"La nuova manovra economica del Governo è una tegola pesantissima con cui anche il Comune di Marsciano dovrà fare i conti. Dal taglio dei trasferimenti previsto per gli anni prossimi abbiamo calcolato oltre 450.000 € in meno per il 2011 e circa 650.000 € per il 2012. Oltre a questo, già di per sé pesantissimo, sembrano “spariti” i cosiddetti fondi FAS che il Governo, attraverso la Regione, avrebbe dovuto inviarci per l’attuazione del PUC di Marsciano e per il cofinanziamento di altre opere pubbliche. E non è dato sapere se e quando questi fondi saranno di nuovo disponibili. Siamo di fronte ad una logica di tagli indifferenziati e strutturalmente “stupidi” in quanto non fanno differenze tra situazioni molto diverse tra loro. Il Comune di Marsciano, per esempio, ha una spesa strutturalmente più bassa della media dei comuni umbri e italiani per quanto riguarda il personale. Mentre la media italiana di dipendenti comunali è di uno ogni 156 abitanti, a Marsciano ne abbiamo uno ogni 270. Ciononostante siamo soggetti agli stessi tagli e vincoli di spesa e di investimento di Enti meno virtuosi del nostro. Ritengo questa una ingiustizia insopportabile verso una comunità che ha già da tempo intrapreso la strada di una pubblica amministrazione più snella per avere maggiori risorse da destinare allo sviluppo locale in termini di spesa e servizi.
Il Comune di Marsciano, grazie alle iniziative intraprese dall’Amministrazione comunale sulle energie rinnovabili, alla concessione della licenza della nuova farmacia comunale e ad una serie di alienazioni da portare a termine riguardanti il patrimonio non più strategico ai fini dei nostri servizi, potrà attutire i colpi di una manovra iniqua e ingiusta anche sul piano sociale oltre che su quello istituzionale. Queste scelte ci consentiranno comunque, pur con la necessità di inevitabili rimodulazioni e qualche slittamento, di realizzare quanto programmato sul piano delle opere pubbliche e su quello del miglioramento della qualità dei servizi. Ma resta la nostra contrarietà verso una manovra fatta ancora di tagli agli Enti locali ed alla scuola e di sacrifici rivolti al lavoro dipendente ed ai redditi medi e medio bassi. Tutto ciò senza neanche favorire gli investimenti privati e pubblici. Per questi ultimi, anzi, rimangono i vincoli di spesa anche oltre le reali capacità economiche e finanziarie dell’Ente. Una scelta che rende questa manovra depressiva anche dal punto di vista della possibilità di sostenere la debolissima ripresa economica in atto, grazie agli investimenti piccoli e grandi del Comune che potrebbero contribuire a far girare l’economia locale.
Questo quadro è reso ancora più allarmante dalla incertezza sui fondi per la ricostruzione post terremoto. Anche su questa nostra ferita non riusciamo ad avere certezze per il futuro e il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile sembra non prendere la questione con la serietà che essa merita. Torno a chiedere che il Dipartimento chieda ufficialmente al Ministero dell’Economia (unico centro di governo che oggi sembra in grado di decidere qualcosa) di mettere a disposizione le somme necessarie".
Alfio Todini, sindaco di Marsciano









