Ma sulla norma inserita nel disegno di legge in discussione in Parlamento è già polemica tra Cgil e Ministro Calderoli
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Per il ministro Calderoli significa eliminare oneri burocratici inutili, costosi e dai quali non discendono vantaggi di sorta per i cittadini, per la CGIl è invece un allentamento dell’azione di tutela del lavoro.
L’articolo 7 del DDL, in discussione in Parlamento, prevede che il datore di lavoro debba provvedere alla denuncia di infortunio all’autorità di pubblica sicurezza laddove da esso derivi una inabilità superiore non più a tre, ma a quindici giorni.
Per infortuni di minore entità persiste comunque l’obbligo di denuncia all’INAIL, ente preposto ad eseguire la segnalazione all’autorità di pubblica sicurezza.
Così, secondo Calderoli, «si riducono i costi per le imprese, eliminando un adempimento che configura un inutile appesantimento burocratico senza alcun pregiudizio per i lavoratori». Invece, l’obbligo di intervento d’ufficio dell’Autorità giudiziaria sussiste soltanto a fronte di infortuni sul lavoro dai quali derivi una inabilità superiore ai 40 giorni.
Da chiarire che la norma non elimina l’obbligo di denuncia del datore di lavoro all’INAIL da compiersi se l’infortunio comporta una inabilità di almeno tre giorni, nè quello dei medici all’autorità di pubblica sicurezza, e ciò in relazione ad infortuni anche di lievissima entità».

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