Due strategie opposte in materia sanitaria sono destinate a confrontarsi a breve, partendo dalla situazione dell’Ospedale di Orvieto.
Quella di quanti privilegiano ed in qualche modo enfatizzano l’assistenza territoriale e quanti puntano sull’assistenza ospedaliera, con appartenenti a questa area portati ad enfatizzare il loro operato.
Due utenze spesso diverse per questi servizi e necessità diverse tra le quali non è facile scegliere se i mezzi sono pochi e non razionalmente impiegati.
Ed in più una politica che, se per la Provincia di Perugia è “grifocentrica” oltre ogni ragionevole opportunità perchè deve salvaguardare una situazione di bilancio, resa precaria da un carico di costi di personale elevato, è di riflesso volta a privilegiare l’ospedale ternano anche per motivi geo politici.
In una interrogazione il consigliere Fausto Galanello (Pd) lamentava il depotenziamento ed il degrado progressivo di alcuni servizi ospedalieri dell’Orvietano, anche per effetto di tagli di organici e di servizi, e suggeriva l’apertura di una verifica sugli effetti della riforma del sistema sanitario regionale varata nel 1998, con particolare attenzione alla situazione creatasi nella Asl 4.
L’assessore Vincenzo Riommi è stato netto: “ il problema posto dal consigliere Galanello è di altissimo rilievo, perché sia per Orvieto dove la Regione ha fatto grandi investimenti strategici, sia per l’intera sanità regionale ed in particolare la Asl n 4, è ormai necessario arrivare ad un confronto istituzionale forte ed adeguato”.
Quella di quanti privilegiano ed in qualche modo enfatizzano l’assistenza territoriale e quanti puntano sull’assistenza ospedaliera, con appartenenti a questa area portati ad enfatizzare il loro operato.
Due utenze spesso diverse per questi servizi e necessità diverse tra le quali non è facile scegliere se i mezzi sono pochi e non razionalmente impiegati.
Ed in più una politica che, se per la Provincia di Perugia è “grifocentrica” oltre ogni ragionevole opportunità perchè deve salvaguardare una situazione di bilancio, resa precaria da un carico di costi di personale elevato, è di riflesso volta a privilegiare l’ospedale ternano anche per motivi geo politici.
In una interrogazione il consigliere Fausto Galanello (Pd) lamentava il depotenziamento ed il degrado progressivo di alcuni servizi ospedalieri dell’Orvietano, anche per effetto di tagli di organici e di servizi, e suggeriva l’apertura di una verifica sugli effetti della riforma del sistema sanitario regionale varata nel 1998, con particolare attenzione alla situazione creatasi nella Asl 4.
L’assessore Vincenzo Riommi è stato netto: “ il problema posto dal consigliere Galanello è di altissimo rilievo, perché sia per Orvieto dove la Regione ha fatto grandi investimenti strategici, sia per l’intera sanità regionale ed in particolare la Asl n 4, è ormai necessario arrivare ad un confronto istituzionale forte ed adeguato”.
Mutatis mutandis si potrebbe interpretare il pensiero dell’assessore regionale così: “non ho speso tanto ad Orvieto per farlo diventare una infermeria” e sempre mutatis mutandis “ ciò che vale per Orvieto vale per Pantalla ecc..”













