferma quanto da noi detto a proposito della scelta sbagliata di un lapidario staccato dal Museo. E a proposito di cifre: con il milione e mezzo di euro speso per le due edizioni del Festival targato Ruggiano (il doppio delle precedenti edizioni) sicuramente si potevano organizzare tante manifestazioni utili per Todi. Altro che continuare a parlare di un passato che non si conosce. È semplicemente di cattivo gusto!
Il centrodestra tuderte ricordi che si è eletti e nominati per guardare avanti, per pensare al futuro, non per amministrare attaccati allo specchietto retrovisore; uno specchietto, peraltro, che, in questo caso, è spesso deformato della propaganda elettoralistica permanente del centrodestra.
Mentre l’amministrazione Ruggiano si perde tra chiacchiere e piccoli lavori di ordinaria amministrazione passati per opere faraoniche, Todi rallenta sempre più il suo passo. Questo è quel che ci preoccupa.
Signori amministratori di centrodestra interrompete gli spot e affrontate la realtà.
Gruppo consiliare Pd- Todi

10 gennaio 2010
A Cristiano Costantini da un berlusconiano convinto

Caro Cristiano, ti ringrazio per aver replicato alla denuncia della Lega Nord Umbra dei comprensori Medio Tevere e Trasimeno sulla strada del Cerro, periodicamente sott’acqua e lasciata per tanti anni con questo grave problema insoluto.
Ti ringrazio anche per l’onestà di aver ricordato che “le numerose sollecitazioni alla Provincia da parte di tutti i gruppi politici di Destra, di Centro e di Sinistra presenti nel passato Consiglio Comunale di Marsciano…non sono servite a niente”.
Con altrettanta franchezza sono però costretto e rimandare al mittente con tanto di interessi, compresi quelli di mora, l’affermazione di aver considerato lo scrivente tra gli attori del “teatrino della politica” umbra.  Questo non me lo sarei aspettato da uno come te, caro Cristiano, che mi conosce bene per aver militato insieme e per tanti anni in Forza Italia e quindi potevi evitare di scrivere le ultime due righe della tua lettera, perché sai bene che il mio impegno in politica è stato sempre e lo è tuttora solo per pura passione, senza alcun interesse o ambizione personale.
E’ la tua nota che “non trova meramente nessun riscontro con la realtà oggettiva dei fatti” e quindi da catalogarsi tra gli atti del teatrino della politica.
Per questi due motivi:
1- Perché teatrino della politica lo fa chi, come in questo caso quando il consigliere comunale Pdl Costantini maliziosamente ha definito come “comunicato di Bocchini” un comunicato stampa firmato dallo scrivente insieme ad Elda Rizzolo per conto della Lega Nord Umbria- comprensori Medio Tevere e Trasimeno.
Posso capire l’ amarezza di Costantini per il mio passaggio alla Lega, ma non è da politico serio, ma solo da teatrante della politica, l’aver disconosciuto l’esistenza di un partito, per altro il più fedele alleato di Berlusconi, (nella lettera di Costantini la Lega non viene mai citata), un partito in continuo aumento di consensi e che si sta organizzando sul territorio anche per non far perdere qui voti al centrodestra che sono in libera uscita per un comportamento di una opposizione in Umbria troppo spesso autoreferenziale e consociativa.
La Lega vuole portare il centrodestra al governo della Regione, combattendo non solo la sinistra ma anche coloro che, seppur in campo alleato, antepongono all’obiettivo della vittoria la difesa della  propria poltrona di opposizione.
2- Perché è da teatrante della politica ridurre ad una polemica personale un fatto esclusivamente di natura politica che intende stimolare l’attuale opposizione a svolgere un ruolo  più incisivo e con il coinvolgimento della popolazione.
Caro Cristiano, è proprio per le numerose delusioni dovute al comportamento del centrodestra nel ricoprire il ruolo di opposizione in tante istituzioni dell’Umbria, che non ho fin dall’inizio aderito al Pdl e poi aderito alla Lega Nord Umbria.
Questo per proseguire la mia passione politica e, da “berlusconiano sempre più convinto”, per contribuire a porre ulteriormente e più diffusamente fine al potere della sinistra nei nostri territori.
Sul piano personale, caro Costantini, per quanto mi riguarda, rimani comunque un amico.         
Oliviero Bocchini  Iscritto alla Lega Nord Umbria



10 gennaio 2010
Summit per la Consolazione

Si avverte che venerdì 15 gennaio, alle ore 15, presso il Tempio della Consolazione si terrà un incontro fra la Soprintendenza, l’ETAB e un gruppo di esperti del settore, per definire cosa fare con l’illuminazione del Tempio. Naturalmente il Comitato "Difendiamo la Consolazione" non è stato invitato, a differenza di quanto promesso la sera del 1 dicembre scorso dalla dott.ssa Di Bene. Questo conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che i cittadini servono solo quando ci sono da pagare le tasse o quando debbono votare. Per il resto sono solo degli impedimenti per coloro che gestiscono il potere. Vigiliamo.
Comitato "Difendiamo la Consolazione"
 

10 gennaio 2010
Legambiente chiede agli Enti locali "Patto per il territorio"

