La manovra economica del Governo allarma le Regioni e nei giorni scorsi anche Catiuscia Marini ha fatto sentire le sue proteste.
Ma in Umbria, secondo le intenzioni della neo governatrice, il trauma potrebbe costituire la molla per mettere in modo una sfida in grado di migliorare l’efficienza delle strutture pubbliche e private.
La nostra Regione avrebbe ancora spazi anche se in alcuni, vedi Sanità, l’efficienza ha raggiunto il top rispetto alla maggior parte del paese.
Ma gli umbri sono una popolazione incontentabile e sicuramente si daranno da fare ancora di più sotto i pungoli
Le regioni che si ritengono immuni da vizi, (finchè non si scopre, commentano di solito gli umbri, piuttosto scettici sui miti) e prime della classe non demordono, invece.
E quello che protesta di più è proprio il Presidente di Regione più amato dal Presidente del Consiglio, il lombardo Roberto Formigoni che ha tuonato: ”Se la manovra non cambia saremo costretti a tagliare i servizi o ad aumentare le tasse, cioe’ a mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
E’ il contrario della politica che il centrodestra sostiene”.
”Gli sprechi sono a Roma, non nelle regioni virtuose” aggiunge il presidente della regione, secondo cui bisognerebbe ”dividere i tagli per i quattro comparti pubblici: ministeri, Regioni, Province e Comuni. Una modifica elementare che renderebbe la manovra sopportabile”.
- Redazione
- 15 Giugno 2010











