Una scoperta tedesca, sui topi, apre nuove prospettive per fronteggiare la perdita di memoria
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Se per gli americani non c’è prova scientifica che l’attività fisica e mentale previene Alzheimer, in Germania la pensano diversamente almeno per i topi e per la possibilità di rigenerare le cellule cerebrali  colpite dal morbo.
Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Immunobiologia Max Planck Institute di Friburgo (Germania) in uno studio pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell ha dimostrato che l’attivita’ fisica contribuisce a proteggere la memoria innescando la rigenerazione delle cellule cerebrali che si perdono con l’eta’, a causa di lesioni o per il morbo d’Alzheimer.
La scoperta potrebbe portare a nuovi modi per affrontare la perdita di memoria provocata da diverse cause.
Prima si pensava che dalla nascita in poi le cellule cerebrali morte non potevano essere sostituite. Ora, invece, sarebbe accertato che almeno alcune cellule nervose possono essere rigenerate nell’ippocampo, la regione del cervello che svolge un ruolo chiave nell’apprendimento e nella memoria.
Tuttavia, una gran parte delle cellule staminali che danno origine a nuovi neuroni restano dormienti negli adulti. La nuova ricerca, condotta sui topi, dimostra come queste cellule possono essere "risvegliate" in seguito ad attivita’ fisica o ad attacchi epilettici. Gli scienziati tedeschi hanno scoperto che i topi fisicamente attivi sviluppano i neuroni nell’ippocampo in piu’ rispetto agli animali inattivi. Anche l’attivita’ cerebrale anormale, come quella che si verifica durante le crisi epilettiche, e’ risultata in grado di innescare la generazione dei neuroni.
Nei topi le cellule staminali neuronali non scompaiono con l’eta’, ma sono tenute in riserva, . Un modello simile di cellule staminali attive e inattive probabilmente vale anche per il cervello umano, secondo gli scienziati. E’ quindi probabile che le cellule staminali dormienti potrebbero essere riattivate negli esseri umani allo stesso modo dei topi.

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