Le piogge intense di questi giorni stanno creando seri problemi anche in Umbria e costringono la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco al monitorare costante delle situazioni più a rischio, cercando di contenere i danni ed evitare eventuali eventi tragici. Danni e disagi diffusi in tutto il territorio regionale con smottamenti, allagamenti, dissesti e problemi vari alle scarpate stradali, danni alle colture a causa dell’esondazione del Tevere e delle piene di tutti gli altri fiumi umbri.
Nonostante che ancora ci sia la massima allerta per le pioggia che continua a cadere, con il Tevere sorvegliato speciale, già si comincia già da più parti a monetizzare il danno, con richieste di interventi infrastrutturali assolutamente controproducenti, come la deperimetrazione di qualche porzione di area a rischio idraulico.
Secondo Ecosistema rischio 2009 di Legambiente e Protezione Civile – da poco presentato dall’associazione – l’80% dei comuni umbri hanno abitazioni in aree a rischio, in aree golenali, in prossimità degli alvei e in aree a rischio frana e nel 72% dei casi sono presenti in tali zone insediamenti industriali.
E’ per questo che Legambiente lancia un appello alle amministrazioni comunali e provinciali per stringere insieme un’alleanza, che coinvolga tutti gli attori, lo Stato, le Regioni, le Autorità di bacino, ma anche le associazioni per programmare per tempo gli interventi di prevenzione e difesa da frane e esondazioni e per attuare una seria e concreta politica di difesa del suolo e mitigazione del rischio idrogeologico.
La gestione del territorio, la pianificazione e l’attività di prevenzione sono obiettivi raggiungibili e quanto mai necessari nell’interesse di tutti, a partire dai Comuni a cui Legambiente chiede di stipulare un vero e proprio "patto per il territorio". Un impegno comune per applicare una seria politica di prevenzione che Legambiente ha sintetizzato in dieci proposte di intervento prioritarie, per una concreta azione di mitigazione del rischio:
Delocalizzare i beni esposti a frane e alluvioni, se legali. Attuare interventi di delocalizzazione degli edifici, delle strutture e delle attività presenti nelle aree a rischio rappresenta una delle soluzioni apparentemente più difficili da percorrere, ma risolutive ed economicamente convenienti.
Adeguare lo sviluppo territoriale alle mappe del rischio. Intervento necessario per evitare la costruzione nelle aree a rischio di strutture residenziali o produttive e per garantire che le modalità di costruzione degli edifici tengano conto del livello e della tipologia di rischio presente sul territorio.
Ridare spazio alla natura. Restituire al territorio lo spazio necessario per i corsi d’acqua, le aree per permettere un’esondazione diffusa ma controllata, creare e rispettare le "fasce di pertinenza fluviale", adottando come principale strumento di difesa il corretto uso del suolo.
Torrenti e fiumare, sorvegliati speciali. Rivolgere una particolare attenzione all’immenso reticolo di corsi d’acqua minori, visti gli ultimi avvenimenti in cui proprio in prossimità di fiumare e torrenti si sono verificati gli eventi peggiori e sono stati compiuti gli scempi più gravi.
Avere cura del territorio. Attuare una manutenzione ordinaria del territorio che non sia sinonimo di artificializzazione e squilibrio delle dinamiche naturali dei versanti o dei corsi d’acqua. Una corretta manutenzione deve prevedere interventi mirati e localizzati dove realmente utili e rispettosi degli aspetti ambientali.
Prevenzione degli incendi. In molti casi il disboscamento dei versanti causato dagli incendi può aggravare maggiormente il rischio di frana di un versante, oltre che avere un notevole impatto ambientale. Per questo è urgente attuare una serie d’interventi per ridurre il fenomeno.
Convivere con il rischio. Applicare una politica attiva di "convivenza con il rischio" con sistemi di allerta, previsione delle piene e piani di protezione civile aggiornati, testati e conosciuti dalla popolazione.
Lotta agli illeciti ambientali. Rafforzare le attività di controllo e monitoraggio del territorio per contrastare illegalità come le captazioni abusive di acqua, l’estrazione illegale di inerti e l’abusivismo edilizio.
Gestire le piogge in città. Bastano oggi eventi piovosi non straordinari per causare allagamenti e provocare danni rilevanti. Allagamenti che purtroppo causano a volte anche delle vittime. Per questo la gestione delle acque di pioggia è uno dei grandi problemi ambientali anche in città.
Investire nella difesa del suolo. Nonostante l’urgenza di una gestione accurata e sistematica, ancora non si è verificato un impegno concreto da parte del Governo nazionale per l’impiego di adeguate risorse, soprattutto economiche. La finanziaria 2010 ha colpito ulteriormente l’ambiente, con un drastico intervento anche sulla tutela del territorio e la difesa del suolo, dove sono state più che dimezzate le risorse stanziate rispetto agli anni scorsi.
LEGAMBIENTE UMBRIA

 

10 gennaio 2010
Dai buchi (sulla Consolazione) alle… buche

Vi scrivo per denunciare la situazione incredibile di degrado delle strade intorno a Todi, oramai siamo ridotti a fare dei veri e propri slalom tipo gimcana per evitare le buche, buche naturalmente MAI segnalate, il tratto di strada che và da porta Perugina a porta Orvietana ne è pieno, ma non ne mancano in tutta la circonvallazione, prima della curva "del mattatoio" andando verso l’ospedale c’è una fenditura dell’asfalto che se non vai a passo d’uomo ti spacca il cerchione, poi scendendo da porta Perugina per Ponterio (quella detta "del cimitero vecchio" o anche "il salitone") è una cosa indegna, l’ultima curva scendendo ti fa sconquassare tutta la macchina tipo terremoto,  ultimamente poi con gli ultimi eventi atmosferici la strada è tutta peggiorata con nuove buche, insomma un attentato continuo ai nostri veicoli e alla nostra incolumità.
Mi sembra impossibile che non si provveda a delle cose elementari come questa, mi sorge il dubbio che i nostri amministratori non abbiano l’auto o che ne abbiano una che cammina su cuscinetti d’aria ???
Giovanni Rossi.
 

9 gennaio 2010
La variante del Cerro: la Provincia non si smuove

Quanto affermato dal sig. Oliviero Bocchini ,in merito ad una sterile opposizione del P.D.L. sulla questione della variante del Cerro sott’acqua, non trova meramente nessun riscontro con la realtà oggettiva dei fatti.
Sono state numerose le sollecitazioni pervenute alla Provincia da parte di tutti i gruppi politici (di destra, di Centro e di Sinistra)presenti nel passato Consiglio Comunale di Marsciano; interpellanze, dibattiti, discussioni in consiglio Comunale non sono servite a niente per smuovere la  Provincia governata allora da Giulio Cozzari che per qualche oscuro motivo il quale non mi è dato di sapere, non fece niente.
Addirittura , insieme all’ex Sindaco Gianfranco Chiacchieroni fummo protagonisti di un memorabile "incontro" con l’ex Assessore Provinciale alla viabilità Dott.Moriconi , nei giorni successivi alla piena del 2006 con la strada del Cerro ancora inspiegabilmente chiusa;l’Assessore Provinciale dalla parte del ponte che segna il confine verso Collazzone, io ed il Sindaco Chiacchieroni ovviamente verso Marsciano,e, la Protezione Civile, in mezzo; lascio immaginare ai posteri quello che successe, ma posso tranquillamente affermare, che quello fu veramente uno scontro politico dove gli interessi della città di Marsciano venivano anteposti al gioco dello scarica responsabilità ed al teatrino della politica; teatrino,che  ad oggi,  trova conferma nel leggere le  cronache politiche di questi giorni; il comunicato di Bocchini non fa assolutamente eccezione.
Cristiano Costantini cons. com.le Pdl Marsciano


