Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. – Per sapere –
premesso che:
la commissione ministeriale, istituita presso il Ministero dei trasporti nel mese di novembre 2007, dopo aver condotto una attenta analisi comparata dei siti aeroportuali proposti, con una propria relazione intitolata «Ampliamento del Sistema aeroportuale laziale» ha individuato nella città di Viterbo la sede per il terzo scalo aeroportuale laziale;
l’articolo 18 del decreto-legge n. 248 del 2007, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31 ha semplificato e reso operativo il trasferimento del traffico aereo da Ciampino a Viterbo. La disposizione presentata dal sottoscritto, modifica il comma 2 dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 96 del 2005 estendendo alle «delocalizzazioni funzionali» la deroga alla disciplina delle concessioni aeroportuali.
Deroga limitata secondo quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 96 del 2005 alle concessioni già rilasciate e a quelle il cui provvedimento di rilascio risulti in itinere. A tal riguardo occorre ricordare che l’articolo 3 del decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96 ha introdotto delle modifiche all’articolo 704 del codice di Navigazione. In particolare il procedimento di concessione è emanato, per un periodo massimo di durata di quaranta anni, su proposta dell’ENAC in seguito ad un procedimento di selezione effettuata tramite procedura di gara ad evidenza pubblica secondo la normativa comunitaria e non più attraverso generiche procedure concorrenziali;
il 31 gennaio 2008 veniva firmato presso la sede del Ministero dei trasporti, l’atto di intesa programmatica tra il Ministro dei trasporti e il presidente della regione Lazio il quale individuava Viterbo quale sede aeroportuale aperta al traffico civile commerciale;
le parti firmatarie si impegnavano, nell’ambito delle rispettive competenze, a promuovere le attività necessarie alla delocalizzazione del traffico aereo attualmente gravitante sull’aeroporto di Ciampino promuovendo procedure e attività idonee per realizzare nuove infrastrutture, nonché per il reperimento degli strumenti finanziari;
nella stessa occasione il Ministro dichiarava l’impegno ad avviare entro tempi certi la fase attuativa attraverso la convocazione, unitamente al presidente della regione Lazio, della conferenza dei servizi;
l’articolo 18 della legge n. 31 del 2008, ha formalizzato la possibilità di concedere direttamente ad Aeroporti di Roma la gestione del nuovo scalo;
il 10 settembre 2008 presso la direzione generale dell’ENAC, veniva firmato tra l’ENAC e la società ADR – Aeroporti di Roma, l’atto di intesa programmatica delle attività preparatorie per la concessione della gestione aeroportuale dell’aeroporto di Viterbo;
il protocollo, firmato dal presidente dell’ENAC, Vito Riggio, e dal presidente della società Aeroporti di Roma – ADR, definiva le fasi propedeutiche per la progettazione del nuovo aeroporto;
l’ENAC, su delega del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, si attivava in tal modo per favorire, secondo le proprie competenze e nel pieno rispetto della normativa comunitaria di riferimento, la più rapida realizzazione della delocalizzazione funzionale delle attività civili dallo scalo di Ciampino a quello di Viterbo;
il documento prevedeva l’impegno di ADR alla redazione:
a) di uno studio di pre-fattibilità tecnico-operativo per l’aeroporto di Viterbo che contempli gli aspetti aeronautici e di traffico, nonché la configurazione dei principali sottosistemi aeroportuali e definisca la consistenza del sedime aeroportuale;
b) di un rapporto ambientale preliminare sui possibili e significativi impatti della realizzazione, per l’avvio della consultazione di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e successive integrazioni e modifiche;
c) di uno studio sulla capacità ambientale per l’aeroporto di Ciampino, onde configurare un modello ridimensionato di traffico economicamente sostenibile, da adottare in forma vincolante per il futuro, che soddisfi le condizioni di compatibilità con il territorio;
d) del Master Plan aeroportuale, che contempli la contestualità del ridimensionamento dello scalo di Ciampino con l’avvio operativo del nuovo scalo di Viterbo, con il relativo studio di impatto ambientale. Sarà altresì richiesto un adeguato approccio alla valorizzazione commerciale delle attività non aviation sia all’interno che all’esterno del sedime aeroportuale, nonché alle tematiche di definizione di un sistema di infrastrutture dei trasporti idoneo ad assecondare il flusso di traffico generato dalla realizzazione del nuovo scalo;
