Ancora una volta ad accorgersi dei problemi i consumatori finali di prodotti che per legge dovrebbero  essere prodotti con rigorosi autocontrolli sull'intera filiera
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Le ormai famigerate mozzarelle che paiono l’alimento dei Puffi, stavolta di provenienza non più teutonica ma nazionale, sembra abbiano fatto la loro comparsa, nonostante l’allarme lanciato, anche dalle nostre parti.
E pnsare che Il primo allarme sulla presenza di prodotti caseari contaminati sembra essere giunto nel dicembre 2009 per segnalazione di un agente commerciale italiano ed è stato completamente ignorato per un periodo di oltre sei mesi.
Anche
la richiesta di sospensione della produzione da parte della Commissione Europea del 2 luglio è stata completamente ignorata e continuano le segnalazioni di prodotti contaminati con il batterio Pseudomonas fluorescens che denota la scarsa igiene.

L’Istituto zooprofilattico Umbria-Marche di Perugia,infatti, sta analizzando mozzarelle, commercializzate in Umbria e prodotte in Italia, che hanno presentato una colorazione bluastra. 
Le analisi per identificare le cause della trasformazione di colore – spiega la Regione in un comunicato – sono state avviate dopo che due cittadini avevano segnalato al servizio veterinario dell’Usl di Terni che le mozzarelle utilizzate per preparazioni gastronomiche e mantenute in frigorifero, avevano mostrato un colore tendente al bluastro. Contemporaneamente  i servizi veterinari dell’Usl hanno proceduto al sequestro delle confezioni di mozzarelle in commercio, mentre la ditta produttrice ha avviato il ritiro del prodotto dal mercato.
Le autorità sanitarie «stanno accertando – segnala la Regione – se nella produzione delle mozzarelle siano stati utilizzati ingredienti provenienti dallo stabilimento tedesco coinvolto nelle precedenti, recenti segnalazioni».

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