9 gennaio 2010

Un grazie al Mondo dell’Associazionismo dalla Veralli-Cortesi

In relazione alla visita nei primi giorni dell’anno effettuata dalla delegazione del Vespa Club e del Moto Club di Todi, accolta nella nuova struttura dal delegato del Consiglio di Amministrazione Prof.ssa Elisa Sordini e dal personale dell’Ente, si vuole cogliere l’occasione per ringraziare le tante associazioni civili e religiose che collaborano con l’Azienda nel progetto di solidarietà avviato agli inizi del secolo scorso dal benefattore Angelo Cortesi.
L’importanza del terzo settore è stato oggetto della legge quadro sull’assistenza n. 328/2000 che, tra l’altro, ha dato luogo (con il successivo D.lgs 207/2001) al riordino dell’O.P. Istituto per inabili al Lavoro “Veralli Cortesi” nell’attuale Azienda Pubblica di Servizi alla Persona.
In particolare scopo della legge citata è quello di realizzare un sistema integrato di interventi e servizi sociali; nella realizzazione delle reti di servizi sono coinvolti sia soggetti del pubblico che del privato in una logica di decentramento e nel rispetto delle autonomie e delle specificità locali. Un’importante innovazione della legge è l’aver introdotto gli organismi del Terzo settore accanto ai soggetti istituzionali, chiedendo a questi ultimi di riconoscere e agevolare il ruolo del non profit in quanto soggetto attivo nella progettazione e nella realizzazione del sistema integrato dei servizi nel piu’ ampio contesto della promozione, della solidarietà sociale e della valorizzazione delle iniziative che partono dalla società civile.
Infine si vuole ringraziare, a nome dell’Azienda, anche i tanti generosi (anche non facenti parte di associazioni) che hanno voluto omaggiare gli ospiti durante le recenti festività natalizie.
L’istituto

9 gennaio 2010
Fondo regionale per la non autosufficienza: un topolino

La Regione dell’ Umbria ha (incredibile ma vero) cominciato a render operativo il fondo regionale per la non autosufficienza .
Dopo anni di convegni ,incontri, tavoli di concertazione, seminari e manifestazioni con associazioni di categoria la montagna ha partorito il topolino. 
Quattro centesimi di stanziamenti, nulla a che vedere con le cifre indicate da Stufara, bene che va meno di 4 milioni di euro per il 2010 (a detta di un navigato funzionario dell’ assessorato alla sanita’) contro i 114 milioni in 3 o 4 (a seconda dei comunicati stampa) anni indicati dal giovane assessore.
Il giochino e’ presto fatto, per gonfiare ad arte le cifre, si sono ricompresi nel fondo regionale per la non autosufficienza anche i soldi dell’ADI.
Avete presente quando vi operano in day surgery poi vi mandano a casa dopo un giorno ?
L’ infermiere che viene a medicarvi o togliere i punti al vostro domicilio svolge un servizio erogato in regime di assistenza domiciliare integrata, ADI appunto.
Cosa centra con i servizi da erogare ai disabili, agli anziani non autosufficienti e ai loro congiunti che se ne prendono cura?
In gran parte la partita della non autosufficienza si gioca in capitoli di spesa con cifre ben piu’ consistenti e a noi sconosciute, poiché nulla deve andare alle famiglie che ospitano i poveri anziani malati.
In alcuni casi le Regioni e gli Enti Locali pagano per le rette dei disabili ospitati nelle residenze fino a 9000, ripeto 9000 euro al mese!
Quello che sta accadendo in Umbria e Toscana e assolutamente vergognoso.
Mentre le famiglie con persone non autosufficienti affrontano quotidianamente difficolta’ e privazioni, i dirigenti di alcune delle cooperative che gestiscono le varie forme di residenzialita’ vanno in giro con auto di lusso .
I lavoratori delle cooperative paradossalmente ricevono stipendi da fame! 700-8 00 euro al mese.
Se le famiglie, come accade in tutta Italia, ricevono gli assegni di cura, possono loro in autonomia avvalersi dell’aiuto di un collaboratore.
La giunta regionale dell’Umbria governata dal centro sinistra ha eliminato l’assegno di cura in uso dal 2001 introducendo l’assegno di sollievo, fino a 50 ,ripeto 50 euro al mese !! "Sembra una promozione sulle tariffe telefonche".
Si puo’ accedere a questo considerevole beneficio purche’ non si abbia un ISEE che supera i 5000 euro e a completa ed arbitraria discrezione dell’assistente sociale , che poverina con gli esigui fondi a disposizione poco potra’ !
Ma c’e’ sempre una soluzione!
Per le famiglie in difficolta’ che non possono pagare una badante si aprono le porte delle residenze piu’ o meno assistite. Per relegare i propri cari in questi posti i costi a questo punto non sono piu’ un problema!
Non ci sono i s oldi per gli assegni di cura ma per integrare le rette degli ospizi Si!!
L’importo medio di un assegno di cura alle famiglie in Italia si aggira intorno ai 500 euro con punte di 1800 in Trentino, l’integrazione delle rette delle residenze comporta esborsi mensili, che solo per la parte di pertinenza dello Stato, vanno ben oltre i 1500 euro al mese, fino ad arrivare in alcuni casi a 9000 euro al mese.
La Toscana ha escluso completamente l’assegno di cura tra gli strumenti previsti dal fondo regionale per la non autosufficienza.
La cronaca quotidiana riporta casi di maltrattamenti ed abbandono di poveri anziani e disabili in strutture non idonee o senza riscaldamento, l’episodio di VAGLIA vicino Firenze insegna.
Decine di anziani al freddo con temperature esterne fino a -5. 
Rita Sabbatini

