Sabato 9 gennaio alle 17,30, presso il teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio Simone Mazzi presenterà il suo libro: “Diario di un viaggio cominciato il 9 dicembre 2008”. Molte sono le motivazioni che hanno spinto l’autore ad annotare proprio in un diario, tutte le esperienze provate dal 9 dicembre, giorno del suo incidente, fino ad oggi. “
Mi è sempre piaciuto molto scrivere – ammette Simone – ma certo non pensavo di raccontare questa storia, diversa da un romanzo perché realmente accaduta.
Proprio mentre ero in ospedale mi fu regalato dalle colleghe un diario sul quale annotare i miei pensieri.
Questo mi ha aiutato moltissimo perché ho mantenuto viva la memoria e rileggendolo ancora oggi, a distanza di un anno, sono ancora più convinto che valeva la pena di pubblicarlo. Spero solo che possa servire anche a chi lo leggerà. Il diario offre l’opportunità di riflettere sul senso della sofferenza, del dolore, dell’amicizia e sul valore della fede, tutti doni preziosi. Nel periodo trascorso nel reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia, sono stato testimone di tanto dolore, ma anche di tanta umanità.
Troppo spesso si parla di “Malasanità” ma a mio avviso occorre dare spazio anche all’eccellenza che si trova in certi reparti!”.
Scopo della manifestazione è anche quello di porre l’attenzione sul tema dell’Adenoma Ipofisario, una malattia rara che colpisce le attività vitali dell’Ipofisi, causando problemi di varia natura per ciò che riguarda l’aspetto endocrinologico e neurologico.
“Proprio a causa dell’incidente – spiega l’autore – ho scoperto di avere anche io questa malattia, ma sono in buone mani.
Grazie a persone che dedicano tutta la loro vita per la ricerca e la cura di tali malattie è possibile sconfiggela se diagnosticata in tempo, ma la strada è ancora lunga e difficile. Occorrono fondi per la ricerca ed è proprio questo lo scopo del mio diario.
Certo, non ci sarà un contatore elettronico a misurare la generosità di chi vorrà partecipare, ma spero di ottenere un buon risultato, e se anche una sola vita verrà salvata, il merito sarà anche loro.
L’intero ricavato servirà proprio a fare in modo che attraverso apparecchiature sempre più moderne e la sperimentazione di nuove cure, ci sia più speranza per tutti.
Di certo questa non è l’unica iniziativa in questo campo, perché altre associazioni si occupano di questo, ma voglio sperare che non sia neppure l’ultima. Ho voluto in sostanza tirare il sasso, senza nascondere la mano!”.
- Redazione
- 7 Gennaio 2010













