La scelta, di concentrare ad Assisi la cottura dei pasti anche per l'ospedale di Todi e quelli del Lago Trasimeno, secondo la Usl, per qualità può essere accostata a quella alberghiera
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Un punto di cottura pasti unico per alleggerire il carico di lavoro ai reparti ospedalieri, razionalizzare il servizio riducendo l’autogestione, elevare la qualità e l’omogeneità del cibo e contenere i costi: sono queste le ragioni che hanno spinto l’usl 2 di Perugia ad inaugurare , presso l’Ospedale di Assisi, la nuova Cucina unica per la preparazione e la distribuzione dei pasti nelle strutture di degenza dell’Azienda Sanitaria.
La CIR Food sarà l’azienda che provvederà al servizio catering. La Società All Foods di Terni provvederà al trasporto e la Cooperativa L’Isola di Perugia al lavaggio e sterilizzazione delle stoviglie.
Un servizio ospedaliero che si contraddistingue per l’alto livello di tecnologia alimentare, tramite il quale la prenotazione dei pasti per i degenti nei reparti dei singoli presidi ospedalieri dislocati sul territorio, sarà effettuata da personale dell’Azienda Sanitaria tramite l’ausilio di computer palmari.
Successivamente nella Cucina unica di Assisi, si procederà alla preparazione avvalendosi del sistema Legame Refrigerato, altro aspetto che colloca il servizio su livelli di avanguardia. Il Legame Refrigerato, noto come Cook – Chill (cottura/refrigerazione) è un sistema di catering basato sulla completa cottura dell’alimento seguita da rapido raffreddamento a temperatura positiva di + 3°C. ed immagazzinamento in condizioni controllate di bassa temperatura tra 0° e + 3°C.
Una volta completata l’operazione di cottura e raffreddamento i pasti saranno recapitati nelle diverse strutture ospedaliere, per essere adeguatamente riscaldati immediatamente prima del consumo. L’unità di rigenerazione potrà rimanere ferma presso un locale delle diverse strutture ospedaliere e i cibi, in vassoio personalizzato, potranno essere veicolati da un carrello navetta con automezzo refrigerato.
Secondo l’Usl, tutto ciò migliorando decisamente il livello qualitativo dei cibi serviti ai pazienti: infatti l’abbattimento rapido delle temperature permette di “catturare” le caratteristiche nutritive e i sapori nel momento migliore (appena pronti), mantenendo inalterate le proprietà. Il cibo non viene stressato nel mantenimento a temperature superiori a 60°C. Si verifica una minore perdita di succhi e sostanze nutritive. L’aspetto organolettico e la fragranza rimangono ottimali.
Tutto questo è possibile perché il cibo è rigenerato solo al momento del consumo. Una scelta che per qualità può essere accostata a quella alberghiera; materie prime fresche per le quali è possibile tracciare la filiera alimentare; inoltre saranno disponibili differenti tipi di menù. compresi quelli per persone provenienti da paesi stranieri con culture e religioni differenti.  

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