9 gennaio  2010
Strada del Cerro sott’acqua

Per quasi 3 giorni la strada provinciale che collega la E45 con Marsciano, meglio conosciuta come strada del Cerro, è stata chiusa al traffico perché inondata dal fiume Tevere.
Un’interruzione che ha causato gravi danni ad una vasta area, essendo una strada che, oltre a collegare le due sponde del comprensorio Media Valle del Tevere, è molto transitata da chi da queste zone deve trasferirsi nella parte sud del comprensorio del Trasimeno (Piegaro, Panicale e Città della Pieve) e nella parte nord di quello orvietano (Monteleone, Montegabbione e Fabro).
Ma come sono state calcolate le quote di livello e chi ha progettato questa strada?  Poiché questo fenomeno calamitoso si ripete da anni, perché la Provincia di Perugia non ha ancora provveduto ad innalzare il piano stradale? 
Non ci risulta, se fosse il contrario gradiremmo saperlo, che le forze politiche, in particolare quelle di opposizione presenti nelle varie istituzioni locali, abbiano in tutti questi anni  intrapreso iniziative per risolvere il problema.
Purtroppo è sempre il popolo a pagare, ma da ora che la Lega Nord Umbria si sta organizzando sul territorio certe gravi inadempienze e certi errori non rimarranno più sotto silenzio.
Elda Rizzolo e Oliviero Bocchini Lega Nord Umbria Comprensori Medio Tevere e Trasimeno

9 gennaio 2010
Todi, i numeri del vice sindaco

Un’altra occasione buona per tacere evitata dal gruppo consiliare del PD tuderte. Infatti, con la sua lettera al Tam Tam non ha fatto altro che dare ragione alle affermazioni del sottoscritto che sottolineava il forte squilibrio tra personale assunto e servizi effettivamente resi dall’Ente negli anni in cui governava la sinistra. Nel citare la relazione dell’Ispettore Ministeriale del 7 novembre 2008 il gruppo consiliare di minoranza mette a fuoco una delle criticità più macroscopiche delle passate amministrazioni, tutte incentrate sul clientelismo di bassa lega, che vedeva nelle assunzioni, in particolare quelle a tempo determinato e prive di garanzie reali per i lavoratori, la base per alimentare consenso puramente elettorale. Anzi, va sottolineato come il precariato fosse l’arma migliore su cui per anni certa parte della sinistra ha puntato per i propri scopi. Solo nel settore dell’Urbanistica, quando si è insediata la Giunta di centrodestra, vi erano ben tre posizioni di precariato, compresa quella del responsabile del servizio. Chiaramente, tenere con contratto a tempo determinato i lavoratori, li costringere in una sorta di limbo e ad una maggiore fidelizzazione  verso il datore di lavoro, che diventa principe e signore del loro futuro. Tuttavia, a noi non appartiene questa logica di potere e di gestione delle risorse umane che, proprio perché riguardanti uomini e donne non possono essere usate come merce di scambio (voto = posto di lavoro).
Inoltre, il gruppo consiliare del PD, che ringrazio per avermi dato ancora una volta ragione, mi ha anche offerto l’opportunità di andare a leggere la relazione dell’Ispettore Ministeriale che avevo proprio dimenticato. Posso garantire che, se non si fossero fermati alle prime due pagine, nessuno dei consiglieri si sarebbe minimamente azzardato a citare una fonte di notizie tanto autorevole quanto devastante per i precedenti governi.  I fatti che vi sono raccolti fanno tremare i polsi!
Allora, riportiamone alcuni. Il Comune di Todi, secondo quanto risulta da dati ufficiali dei rendiconti di gestione approvati, nel quinquennio 2003/2007 ha fatto ricorso all’indebitamento per complessivi € 3.451.445,88, attraverso la stipula di mutui a tasso fisso con la Cassa Depositi e Prestiti. Ma vi è di più, sempre nel periodo 2003 – 2007 l’Ente ha aderito alla proposta di rinegoziazione di mutui formulata dalla Cassa Depositi e Prestiti nell’anno 2005. A seguito della rinegoziazione, quindi, il Comune di Todi avrebbe dovuto destinare a spese d’investimento i risparmi conseguiti in ciascun esercizio dal 2005 al 2015 come statuito dall’art. 119 della Costituzione. Senonché, l’amministrazione di sinistra non ha apposto alcun vincolo di destinazione su tali risparmi. Quindi, gli amministratori di sinistra non solo si sono messi contro la Costituzione, ma addirittura hanno annullato ogni possibile risultato positivo dei risparmi  ottenuti con la rinegoziazione, finanziando gli investimenti con l’ulteriore indebitamento e non con i risparmi.
Io direi che al momento possa anche bastare e magari lasciare ad altra occasione la partita relativa agli incarichi esterni che hanno caratterizzato gli anni bui bel Comune di Todi .
Il Vicesindaco Avv. Moreno Primieri

 
8 gennaio 2010
Io cerco l’esattore, lo cerco e non lo trovo, chissà dove sarà….

Buongiorno, io non mi sono assiderata x aspettare l apertura dell ufficio Equitalia,ma ho scaricato la batteria del cellulare x poter contattare l’ufficio nell’ orario d’apertura come scritto su una cartella arrivata. Considerato che abito a roma ed ho problemi gravi che non mi consentono di venire a Todi,vi prego ditemi come fare x avere informazioni anche perchè sul sito di Equitaliaperugia non esiste lo sportello di Todi,ma sulla cartella si ed il numero di telefono risulta errato. Ma esiste ancora questo ufficio o è un fantasma? Grazie. Intanto mi sono registrata sul vostro sito perchè il vostro giornale mi piace tantissimo e mi dispiace non poterlo ricevere qui a Roma. Continuate cosi siete forti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lettera firmata

8 gennaio 2010
La Giunta istituzionale alla Comunità Montana O.T.A.N. funziona e copre i buchi

