Domani, lunedì 19 alle ore 11, Catiuscia Marini uscita vincente dalla consultazione elettorale del 28 e 29 marzo, si insedierà come Presidente della Regione Umbria, a palazzo Donini, a Perugia.
Per il passaggio del testimone e ad accogliere Catiuscia Marini ci sarà la presidente uscente, Maria Rita Lorenzetti.
Si dovrà invece aspettare la fine del mese per avere la definizione della Giunta che dovrà guidare la regione per i prossimi cinque anni.
Intanto, "Città in rete in terra d’Umbria: i giovani cambiano la città", l’evento organizzato dai Focolarini, movimento cristiano legato all’applicazione del Vangelo alla vita quotidiana, ha ospitato nel pomeriggio di ieri una delle primissime uscite pubbliche della nuova presidente della Regione dell’Umbria, a Massa Martana, che ha ascoltato con attenzione le proposte per i giovani avanzate dall’associazione Città per la Fraternità e del Movimento politico per l’unità, ispirate al messaggio della fondatrice Chiara Lubich.
Rivolta alla platea dei Focolarini del centro della Comunità di Massa Martana, la neo presidente della Regione Umbria, chiarito il suo modo “più ampio” di intendere la politica, prendendo spunto da una domanda di una giornalista che lamentava la scarsa partecipazione dei giovani alla vita politica del Paese, in riferimento anche alla minore presenza giovanile proprio alle recenti elezioni amministrative.
«La politica più vasta a cui io guardo con interesse», ha detto Marini, «è quella dell’impegno sociale sui grandi temi che riguardano le comunità locali. La politica non è solo quella riconducibile ai partiti e alle Istituzioni. Il protagonismo politico di una parte delle giovani generazioni è un protagonismo che è concentrato su temi ambientali, sociali e della solidarietà, mosso da valori e ideali di diverso orientamento, con spinte che possono essere religiose, di etica civile e di responsabilità collettiva e comunitaria.
La politica e le Istituzioni», ha indicato Marini, «devono dunque occuparsi di costruire più concretamente l’autonomia delle giovani generazioni, fondata su veri percorsi educativi e formativi, su reali possibilità di vita e di lavoro e su vari tipi di servizi fondamentali quali, ad esempio, una nuova politica della casa e un’efficiente rete di protezione sociale”.
«La politica più vasta a cui io guardo con interesse», ha detto Marini, «è quella dell’impegno sociale sui grandi temi che riguardano le comunità locali. La politica non è solo quella riconducibile ai partiti e alle Istituzioni. Il protagonismo politico di una parte delle giovani generazioni è un protagonismo che è concentrato su temi ambientali, sociali e della solidarietà, mosso da valori e ideali di diverso orientamento, con spinte che possono essere religiose, di etica civile e di responsabilità collettiva e comunitaria.
La politica e le Istituzioni», ha indicato Marini, «devono dunque occuparsi di costruire più concretamente l’autonomia delle giovani generazioni, fondata su veri percorsi educativi e formativi, su reali possibilità di vita e di lavoro e su vari tipi di servizi fondamentali quali, ad esempio, una nuova politica della casa e un’efficiente rete di protezione sociale”.











