Addetti del Comune di nuovo al lavoro con colla e fogli bianchi per ripristinare sulle apposite plance la corretta disponibilità degli spazi di propaganda

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Ultimi giorni di campagna elettorale, prima del voto del 28 e 29 marzo per il rinnovo del Consiglio regionale dell’Umbria e l’elezione del presidente.
Come sempre accade, con l’avvicinarsi delle urne aumenta il pressing propagandisco, con i candidati – anche dello stesso schieramento, non fa differenza – che non si risparmiano qualche sgambetto.
Succede anche a Todi, dove gli organi preposti sono dovuti di nuovo intervenire per coprire alcuni manifesti apposti in modo scorretto sulle apposite plance elettorali. Le squadre di "attacchini" provenienti da fuori Comune infatti impazzano e quando sono passate non è insolito vedere 5-6 o più manifesti uguali attaccati uno a fianco all’altro, a coprire tutti gli altri.
Questo permette di avere un certo "ricambio" di facce nel corso della stessa giornata, a scapito però del diritto di tutti i candidati di essere presenti nello spazio assegnato. Alla base c’è probabilmente anche qualche lotta intestina  tra gli esponenti dei diversi territori per "pescare" voti sulla piazza di Todi a danno dei candidati di espressione locale.
Per fermare tale malcostume, purtroppo, non c’è rimedio, che non il paziente e riparatore lavoro della polizia urbana. Come svelato dalla trasmissione "Le Iene", infatti, qualche tempo fa è stato approvata, in modo bipartisan, una norma che funziona come una sorta di condono preventivo per l’imminente appuntamento elettorale: ai partiti trasgressori basterà pagare un piccolo obolo per sanare tutte le irregolarità in materia di affissione. Che Bel Paese l’Italia!

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