Il consigliere regionale tuderte, quale presidente della commissione regionale, è stato decisivo per far passare la proposta della Giunta regionale dopo un voto in perfetta parità
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La terza commissione consiliare di Palazzo Cesaroni, presieduta da Massimo Buconi, sembra sia riuscita ad uscire dal “pantano” costituito dalle innumerevoli diverse visioni che girano in Umbria sul Calendario Venatorio.
Ma il modo in cui l’ha fatto non mancherà di suscitare polemiche.
Il provvedimento, che la Giunta dovrebbe varare, ha avuto una votazione pari (cinque a favore e cinque contro) ma è passato per il peso doppio che la legge attribuisce al voto del presidente della commissione.

Hanno difeso l’atto il presidente Massimo Buconi che, parlando a nome dei Socialisti riformisti, ha comunque caldeggiato il varo per il prossimo anno di una legge specifica sul Calendario e il potenziamento dell’ufficio caccia della Regione dal punto di vista tecnico normativo, insistendo sul concetto che, «indipendentemente dalle norme, la caccia dovrà sempre più rispondere a criteri etici, sostenibili e compatibili con il quadro sociale e normativo».
Favorevole anche Lamberto Bottini (Pd) che nella audizione ha riscontrato un clima generale di condivisione delle scelte fatte ed ha ricordato come la vicina Toscana apre in anticipo come l’Umbria, ma solo alla specie tortora; e Andrea Smacchi (Pd) che, dopo le divisioni emerse  fra le associazioni, si è augurato un rapporto continuo con il mondo della caccia.

Contro l’atto si sono espressi due Pdl, Udc, Lega Nord e l’Idv.
Quest’ultima con Paolo Brutti ha lamentato un’eccessiva pressione venatorio nei giorni della preapertura su due sole specie, tale da mettere a rischio anche i cacciatori. Più articolato il no del Pdl che, con Massimo Mantovani e Rocco Valentino, ha contestato «l’eccessivo taglio protezionistico verso alcune specie che nemmeno la legge 157 prevede» e la scarsa collaborazione fra le istituzioni preposte.
Per Sandra Monacelli (Udc) serve una legge che disciplini il calendario per evitare il ripetersi ogni anno di un confronto eccessivo; mentre Gianluca Cirignoni (Lega Nord) ha detto, «siamo per un’apertura unica della caccia e che coincida con un giorno di festa perchè la caccia deve essere una festa per tutti».

La Commissione, comunque, ha espresso parere favorevole sulla proposta di Giunta, integrata con alcune modifiche maturate dopo l’audizione di mercoledì.
Queste sono state elencate, prima del voto finale, dall’assessore Fernanda Cecchini: per la caccia al cinghiale possibilità per le Province di decidere l’apertura dal primo ottobre al 31 dicembre, con la reintroduzione del giovedì (non più il mercoledì), sabato e domenica; giorni fissi di caccia solo a settembre; anticipo di un giorno per l’addestramento cani (15 agosto); ampliamento del carniere per la specie tortora fino a sette capi nel periodo di preapertura. L’assessore – riferisce un comunicato della Regione – ha anche dichiarato la sua disponibilità a convocare una conferenza venatoria regionale, allargata alle regioni confinanti, che possa dirimere molte questioni aperte e migliorare i rapporti fra istituzioni e mondo venatorio. 
 

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