La Corte d’assise d’appello di Perugia ha depositato oggi le motivazione della sentenza con la quale ha ridotto la pena di Rudy Guede da 30 a 16 anni per l’omicidio di Meredith Kercher.
Nelle 60 pagine viene spiegato che l’ivoriano "concorse pienamente non solo per essere stato l’autore della violenza sessuale, ma anche per avere tenuto ferma la mano sinistra della vittima mentre alla stessa venivano inferte le ferite letali".
La Corte ha anche rilevato che "Guede, finché ha potuto, ha taciuto, poiché, stante la profonda connessione degli eventi, accusare Amanda e Raffaele lo avrebbe esposto a più che probabili dichiarazioni ritorsive da parte di costoro".
Guede era stato processato con il rito abbreviato, con la sentenza di primo grado emessa dal gup di Perugia nell’ottobre del 2008. Sollecito e la Knox hanno invece seguito il rito ordinario e in primo grado sono stati condannati a 25 e 26 anni di reclusione.
La Corte ha indicato gli elementi, prospettati dalla difesa di Guede, sulla base dei quali ha concesso le attenuanti all’ivoriano: incensuratezza, il fatto che non fosse stato lui ad impugnare il coltello che ha inflitto alla vittima il colpo mortale, il rientro volontario in Italia dopo la fuga in Germania, la giovane età, il ‘disturbo acuto da stress’, che avrebbe giustificato l’omissione di soccorso alla vittima e la successiva fuga all’estero.
Nella motivazione si osserva inoltre che ”la vita sbandata finora condotta, non abbia compromesso in misura irreparabile la personalità dell’imputato”.
I giudici hanno infine sottolineato il ”difficile vissuto” di Guede ”che deve avere segnato la sua infanzia, con un padre severo e spesso assente e una madre sparita per sempre dalla sua vita non appena fu messo al mondo”.