e) del piano economico-finanziario, per dare attendibilità al programma realizzativo delle opere, con la stima dei costi e la copertura degli interventi, individuando le risorse proprie e le eventuali fonti di finanziamento esterne;
f) del piano di adeguamento infrastrutturale dell’aeroporto di Ciampino, riconfigurando le attività con la modularità necessaria ad assicurare la coerenza temporale con l’attivazione e la messa a regime dello scalo di Viterbo;
per l’espletamento delle attività di tipo amministrativo, ENAC ed ADR avrebbero dovuto provvedere alle attività connesse allo svolgimento delle procedure preliminari per la concertazione con gli enti territoriali e locali ed alle successive procedure formali con i soggetti statali e territoriali ai fini del conseguimento delle autorizzazioni in materia urbanistico-ambientale nonché alle attività espropriative per le aree da acquisire;
l’ENAC avrebbe inoltre attivato la procedura prevista dall’articolo 8 del regolamento comunitario n. 2408/92 ai fini dell’inserimento di Viterbo nel sistema aeroportuale di Roma, oggi costituito dagli aeroporti di Fiumicino e di Ciampino;
il 19 maggio 2009, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul sistema aeroportuale italiano, in occasione dell’audizione presso la commissione trasporti della Camera dei deputati del presidente di Aeroporti di Roma – ADR veniva confermata la volontà di accelerare la costruzione dell’aeroporto di Viterbo. Nella stessa seduta il presidente dell’ADR nel denunciare la mancanza di un chiaro piano di integrazione tra i diversi scali nazionali e politiche di sviluppo certe segnalava la necessità di giungere quanto prima all’affidamento della concessione dello scalo viterbese al fine di poter programmare i collegamenti tra l’infrastruttura aeroportuale e il resto del sistema;
il decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, all’articolo 17, comma 34-bis, autorizza l’Enac a stipulare contratti di programma in deroga alla normativa vigente allo scopo di favorire investimenti infrastrutturali basati sull’utilizzo dei capitali di mercato del gestore rivolti ad aeroporti nazionali. La proposta, presentata dal sottoscritto in commissione bilancio e accolta dal Governo risponde all’esigenza di rafforzare la programmazione finanziaria e quella infrastrutturale;
nel corso dell’anno 2009 sono state assunte dal CIPE decisioni in materia di programmazione e di finanziamento di opere pubbliche strategiche di interesse nazionale. Con la delibera Cipe del 6 marzo 2009, il Governo ha reso disponibili circa 9 miliardi di euro di risorse pubbliche per la realizzazione di infrastrutture, portando a 11,25 miliardi l’importo dei finanziamenti disponibili;
con delibera Cipe del 26 giugno 2009 è stato approvato un programma denominato «Piano delle opere prioritarie» degli interventi da approvare e finanziare con le suddette risorse entro fine 2010. Nel piano non figurano né lo scalo aeroportuale di Viterbo, né la realizzazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie necessarie per potenziare il collegamento tra la città di Viterbo e Roma né le risorse per il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia;
su proposta del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Cipe in data 6 novembre 2009 ha preso atto del piano di prefattibilità del nuovo aeroporto di Viterbo;
la società Aeroporti di Roma ha recentemente avviato la procedura di pubblicazione del bando internazionale di gara per l’elaborazione di un masterplan per lo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino entro il 2044. Un piano complesso da 3,6 miliardi di euro di investimenti in 10 anni. Il piano prevede una estensione del sedime aeroportuale di ulteriori 1.300 ettari in aggiunta agli attuali 1.400. Lo scopo è quello di soddisfare la crescita del traffico che su Roma si prevede arrivi entro il 2020 a 55 milioni di passeggeri e a 90-100 milioni entro il 2044. Lo sviluppo dell’aeroporto prevede inoltre la realizzazione di nuovi terminali per una superficie di quasi 1.000.000 di metri quadrati, 5 piste di atterraggio e decollo. L’ENAC dovrebbe concedere il via libera ai piani di sviluppo presentati e a cui sono legati gli investimenti tariffari entro l’estate;