Il Consiglio della Comunità Montana, nella seduta dello scorso 29 dicembre ha approvato l’assestamento di  bilancio 2009.
Sono stati approvati all’unanimità la salvaguardia degli equilibri di bilancio, l’aggiornamento del programma triennale delle opere pubbliche, ed il programma annuale, grazie al voto decisivo del gruppo del Popolo della Libertà.
Nella seduta del 22 dicembre scorso erano emerse preoccupanti problematiche, ereditate dalla situazione di stallo provocata dalle faide all’interno della maggioranza di centrosinistra, impegnata a spartirsi poltrone con logiche clientelari nei primi mesi del 2009.
Grazie alla Giunta Istituzionale, che in questi mesi ha svolto un lavoro encomiabile, determinante per provare a traghettare l’Ente fuori dalla crisi, si è giunti finalmente ad una logica di piena assunzione di responsabilità, dove infine si è stabilito per il futuro, che la Comunità Montana dovrà reggersi con le proprie gambe; inoltre i Comuni che vi appartengono si sono assunti l’obbligo di dare continuità a tale indirizzo con scelte volte al taglio dei costi ed alla razionalizzazione dei servizi. Tale volontà è stata ribadita all’assessore regionale Riommi negli incontri succedutisi nei mesi scorsi, il quale ha dato anche il via libera alla definizione del pacchetto-lavoro.
Come precedentemente indicato, il Popolo della Libertà ha ribadito di voler salvaguardare in ogni modo il posto dei lavoratori dipendenti in questo momento di difficoltà, sottolineando però la necessità di una revisione delle posizioni organizzative nel prossimo futuro, permettendo all’Ente di compiere quello scatto verso il corretto funzionamento e verso la corretta gestione delle risorse. 
Complessivamente il disavanzo, che si attestava sugli 800.000 euro (23.470.000 euro a fronte dei 22.651.000 risultanti al 30 ottobre 2009), oltre  all’impegno straordinario di 350.000 euro della regione Umbria,  è stato coperto grazie ad un ulteriore attento lavoro di scrematura sulle cifre a disposizione in bilancio.
Da registrare inoltre l’approvazione del nuovo Statuto della Comunità Montana O.N.A.T. che grazie anche a più snelle modalità procedurali, auspichiamo possa, pure dal punto di vista normativo, dare vita ad un nuovo modello di gestione  dell’ Ente, che il Centrodestra richiedeva da tempo.
Ora non ci resta che lavorare per dimostrare ai cittadini tutti che la politica deve essere al loro servizio in ogni momento, abbandonando interessi di parte e convenienze personali, preoccupandosi invece di far quadrare i conti e far funzionare le istituzioni.

Claudio Ranchicchio – PDL – TODI

7 gennaio 2010
Sicurezza fai da te ? No Grazie !

Questa O.S. comprende la necessità di questo o quel politico che, avendo cambiato casacca necessita di ottenere visibilità e si avventura, cercando di cavalcare una certa attualità, in ambiti che comportano, viceversa, una assoluta competenza settoriale ma, non è intensificando il numero delle telecamere ed incoraggiando la formazione di nuove “Ronde” che si possono risolvere i problemi legati alla sicurezza dei cittadini del comprensorio Assisi – Bastia.
L’uso delle telecamere è sicuramente utile in particolari luoghi quali Banche, Centri Commerciali, Uffici Postali etc., tutte realtà dove tali tecnologie sono già applicate ed hanno consentito più volte l’identificazione dei rapinatori ma, è impensabile  estenderlo indiscriminatamente come se si dovesse vivere tutti nella casa del Grande Fratello in dispregio dei più elementari diritti di privacy.
Per quanto concerne le Ronde è un’argomento sul quale ci siamo più volte pronunciati in termini negativi in quanto riteniamo che la Pubblica Sicurezza,  materia sottratta alla competenza degli enti territoriali anche dall’ultima riforma costituzionale del Titolo Quinto, non può essere demandata a strutture di volontariato prive della necessaria professionalità e che comportano lo stanziamento di fondi da parte dei Comuni che, viceversa, potrebbero essere impiegati  in modo più opportuno sempre per le stesse finalità. Ad esempio dotando le FF.PP. di locali idonei e non, come nel caso del Commissariato di Polizia di Assisi che viene ospitato in locali già da tempo dichiarati inidonei e  parzialmente chiusi al pubblico dalle Autorità Sanitarie, con assoluta difficoltà di fruizione anche da parte degli stessi operatori di Polizia che continuano a lavorare in ambienti malsani ed in condizioni precarie. Sino ad oggi abbiamo assistito a proclami da parte del primo cittadino assisano per soluzioni idonee mai concretizzatesi, ed ancor meno da parte di politici locali, di riferimento dell’attuale classe politica di governo, che abbiano con forza e tenacia affiancato l’azione di questa O.S. per una reale e celere soluzione della vertenza sul Commissariato di Assisi.
 Concordiamo sulle ipotesi di un più accurato controllo dei cittadini comunitari e non ma, solo in una prospettiva nazionale in quanto non si può limitare la mobilità dei cittadini sul territorio e tutte le precauzioni sarebbero vanificate se negli altri comprensori non venissero prese analoghe iniziative da tutte le municipalità. Senza commento vorremmo lasciare l’ipotesi di garantire la sicurezza dei cittadini attraverso la sottoscrizione di Polizze Assicurative che si limitano a rifondere, in parte, i soli danni materiali lasciando irrisolto il problema della “sicurezza percepita” dal cittadino che si risolve solamente con il controllo del territorio ad opera delle Forze di Polizia le cui dotazioni di personale dovrebbero essere, se non ampliate,  almeno rispettare gli organici previsti.
A questo proposito ci rivolgiamo al “novello” leghista al quale vorremmo chiedere di intercedere con il “suo” ministro per chiedere come mai nella Polizia di Stato dove non si riesce a garantire  il “tourn over” di neanche la metà di quelli che vanno in pensione, considerando che i Commissariati di P.S. ed i Distaccamenti della Polizia Stradale continuano a chiudere per mancanza di risorse economiche ed umane, quest’anno si sia riusciti ad arruolare il triplo dei Commissari di norma previsti, da 40 a 120 unità. Questi “Generali” di quale esercito disporranno? e, soprattutto, quanti Agenti si sarebbero potuti formare ed utilizzare per il controllo del territorio?
La sicurezza dei cittadini è una materia che non può essere lasciata alla gestione, più o meno ispirata, di questa o quella municipalità ma è, e deve rimanere, di competenza dello Stato che vi provvede attraverso le cinque forze di Polizia a carattere nazionale, certamente le forze politiche di qualsiasi schieramento dovrebbero sollecitare il Governo affinché conceda loro le necessarie risorse.
Il segretario regionale vicario UGL Umbria – dott. Giovanni Barlozzari

