La sanità umbra sarebbe ancora al palo per ciò che riguarda l’utilizzo della pillola RU486.
Si sarebbero presi contatti con il distributore del farmaco e niente più. Stessa situazione nelle Marche, mentre in Abruzzo e Molise sono partiti i primi ordini.
Nel Lazio invece, tutto ancora tace come al resto d’Italia, tutta al sud, meno la Puglia
Singolarmente tra le più leste le Regioni Piemonte e Veneto, quelle cioè dove i neo governatori si sono schierati contro.
La regione con maggiori ordini è la Toscana dove la pillola si distribuiva già da tempo comprandola all’estero.
Poi viene la Lombardia seguita da Emilia Romagna e Puglia.
Intanto la battaglia sulla permanenza in ospedale dopo l’utilizzo della pillola abortiva si dimostra per quello che è, una battaglia ideologica soprattutto per porre ostacoli all’utilizzo ed in cui le esigenze sanitarie sono passate in secondo piano o comunque non sono state percepite perchè soffocate, come è accaduto, da altri “strilli”.
Le donne hanno fatto un ragionamento semplice semplice: se abortendo chirurgicamente si può uscire dall’ospedale quasi subito, perché con la pillola dovrei aspettare? E, firmando la cartella clinica, si sono subito autodimesse.
- Redazione
- 9 Maggio 2010