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti rispondendo ad un interrogazione parlamentare in merito alle problematiche relative all’aeroporto di Ciampino rilevava l’esigenza di decongestionare lo scalo di Ciampino afflitto da problematiche ambientali causate dall’incremento del traffico aereo passato dai 700 mila passeggeri dell’anno 2001 ai circa 5,5 milioni del 2007;
il 12 febbraio 2010 la conferenza dei servizi presso la regione Lazio ha istituito un gruppo di lavoro composto da regione, Adr, Arpa Lazio, Enac il quale dovrà entro 90 giorni individuare iniziative coerenti tese a risolvere definitivamente l’annoso problema dell’inquinamento acustico relativo all’aeroporto di Ciampino il quale registra da anni un impatto molto pesante sulla salute di migliaia di cittadini;
il documento conclusivo della Commissione trasporti della Camera dei deputati sul sistema aeroportuale italiano, approvato il 17 febbraio 2010, nel ribadire che la realizzazione di nuovi aeroporti deve essere subordinata a una valutazione attendibile della sostenibilità economica dell’aeroporto ha confermato l’orientamento di realizzare il terzo scalo aeroportuale laziale in considerazione dell’impossibilità di sviluppare l’aeroporto di Ciampino;
il 19 gennaio 2010 è stato inaugurato, alla presenza del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e del presidente dell’ENAC, il nuovo Terminal per l’aviazione generale dell’aeroporto di Roma Urbe. La nuova aerostazione passeggeri, realizzata interamente con fondi ENAC con un intervento dal valore di circa 800.000 euro, secondo quanto dichiarato dal presidente dell’ENAC «va ad interessare una porzione di traffico aereo complementare a quello sviluppato sugli aeroporti di Fiumicino e di Ciampino». Sempre secondo il presidente dell’ENAC il potenziamento dello scalo dell’Urbe «rappresenta un ulteriore tassello, moderno ed efficiente che contribuirà allo sviluppo del sistema aeroportuale del Lazio»;
premesso che:
la commissione ministeriale, istituita presso il Ministero dei trasporti nel mese di novembre 2007, dopo aver condotto una attenta analisi comparata dei siti aeroportuali proposti, con una propria relazione intitolata «Ampliamento del Sistema aeroportuale laziale» ha individuato nella città di Viterbo la sede per il terzo scalo aeroportuale laziale;
l’articolo 18 del decreto-legge n. 248 del 2007, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31 ha semplificato e reso operativo il trasferimento del traffico aereo da Ciampino a Viterbo. La disposizione presentata dal sottoscritto, modifica il comma 2 dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 96 del 2005 estendendo alle «delocalizzazioni funzionali» la deroga alla disciplina delle concessioni aeroportuali.
Deroga limitata secondo quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 96 del 2005 alle concessioni già rilasciate e a quelle il cui provvedimento di rilascio risulti in itinere. A tal riguardo occorre ricordare che l’articolo 3 del decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96 ha introdotto delle modifiche all’articolo 704 del codice di Navigazione. In particolare il procedimento di concessione è emanato, per un periodo massimo di durata di quaranta anni, su proposta dell’ENAC in seguito ad un procedimento di selezione effettuata tramite procedura di gara ad evidenza pubblica secondo la normativa comunitaria e non più attraverso generiche procedure concorrenziali;
il 31 gennaio 2008 veniva firmato presso la sede del Ministero dei trasporti, l’atto di intesa programmatica tra il Ministro dei trasporti e il presidente della regione Lazio il quale individuava Viterbo quale sede aeroportuale aperta al traffico civile commerciale;
le parti firmatarie si impegnavano, nell’ambito delle rispettive competenze, a promuovere le attività necessarie alla delocalizzazione del traffico aereo attualmente gravitante sull’aeroporto di Ciampino promuovendo procedure e attività idonee per realizzare nuove infrastrutture, nonché per il reperimento degli strumenti finanziari;
nella stessa occasione il Ministro dichiarava l’impegno ad avviare entro tempi certi la fase attuativa attraverso la convocazione, unitamente al presidente della regione Lazio, della conferenza dei servizi;
l’articolo 18 della legge n. 31 del 2008, ha formalizzato la possibilità di concedere direttamente ad Aeroporti di Roma la gestione del nuovo scalo;
il 10 settembre 2008 presso la direzione generale dell’ENAC, veniva firmato tra l’ENAC e la società ADR – Aeroporti di Roma, l’atto di intesa programmatica delle attività preparatorie per la concessione della gestione aeroportuale dell’aeroporto di Viterbo;