                                      
7 gennaio 2010
Todi: una bufala dietro l’altra

L’attività di propaganda del centrodestra tuderte e dell’amministrazione Ruggiano non conosce soste ed anche i giorni di festa appena trascorsi sono passati tra un comunicato e l’altro.
I toni, come al solito, sono di entusiasmo e trionfo. E mentre la città rallenta pericolosamente il suo passo, chi la amministra sostiene ogni giorno di più che tutto va bene, in un gioco di autocelebrazioni, autoconvincimenti ed autosuggestioni al quale partecipano ormai in pochi.
Tra le tante dichiarazioni, alcune meritano risposta e precisazioni, perché la città non si lasci suggestionare dalla propaganda e faccia, invece, i conti con la realtà.
Le festività natalizie sarebbero passate per il sindaco Ruggiano con una Todi gremita di migliaia di turisti, accolti da decine di manifestazioni di richiamo, con grande giovamento per tutti, a cominciare dagli operatori di settore.
Una città ed un’atmosfera che, francamente, non ci sembra di aver visto ne’ vissuto, purtroppo.
La Piazza ha oscillato per venti giorni tra il deserto di gente e il caos di auto in sosta e in transito.
Il sindaco, peraltro, parla di ciò che non ha visto. Dopo il consiglio comunale del 22 è frettolosamente volato fuori Italia per il Natale e a Capodanno, mentre in Piazza si svolgeva, magramente, la festa voluta dalla sua amministrazione, Ruggiano, piuttosto che portare gli auguri ai tuderti che aveva chiamato a festeggiare, si trovava ad Orvieto, come si sono premurati di farci vedere i Tg regionali del primo dell’anno.
Convinto com’è che tutto sia andato bene, si faccia dire quanti spettatori hanno preso parte allo spettacolo del 5 gennaio al Teatro Comunale: a noi sinistri ne risultano una ventina e non più. Vada a parlare con gli operatori turistici ed economici della città.
Per passare ad altro, nella trasmissione radiofonica “Il Tuderte” andata in onda domenica 3 gennaio 2010, il vice-sindaco Avv. Moreno Primieri ha affermato che il Comune di Todi è arrivato ad avere in anni passati 203 dipendenti.
L’affermazione è totalmente falsa e destituita di ogni fondamento. Piuttosto che affidarsi alla propaganda, può essere utile leggere la relazione dell’Ispettore ministeriale del 7 novembre  2008. Complessivamente i dipendenti (a tempo indeterminato e determinato) sono stati 143 nel 2001, 146
nel 2002, 149 nel 2003, 147 nel 2004, 149 nel 2005, 149 nel 2006, 145 nel 2007. Numeri assolutamente in linea con gli attuali, dopo due anni e mezzo di amministrazione Ruggiano.
E tanto per restare in tema di politiche del personale vorremmo svelare un’altra penosa bugia riguardante il presunto potenziamento del corpo di Polizia comunale grazie all’assunzione di tre nuove unità. In realtà le nuove assunzioni sono soltanto due, perché la terza unità era già in servizio ed è stata solo oggetto di una progressione di livello. Delle altre due unità, una è andata a sostituire un pensionamento avvenuto nel 2008 e un’altra a sostituire una vigilessa trasferita di recente ad altro ufficio comunale. Da  ciò ne risulta che i componenti del corpo di Polizia comunale sono gli stessi del 2007. Se questo è potenziamento, lasciamo giudicare ai cittadini. Per noi si tratta solo di ripristino delle situazioni esistenti al 31/12/2007, ripristino presentato in modo pomposo usando la solita tecnica dell’inganno mediatico. Così come il risalto dato dall’amministrazione alla prova di inglese sostenuta dai due vigili neo assunti. Una prova obbligatoria in tutti i concorsi pubblici fin dal 1993 e passata per grande novità.
Insomma, una bufala dietro l’altra. Ma si può andare avanti così???
Gruppo consiliare  PD

5 gennaio 2010
L’assessore Valentina Bonomi all’ascolto delle esigenze di tutte le associazioni marscianesi

Seguo da tempo, come cronista prima e come assessore alla cultura e all’associazionismo del Comune di Marsciano ora, le attività e i progetti dell’associazione Chorus, una delle realtà più attive del panorama culturale locale. La città di Marsciano da anni si contraddistingue per la vivacità e la laboriosità di tanti cittadini, che danno vita alle molte associazioni che rendono, di anno in anno, sempre più ricco il cartellone delle proposte in ogni ambito culturale. Nonostante gli amministratori
marscianesi abbiano sempre riconosciuto la grande importanza del mondo associazionistico, in occasione degli eventi sismici dello scorso dicembre, abbiamo potuto toccare con mano la ricchezza di cui il Comune di Marsciano dispone, avendo, le molte associazioni del territorio, dato luogo ad una vera e propria gara di solidarietà in favore della popolazione colpita dal terremoto del 15 dicembre.
Per tutelare questo patrimonio le amministrazioni marscianesi hanno sempre prestato orecchio alle richieste delle associazioni, dando a molte di loro una sede adeguata in cui portare avanti i propri progetti.
Non più tardi dell’aprile del 2009 il Comune di Marsciano ha inaugurato un’intera palazzina dove hanno trovato posto l’Università della Terza Età di Marsciano, il Lions Club, il locale circolo filatelico, l’associazione culturale Pegaso, l’associazione Makeba e il Cesvol, servizio di orientamento e supporto di grande valore per l’associazionismo, con il quale il Comune di Marsciano ha da poco dato vita ad un protocollo di intesa  per realizzare una banca dati dell’associazionismo e il volontariato, uno strumento che faciliterà la creazione di un sistema di rete fra i vari soggetti presenti a Marsciano.
Altre associazioni hanno trovato sedi differenti, rispondenti alle loro esigenze, altre ancora sono in attesa di una collocazione.
L’Amministrazione Comunale conosce bene questa situazione e continuerà ad ascoltare le esigenze di tutte le associazioni marscianesi per facilitare, qualora si reperiscano ulteriori spazi da destinare alla vita associativa, una consona collocazione che permetta lo svolgimento di tutte le attività.
In merito alla dimostrazione di buona volontà dell’attuale amministrazione vorrei ricordare che, a seguito delle operazioni sul bilancio dello scorso settembre, abbiamo rimpinguato il capitolo dedicato ai contributi per l’associazionismo, al fine di garantire risorse alle attività di fine anno di tutte le realtà marscianesi. A seguito della presentazione del progetto ”Un Chorus per amico”, valutando lo stesso degno di supporto per l’alta valenza sociale, la Giunta ha riconosciuto un contributo di quattrocento euro all’associazione Chorus. Quello che potevamo fare lo abbiamo già fatto, e non ci tireremo indietro nel percorrere la strada della collaborazione nei confronti di tutte le associazioni del nostro territorio, senza le quali il nostro Comune sarebbe meno ricco. Con l’occasione porgo a tutti i migliori auguri dell’Amministrazione Comunale e i miei personali per un buon 2010, con la speranza che sia un anno di lavoro proficuo per tutti.
L’assessore all’associazionismo e al volontariato, dott.ssa Valentina Bonomi

