La commissione tecnica, priva di esponenti dell'opposizione, ha ricevuto dagli allevatori le prime ipotesi per la soluzione della problematica, che rimane urgente vista anche la conferma del sequestro dei laghetti di Papiano ed Olmeto da parte del Tribunale della libertà di Perugia
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A Marsciano la commissione tecnica che nei giorni scorsi è  stata insediata per cercare di trovare una soluzione condivisa al problema dello smaltimento  dei liquami
provenienti dagli allevamenti dalla zona a nord del Comune si trova di fronte al primo ostacolo, proprio mentre il sequestro dei laghetti di Olemto e Papiano sembra destinato a continuare visto che il Tribunale della libertà ha respinto l’istanza di dissequestro dell’ amministrazione comunale.
La minoranza consiliare, infatti, ha deciso di non partecipare alla commissione
, nell’intento evidente di avere le “mani libere” sulla vicenda, i cui risvolti ben si prestano a polemiche e contestazioni per il passato e che non mancheranno di trovare qualcuno non soddisfatto delle eventuali soluzioni.
Della Commissione quindi faranno solo parte: il Sindaco Todini ed il Vice Sindaco, con delega all’ambiente, Lipparoni e cinque tecnici di nominana regionale (2) della Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia (1) e di agenzie che operano a livello internazionale (2).
Compito della Commissione sarà valutare i progetti, per lo smaltimento dei reflui, che presenteranno gli allevatori interessati i quali si dovranno assumere tutti i costi, sia per la realizzazione degli impianti, sia per la gestione sia per l’eventuale smantellamento del vecchio impianto.
Solo il capogruppo di Alternativa per Marsciano, Bartoccioni, ha assistito ai lavori della prima seduta della commissione che ha incontrato anche la delegazione degli allevatori che ha presentato due ipotesi di progetto, da concretizzare entro il termine del 3 ottobre quando il Comune dovrà chiarire alla Regione la sorte dell’impianto di Olmeto.
 

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