il protocollo, firmato dal presidente dell’ENAC, Vito Riggio, e dal presidente della società Aeroporti di Roma – ADR, definiva le fasi propedeutiche per la progettazione del nuovo aeroporto;
l’ENAC, su delega del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, si attivava in tal modo per favorire, secondo le proprie competenze e nel pieno rispetto della normativa comunitaria di riferimento, la più rapida realizzazione della delocalizzazione funzionale delle attività civili dallo scalo di Ciampino a quello di Viterbo;
il documento prevedeva l’impegno di ADR alla redazione:
a) di uno studio di pre-fattibilità tecnico-operativo per l’aeroporto di Viterbo che contempli gli aspetti aeronautici e di traffico, nonché la configurazione dei principali sottosistemi aeroportuali e definisca la consistenza del sedime aeroportuale;
b) di un rapporto ambientale preliminare sui possibili e significativi impatti della realizzazione, per l’avvio della consultazione di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e successive integrazioni e modifiche;
c) di uno studio sulla capacità ambientale per l’aeroporto di Ciampino, onde configurare un modello ridimensionato di traffico economicamente sostenibile, da adottare in forma vincolante per il futuro, che soddisfi le condizioni di compatibilità con il territorio;
d) del Master Plan aeroportuale, che contempli la contestualità del ridimensionamento dello scalo di Ciampino con l’avvio operativo del nuovo scalo di Viterbo, con il relativo studio di impatto ambientale. Sarà altresì richiesto un adeguato approccio alla valorizzazione commerciale delle attività non aviation sia all’interno che all’esterno del sedime aeroportuale, nonché alle tematiche di definizione di un sistema di infrastrutture dei trasporti idoneo ad assecondare il flusso di traffico generato dalla realizzazione del nuovo scalo;
e) del piano economico-finanziario, per dare attendibilità al programma realizzativo delle opere, con la stima dei costi e la copertura degli interventi, individuando le risorse proprie e le eventuali fonti di finanziamento esterne;
f) del piano di adeguamento infrastrutturale dell’aeroporto di Ciampino, riconfigurando le attività con la modularità necessaria ad assicurare la coerenza temporale con l’attivazione e la messa a regime dello scalo di Viterbo;
per l’espletamento delle attività di tipo amministrativo, ENAC ed ADR avrebbero dovuto provvedere alle attività connesse allo svolgimento delle procedure preliminari per la concertazione con gli enti territoriali e locali ed alle successive procedure formali con i soggetti statali e territoriali ai fini del conseguimento delle autorizzazioni in materia urbanistico-ambientale nonché alle attività espropriative per le aree da acquisire;
l’ENAC avrebbe inoltre attivato la procedura prevista dall’articolo 8 del regolamento comunitario n. 2408/92 ai fini dell’inserimento di Viterbo nel sistema aeroportuale di Roma, oggi costituito dagli aeroporti di Fiumicino e di Ciampino;
il 19 maggio 2009, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul sistema aeroportuale italiano, in occasione dell’audizione presso la commissione trasporti della Camera dei deputati del presidente di Aeroporti di Roma – ADR veniva confermata la volontà di accelerare la costruzione dell’aeroporto di Viterbo. Nella stessa seduta il presidente dell’ADR nel denunciare la mancanza di un chiaro piano di integrazione tra i diversi scali nazionali e politiche di sviluppo certe segnalava la necessità di giungere quanto prima all’affidamento della concessione dello scalo viterbese al fine di poter programmare i collegamenti tra l’infrastruttura aeroportuale e il resto del sistema;
il decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, all’articolo 17, comma 34-bis, autorizza l’Enac a stipulare contratti di programma in deroga alla normativa vigente allo scopo di favorire investimenti infrastrutturali basati sull’utilizzo dei capitali di mercato del gestore rivolti ad aeroporti nazionali. La proposta, presentata dal sottoscritto in commissione bilancio e accolta dal Governo risponde all’esigenza di rafforzare la programmazione finanziaria e quella infrastrutturale;
nel corso dell’anno 2009 sono state assunte dal CIPE decisioni in materia di programmazione e di finanziamento di opere pubbliche strategiche di interesse nazionale. Con la delibera Cipe del 6 marzo 2009, il Governo ha reso disponibili circa 9 miliardi di euro di risorse pubbliche per la realizzazione di infrastrutture, portando a 11,25 miliardi l’importo dei finanziamenti disponibili;