5 gennaio 2010
L’Udc regionale sostiene Tofanetti e "sconfessa" Galletti

In riferimento all’intervento del signor Luigi Galletti, sul giornale “Il Tam Tam”, si precisa che il Coordinamento regionale dell’UDC, ha nominato, su proposta del Presidente regionale On. Maurizio Ronconi,  il Professor Francesco Tofanetti Coordinatore comunale dell’UDC di Todi.
Tale nomina si è resa necessaria dal passaggio al PdL dell’assessore nominato in quota UDC, del Consigliere comunale eletto e successivamente del nuovo consigliere comunale subentrato all’Assessore poi, come noto, dimissionato dal sindaco.
Il professor Tofanetti ha avuto l’incarico di riorganizzare l’UDC a Todi dove per altro, con il risultato elettorale conseguito alle ultime elezioni comunali, è stato determinate per l’elezione del sindaco di centro destra.
Si è aperta per altro, e non solo a livello comunale, una riflessione sul ruolo dell’UDC a Todi anche nella considerazione di comportamenti inaccettabili messi in atto dal PdL tuderte e dal sindaco nei confronti dell’UDC, forza politica autonoma e mai disponibile a giochi di palazzo a favore di chicchessia.
Si prende atto della disponibilità del signor Luigi Galletti, la cui nomina alla Veralli Cortesi non è mai stata né concordata  né comunicata agli organi regionali dell’UDC, a collaborare con l’UDC, ricordando per altro al signor Galletti che per questo, come avviene in ogni partito, sarà necessaria la sua iscrizione all’UDC.
Udc Regione Umbria 

5 gennaio 2010
Bonomi dacci una sede vera

L’associazione chorus Marsciano nata 8 anni fa come coro della scuola ed ora divenuta associazione
ormai  arrivati all’inizio del 2010 fa un consuntivo dell’anno passato relazionando su ciò che si è fatto in questi 12 mesi passati.
20/03/09 concerto spettacolo “I sogni son… desideri” – Associazione Misericordia di Marsciano   per raccolta fondi
06/06/09 Concerto – Direzione didattica 1° circolo marsciano per evento finale Progetto “io cittadino fra arte e cultura”- Cerqueto
28/06/09   Concerto – Pro Loco Marsciano per Festa   Patronale di San Giovanni
28/08/09 Concerto – Eventi “Notte Bianca” di Cerqueto
04/09/09 Concerto – Pro Loco   Montegiove (TR)   in festa
26/10/2009 Spettacolo ".I sogni son…….desideri "in matinee-Marsciano Teatro concordia
30/10/ 2009    Concerto- presentazione 4* quaderno marscianese – Marsciano          
5 /11/ 2009    Concerto- inizio anno accademico unitre marscianese
26/1/2009 Concerto-casa di accoglienza per anziani Città della Pieve
20/1272009 Concerto di Natale -Collazzone
26/12/2009 Concerto di Natale Doglio di Montecastello di Vibio
ed ancora progetti da terminare come: " un chorus per amico", concerti itineranti presso le case protette della provincia di Perugiae ancora concerti per raccogliere fondi per l’AVIS.
I tesserati sono del tutto entusiasti e si chiedono come è stato possibile fare tutto questo ,ma il merito è di due persone in particolare la maestra Soprano Paola Stafficci ed il  Presidente Remo Capoccia.
Ora  rimane solo avere  una sede vera e non di appoggio e qui si spera che l’Amministrazione comunale e l’Assessora Bonomi facciano la loro parte dando finalmente prova di buona volontà
L’associazione chorus Marsciano

3 gennaio 2010
Lettera aperta dell’assessore Bergamini a Francesco Tofanetti

Desidero esprimere il mio più vivo disappunto per gli attacchi personali, sgradevoli e del tutto gratuiti, rivolti dal dichiaratosi coordinatore UDC Francesco Tofanetti al consigliere Mario Epifani,  al quale confermo personale stima e viva solidarietà per la serietà e per l’impegno costante che dedica alla nostra Città.
Traggo poi spunto dalle espressioni catastrofiche (“Todi muore”, ma non da oggi poi aggiunge) e bene auguranti di Francesco Tofanetti per rispondere alle parole che mi hanno più direttamente colpita: “…la vita culturale… è ormai al lumicino. Il festival è un inutile e dispendioso cadavere, tutto il resto sa di approssimazione e di velleitarismo”.
Queste parole  mi offendono e offendono innanzitutto tutto il personale del Settore Cultura che ha lavorato con molto impegno in questi due anni di Amministrazione. Da  parte mia mi sono impegnata seriamente per dedicarmi a un incarico così arduo ed impegnativo ed ora capisco, anche così ingrato e poco compreso, proprio da chi si presume conosca gli oneri della Cultura. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti e se Francesco Tofanetti vuole considerarli solo “un lumicino”, sono in molti, invece, a vederli capaci di risplendere di luce propria, solo li si voglia cogliere.
Forse Francesco Tofanetti era in un’altra città tutte le volte che abbiamo offerto un evento culturale; noi infatti non lo abbiamo mai visto! Ma allora, su quali basi si permette di giudicare?
Oltre al TodiArteFestival, che ha registrato ampi e crescenti consensi di pubblico e di critica, cito in rapida sintesi gli appuntamenti culturali (oltre trecento), già riportati negli opuscoli a stampa e che hanno caratterizzato le stagioni culturali di questa Amministrazione: essi hanno spaziato dalla Biblioteca all’Archivio Storico, dal Museo-Pinacoteca al neonato Polo museale delle Lucrezie; dalla stagione di Prosa nel Teatro Comunale e agli altri appuntamenti, non programmabili, che hanno ulteriormente arricchito la già nutrita ed  intensa programmazione riportata a stampa; abbiamo offerto mostre di ogni genere, sempre di accurato livello culturale e qualità espositiva (da quella archivistica sul Tempio della Consolazione a quella sull’urna del Maestro di Enomao concessa in prestito dai Musei Vaticani, dalla tradizione natalizia del giocattolo in Todi nel XIX-XX secolo all’esposizione di presepi del ‘700 napoletano, dai pittori locali, prevalentemente tuderti,  ai maestri Augusto Breccia e Natino Chirico nella Sala dell’Arengo); dai concerti musicali (dal genere popolare dei Folk Road all’avvio del genere gospel natalizio (ormai consolidata tradizione cittadina), ai masters internazionali estivi di pianoforte del maestro Sergio Perticaroli e di chitarra, al Balletto di Roma ed alla lirica); fino al rilancio della Scuola Comunale di Musica riportata nella prestigiosa sede del Teatro e fortemente incrementata negli insegnamenti, alla esaltazione della storia cittadina (intitolazione di spazi della Città a illustri personalità tuderti), alla pubblicazione di libri e filmati di storia locale, alla diffusione, infine, di argomenti sempre di storia locale particolarmente apprezzati in pubbliche conferenze, alla creazione dal nulla di un nuovo polo Museale, e scusate l’enfasi, di una ricchissima esposizione lapidea, con, infine, i recentissimi progetti finalizzati alle raccolte di arte contemporanea e di riqualificazione e rilancio del Museo-Pinacoteca.
Sicuramente dimenticherò qualcosa, soprattutto fra gli atti importanti che non hanno generato manifestazioni evidenti, ma ritengo già sufficiente ad augurarmi per il 2010 e per gli anni a venire che questo “lumicino” continui a dare tanta luce nella Città  confermandone l’immagine di Città d’arte per la quale è famosa nel mondo.
Margherita Bergamini – Assessore alla Cultura – Comune di Todi

