Poco dopo le 1.30 della notte tra sabato e domenica nel “Bronx” notturno perugino compreso tra piazza IV Novembre e piazza Danti, dei giovani magrebini, che l’Ugl Polizia ha ipotizzato fossrero spacciatori, si sono affrontati con lame e bottiglie.
Uno dei contendenti ha subito una coltellata all’addome ed una al viso rimediata prima di riuscire a riparare dentro il corpo di guardia della polizia municipale in corso Vannucci. Pochi metri, dalle scalette del Duomo, tra centinaia di persone che hanno ondeggiato e poi hanno ripiegato di corsa verso il Turreno spaventati dalla rissa.
L’episodio, come accennato, ha subito stimolato i commenti e le proteste del sindacato Ugl di Polizia che ribadisce “l’invivibilità che connota da diverso tempo, troppo tempo, una delle acropoli più belle e invidiate al mondo, il centro storico delle città di Perugia.”
Il sindacato ha anche riferito di un altro episodio: “la sera del 29 aprile scorso un gruppo di balordi criminali ha aggredito e malmenato un inerme cittadino perugino reo solo di aver chiesto “al branco selvaggio” di spostarsi dalle scalinate del suo esercizio pubblico per provvedere alla doverosa chiusura imposta da norme e regolamenti legittimamente emanati. La notizia è passata “in cavalleria””
Gli episodi fanno ritenere all’Ugl che questi siano stati il frutto di un clima non troppo rispettosso delle regole di civilità, facendo un parallelo tra le organizzazioni che spacciano nel centro perugino e i gruppi che nello stesso luogo fanno eccessiva “caciara”.
Riferendosi all’accoltellamento, il sindacato, infatti, afferma “Non possiamo escludere che l’episodio sia maturato in ambienti avulsi dalla legalità, ma è indubbio che l’illegalità “sguazza e si diffonde come un cancro” in un retroterra che abiura la legalità e la civiltà.”
Uno dei contendenti ha subito una coltellata all’addome ed una al viso rimediata prima di riuscire a riparare dentro il corpo di guardia della polizia municipale in corso Vannucci. Pochi metri, dalle scalette del Duomo, tra centinaia di persone che hanno ondeggiato e poi hanno ripiegato di corsa verso il Turreno spaventati dalla rissa.
L’episodio, come accennato, ha subito stimolato i commenti e le proteste del sindacato Ugl di Polizia che ribadisce “l’invivibilità che connota da diverso tempo, troppo tempo, una delle acropoli più belle e invidiate al mondo, il centro storico delle città di Perugia.”
Il sindacato ha anche riferito di un altro episodio: “la sera del 29 aprile scorso un gruppo di balordi criminali ha aggredito e malmenato un inerme cittadino perugino reo solo di aver chiesto “al branco selvaggio” di spostarsi dalle scalinate del suo esercizio pubblico per provvedere alla doverosa chiusura imposta da norme e regolamenti legittimamente emanati. La notizia è passata “in cavalleria””
Gli episodi fanno ritenere all’Ugl che questi siano stati il frutto di un clima non troppo rispettosso delle regole di civilità, facendo un parallelo tra le organizzazioni che spacciano nel centro perugino e i gruppi che nello stesso luogo fanno eccessiva “caciara”.
Riferendosi all’accoltellamento, il sindacato, infatti, afferma “Non possiamo escludere che l’episodio sia maturato in ambienti avulsi dalla legalità, ma è indubbio che l’illegalità “sguazza e si diffonde come un cancro” in un retroterra che abiura la legalità e la civiltà.”
L’U.G.L. Polizia di Stato se la prende poi con gli “Enti/Organi in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica,” che a suo dire avrebbe preso delle “misure minime, a dir poco l’inizio di una seria politica per la prevenzione e la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Diamo atto al Sindaco, al Presidente della Provincia e al Questore di Perugia delle sinergie che hanno messo in campo (comunque poca cosa), siamo invece estremamente meravigliati per il totale silenzio del Prefetto di Perugia e del Presidente della Regione Umbria che, secondo questa O.S., dovrebbero assumersi l’onere di farsi portatori in primis di tali problematiche e promotori di misure/proposte adeguate a porvi rimedio.”
Ed, inoltre, “Dissentiamo dai rappresentanti delle istituzioni locali o associazioni che si dichiarano contrari all’impiego del Reparto Mobile, motivando pretestuosamente tale legittima scelta, come una militarizzazione della città. Ebbene, sono contrari a tali misure, ma accettano in silenzio che bande di criminali continuino a controllare parti importanti della città.”
L’U.G.L. Polizia di Stato ed altre Organizzazioni Sindacali di categoria si incontreranno nei prossimi giorni per elaborare possibili iniziative di proteste per sollecitare l’attenzione delle Istituzioni Centrali della P.S.
Diamo atto al Sindaco, al Presidente della Provincia e al Questore di Perugia delle sinergie che hanno messo in campo (comunque poca cosa), siamo invece estremamente meravigliati per il totale silenzio del Prefetto di Perugia e del Presidente della Regione Umbria che, secondo questa O.S., dovrebbero assumersi l’onere di farsi portatori in primis di tali problematiche e promotori di misure/proposte adeguate a porvi rimedio.”
Ed, inoltre, “Dissentiamo dai rappresentanti delle istituzioni locali o associazioni che si dichiarano contrari all’impiego del Reparto Mobile, motivando pretestuosamente tale legittima scelta, come una militarizzazione della città. Ebbene, sono contrari a tali misure, ma accettano in silenzio che bande di criminali continuino a controllare parti importanti della città.”
L’U.G.L. Polizia di Stato ed altre Organizzazioni Sindacali di categoria si incontreranno nei prossimi giorni per elaborare possibili iniziative di proteste per sollecitare l’attenzione delle Istituzioni Centrali della P.S.