con delibera Cipe del 26 giugno 2009 è stato approvato un programma denominato «Piano delle opere prioritarie» degli interventi da approvare e finanziare con le suddette risorse entro fine 2010. Nel piano non figurano né lo scalo aeroportuale di Viterbo, né la realizzazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie necessarie per potenziare il collegamento tra la città di Viterbo e Roma né le risorse per il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia;
su proposta del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Cipe in data 6 novembre 2009 ha preso atto del piano di prefattibilità del nuovo aeroporto di Viterbo;
la società Aeroporti di Roma ha recentemente avviato la procedura di pubblicazione del bando internazionale di gara per l’elaborazione di un masterplan per lo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino entro il 2044. Un piano complesso da 3,6 miliardi di euro di investimenti in 10 anni. Il piano prevede una estensione del sedime aeroportuale di ulteriori 1.300 ettari in aggiunta agli attuali 1.400. Lo scopo è quello di soddisfare la crescita del traffico che su Roma si prevede arrivi entro il 2020 a 55 milioni di passeggeri e a 90-100 milioni entro il 2044. Lo sviluppo dell’aeroporto prevede inoltre la realizzazione di nuovi terminali per una superficie di quasi 1.000.000 di metri quadrati, 5 piste di atterraggio e decollo. L’ENAC dovrebbe concedere il via libera ai piani di sviluppo presentati e a cui sono legati gli investimenti tariffari entro l’estate;
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti rispondendo ad un interrogazione parlamentare in merito alle problematiche relative all’aeroporto di Ciampino rilevava l’esigenza di decongestionare lo scalo di Ciampino afflitto da problematiche ambientali causate dall’incremento del traffico aereo passato dai 700 mila passeggeri dell’anno 2001 ai circa 5,5 milioni del 2007;
il 12 febbraio 2010 la conferenza dei servizi presso la regione Lazio ha istituito un gruppo di lavoro composto da regione, Adr, Arpa Lazio, Enac il quale dovrà entro 90 giorni individuare iniziative coerenti tese a risolvere definitivamente l’annoso problema dell’inquinamento acustico relativo all’aeroporto di Ciampino il quale registra da anni un impatto molto pesante sulla salute di migliaia di cittadini;
il documento conclusivo della Commissione trasporti della Camera dei deputati sul sistema aeroportuale italiano, approvato il 17 febbraio 2010, nel ribadire che la realizzazione di nuovi aeroporti deve essere subordinata a una valutazione attendibile della sostenibilità economica dell’aeroporto ha confermato l’orientamento di realizzare il terzo scalo aeroportuale laziale in considerazione dell’impossibilità di sviluppare l’aeroporto di Ciampino;
il 19 gennaio 2010 è stato inaugurato, alla presenza del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e del presidente dell’ENAC, il nuovo Terminal per l’aviazione generale dell’aeroporto di Roma Urbe. La nuova aerostazione passeggeri, realizzata interamente con fondi ENAC con un intervento dal valore di circa 800.000 euro, secondo quanto dichiarato dal presidente dell’ENAC «va ad interessare una porzione di traffico aereo complementare a quello sviluppato sugli aeroporti di Fiumicino e di Ciampino». Sempre secondo il presidente dell’ENAC il potenziamento dello scalo dell’Urbe «rappresenta un ulteriore tassello, moderno ed efficiente che contribuirà allo sviluppo del sistema aeroportuale del Lazio»;
ad oggi, marzo 2010, non è dato conoscere quali siano l’orientamento, le deliberazioni della società Aeroporti di Roma e gli stanziamenti per la realizzazione dello scalo aeroportuale viterbese e gli interventi di sostegno dell’ENAC -:
quali iniziative intenda assumere per superare la situazione di stallo nella realizzazione dell’aeroporto di Viterbo ed in particolare quali iniziative, definendo tempi e modalità di esecuzione puntuali, intenda porre in essere per favorire l’accessibilità stradale e ferroviaria allo stesso scalo aeroportuale.
quali iniziative intenda assumere per superare la situazione di stallo nella realizzazione dell’aeroporto di Viterbo ed in particolare quali iniziative, definendo tempi e modalità di esecuzione puntuali, intenda porre in essere per favorire l’accessibilità stradale e ferroviaria allo stesso scalo aeroportuale.