2 gennaio 2010
La Perni contro Ranchicchio sulla terza commissione

Come sempre puntuale e calzante la risposta del centro-destra tuderte alle critiche dell’opposizione. Peccato, però, che il consigliere Ranchicchio sia andato fuori tema per sviare l’attenzione da quello che era l’argomento centrale del mio intervento. Vogliamo parlare dei lavori della terza commissione? Parliamone pure.
Possiamo partire dalle commissioni andate deserte per l’assenza dei consiglieri di centro-destra oppure da tutte quelle volte in cui sono stati invitati nella stessa sede esponenti dell’amministrazione che, ovviamente, non si sono presentati. O ancora:  vogliamo parlare del boicottaggio pretestuoso della terza commissione convocata per discutere della Scuola comunale di musica?  Non mi è parso mai di vedere il consigliere Ranchicchio morire dalla voglia di dialogo con la minoranza, né mi è stata fatta da parte sua alcuna sollecitazione di convocazione su temi che adesso stanno a lui molto a cuore, come le tematiche di politica sociale.
Se avesse davvero sofferto di questa inefficienza, avrebbe potuto farmelo notare in quanto vice-presidente, oltre che membro della commissione. Ma non sarà che adesso l’assenza di volontà di dialogo nel centro-destra sia colpa della sottoscritta? Volendo potrei addossarmi anche la responsabilità delle difficoltà economiche “che hanno attraversato famiglie e soggetti svantaggiati a causa della crisi internazionale”, per venire incontro alle quali questa amministrazione si è limitata, invece, ad approvare in sede di bilancio delle poderose manovre (una manciata di spiccioli agli sposi del 2009 e non ben definiti aiuti alle imprese).
Il consigliere Ranchicchio parla come se avesse di fronte una realtà che non esiste che è, al contrario, quella di una maggioranza che decide a colpi di undicesimo consigliere acquistato, in barba a critiche, sollecitazioni e opinioni diverse.
E, inoltre, continua a non rispondere a quello che era il mio dubbio: perché, quando in sede di terza commissione si è parlato delle linee di indirizzo per la gestione dei teatri comunali, il consigliere Ranchicchio si è dichiarato d’accordo con alcune delle critiche della minoranza e il giorno dopo, in consiglio, ha semplicemente alzato la mano per votare? Offriamo una prima risposta: perché parlare di politica è una cosa, alzare la mano in undici è un’altra. E nel centrodestra tuderte non occorre fare politica, basta alzare la mano.
Romina Perni – consigliere comunale Pd Todi

2 gennaio 2010
Galletti sconfessa Tofanetti su Epifani

Preso atto delle dichiarazioni del Professor Francesco Tofanetti, ritengo doveroso, in qualità di Amministratore democraticamente eletto nelle lista dell’UDC di Todi, esprimere il mio totale dissenso dalle dichiarazioni fatte dal suddetto professore.
La nomina di Tofanetti a capo dell’UDC locale, nasce al di fuori di qualsiasi ragionamento che abbia coinvolto, anche minimamente i referenti locali del Partito e chi, come il sottoscritto, ricopre, in sua rappresentanza, cariche in seno all’Amministrazione Tuderte.
La posizione dell’UDC nell’ultima tornata elettorale è stata chiara e trasparente, a sostegno del Sindaco Ruggiano, e della coalizione di centrodestra.
Ad oggi non mi risulta ci siano motivazioni per le quali un intero partito debba cambiare quella linea politica per la quale gli elettori l’hanno premiato con un importante risultato.
Del resto, l’UDC, ha condiviso in questi anni, progetti, programmi e profonde idealità con il Popolo del Centrodestra, elementi che non si cancellano dalla sera alla mattina con alchimie politiche che nulla hanno a che fare con esperienze maturate sul territorio.
E’ evidente che la collocazione naturale dell’UDC sia legata al centro ma è altrettanto ovvio che tale cultura che nasce dalla tradizione e dalla storia democristiana, non sia assimilabile all’esperienza delle sinistre del nostro paese.
Personalmente, con orgoglio e passione, intendo portare avanti l’impegno assunto con gli elettori e con il partito che mi ha eletto, sulla base di un programma condiviso che, su diversi fronti, l’Amministrazione, sta realizzando in maniera concreta e condivisa dai cittadini.
Luigi Galletti – consigliere Veralli Cortesi

1 gennaio 2010
Frane pericolose lungo il percorso pedonale di Porta Orvietana

Mi permetto di segnalare la situazione di pericolo che da giorni permane presso porta orvietana ed in particolare lungo il percorso alternativo all’ascensore, dove numerosi alberi sono caduti o sono in procinto di cadere, forse a seguito delle copiose piogge, alberi franati che si appoggiano pericolosamente ad altri in piedi e numerose pietre cadute lungo il percorso stesso.
Il tutto, all’occhio di un incompetente, sembrerebbe essere frutto di un movimento franoso di cui non sono in grado di valutare la gravità, probabilmente sarebbe il caso che qualcuno intervenisse, nonostante abbia già 
personalmente informato un consigliere comunale di maggioranza sono oramai oltre 10 giorni che la situazione rimane immobile, pertanto mi permetto di segnalarlo alla vostra attenzione.
Valerio Natili

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