In Ialia il 49% dell'energia prodotta se ne va per riscaldare o raffreddare
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Nel nostro paese il 49% del totale di energia va per gli usi termici, il 31% per i trasporti e solo il 20% per produrre elettricità.
Questa proporzione dovrebbe essere rispettata anche negli impegni volti alla riduzione dell emissioni di Co2, ma si ha l’impressione che l’utilizzazione del solare termico sia un po’ negletta rispetta a quella per elettricità.
Al convegno sul solare termico alla Solarexpo di Verona si è raccomandato di uscire dalla visione “elettrocentrica” delle rinnovabili, per raggiungere l’obiettivo 2020 Ue con meno costi e più vantaggi.
Quasi metà dell’energia usata nel nostro paese se ne va in calore e raffrescamento: le rinnovabili termiche possono fare molto perché il nostro paese raggiunga quel 17% sugli usi finali per il quale ci siamo impegnati con l’Europa.
Da uno studio dell’Osservatorio sull’Energia ‘Mario Silvestri’ del Politecnico di Milano risulta che: il rapporto costi/benefici di uno scenario in cui si incentivino le sole rinnovabili elettriche è di 30 miliardi di euro per ogni milione di tonnellate di petrolio equivalente al 2020; quello di uno scenario in cui si distribuiscano gli aiuti razionalizzandoli per il settore elettrico ed allargandoli alle rinnovabili termiche di soli 7,9 mld€/Mtep al 2020.
“La convenienza dello scenario alternativo è di circa 4 a 1, con un risparmio per la collettività del 74% per Mtep finale prodotto!”

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