Alla sede di Parigi il malumore è crescente per la mancata ratifica dell'accordo 2007, nonostante che l'Italia prometta di pagare il dovuto fino al 2012, e stanno prendendo in considerazioni altre nazioni che darebbero quelle certezze immediate di continuità nel futuro, che il Parlamento italiano tarda a concedere
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La permanenza a Perugia e in Italia del segretariato del progetto WWAP, che rischiava di saltare a causa della mancata ratifica entro il 2009 del protocollo di intesa siglato a Roma nel 2007 tra Governo, Unesco e Regione Umbria, sembrava del tutto scongiurata, dopo l’annuncio che il Governo italiano sta comunque procedendo a stanziare le somme necessarie per continuare l’attività presso la sede di Colombella fino al 2012.
Ma il prof. Lucio Ubertini, ordinario di costruzioni idrauliche alla Sapienza Università di Roma ed esperto di risorse idriche di fama internazionale, promotore di un appello al Governo per il salvataggio del centro, aveva avvertito che “ la ratifica è fondamentale.”
E tale convincimento ha ribadito in un colloquio con il tamtam.it, che lo ha raggiunto telefonicamente prima che lo stesso professore si avviasse, per perorare con passione la causa, negli studi di Rai News 24.

Ubertini aveva già ammonito che "Solo con un atto che renda stabile l’impegno dell’Italia a sostegno del programma infatti si possono programmare le attività nel migliore dei modi
. Quando ci relazioniamo con l’estero è difficile da spiegare la nostra situazione, nonostante l’impegno del Governo a sostenere il programma fino al 2012, infatti, quando ci si confronta in un contesto internazionale la situazione appare comunque precaria”
E di questa precarietà della situazione potrebbero approfittare altre nazioni, alla luce del desiderio dell’Unesco, un’organizzazione Onu che, per la sua dimensione ed i suoi vincoli giuridici, ha bisogno di certezze burocratiche.
Altre nazioni, di cui già si fa il nome,  vorrebbero infilarsi nelle crepe di quella che all’estero sembra una non incrollabile volontà politica dell’Italia, visto che nel Memorandum of Understanding, siglato in data 21 novembre 2007 tra i Ministri pro tempore degli affari esteri e dell’ambiente e il direttore generale dell’UNESCO, una volta soddisfatti gli impegni finanziari derivanti per il periodo 2007-2009 dalla stipula del Funds-in-Trust Agreement, il contributo delle successive annualità viene condizionato alla ratifica del medesimo Memorandum.

E’ passata tanta acqua sotto i ponti sulla Senna da quel 2007 ed alla sede Unesco di Parigi stanno perdendo la pazienza e c’è da capirli se sono irritati dalla mancanza di certezze dopo due anni e mezzo.
Non solo è in generale difficile spiegare all’estero le bizzarrie ed i ritardi della politica italiana, ma una organizzazione come l’Unesco ha necessità di programmare il futuro con largo anticipo e non può tenere in sospeso a tempo indefinito questioni così importanti.
E dover continuamente, come si legge negli atti della Camera, far fronte ad una situazione in cui “l’erogazione dei fondi da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è stata discontinua nel triennio 2007-2009, il che ha comportato l’obbligo di prendere misure d’emergenza da parte del direttore generale dell’UNESCO per assicurare la continuità delle attività in corso del WWAP”.

Quindi in base al principio “fidarsi e bene ma non fidarsi è meglio” all’Unesco starebbero già pensando di dare un taglio alle telenovele italiane ed orientarsi su altri lidi.
Eppure rispondendo all’interrogazione a risposta immediata, del 24 febbraio di quest’anno, presentata dagli on. Bocci, Corsini ed altri,  il sottosegretario Stefania Gabriella Anastasia CRAXI aveva fatto presente che “ sin dai primi mesi del 2009, il Ministero ha preso parte al processo di ratifica, comunicando il proprio nulla osta da un punto di vista tecnico-normativo” .
Ma non solo, nella seduta n. 309 del 20/4/2010  la terza commissione della Camera dei Deputati, aveva approvato la risoluzione «Pianetta, Tortoli, Realacci, Luciano Rossi, Girlanda, Bonciani, Renato Farina, Picchi, Migliori, Boniver», con la quale, premesso che “ad oggi la ratifica del MoU non è ancora stata effettuata nonostante sia stata annunciata dal Ministro Frattini nel dicembre 2009, impegna il Governo ad attivarsi ad assumere tutte le iniziative necessarie e urgenti per risolvere la situazione e onorare gli impegni contratti dall’Italia con l’UNESCO, evitando la chiusura della sede di Perugia con il conseguente blocco delle attività del WWAP, che danneggerebbe l’immagine dell’Italia nei confronti dell’UNESCO e dell’ONU ed avrebbe pesanti ricadute negative a livello regionale.”

Paradossalmente, ma non troppo ragionando in termini burocratici, l’annuncio di garantire un finanziamento fino al 2012 potrebbe essere stato interpretato a Parigi come l’indicazione che la ratifica dell’accordo slitterà fino a quella data.
Cosa poco comprensibile, visto che l’intesa politica è bipartisan e che definire da subito la calendarizzazione, in una delle due Camere parlamentari, dell’esame della proposta di legge già istruita dal Ministero dell’Ambiente, potrebbe avvenire in pochi giorni, se giungesse l’input da parte della Presidenza del Consiglio e se non ci sarà qualcuno intenzionato a "ciurlare nel manico".

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