Città della Pieve
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dalle ore 17.30 Centro storico
P-FUNKIN’ BAND

Diciotto giovani scatenati musicisti di diversa estrazione artistica ma uniti da una grande passione in comune danno vita all’eclettica P-Funking Band capitanata dal trombettistaRiccardo Giulietti. Una marching band attualmente unica in Umbria, la P-Funking fonde nelle sue performance musica e movimento. Una miscela esplosiva di Funky, Disco Music, Jazz, Rhythm’n’blues e Soul rivisitata in chiave marching, arricchita da dinamiche coreografie a cui partecipa tutta la band. Uno spettacolo coinvolgente e di grande impatto in cui una frizzante energia, un ritmo trascinante e un repertorio accattivante impreziosito da arrangiamenti inusuali ed insoliti sono gli ingredienti di un groove cui è difficile resistere. Nel giro di due anni la P-Funking si è esibita in tutte le piazze più importanti d’Italia riscuotendo un grandissimo successo nei loro numerosi show. Dal loro esordio di due anni fa a Trasimeno Blues, dove hanno aperto il concerto di Larry Carlton e Robben Ford hanno continuato un’incessante attività concertistica che li ha portati a suonare in numerose piazze d’Italia sempre riscuotendo un grande successo di pubblico e sorprendendo gli stessi organizzatori: Mei – Meeting delle etichette indipendenti 2009; Barga Jazz Festival 2009 e 2008; Trasimeno Blues 2009, 2008 e 2007; Gubbio No Borders 2009 e 2008; Arezzo Play Art Festival 2009; Pistoia Blues 2009; Groove City e Groove City Summer Edition 2009; Senti che Fiora 2009 (con Simone Cristicchi), Viterbo Jazz Up 2009 e 2008; Vini Nel Mondo – Notte Bianca 2009, 2008 (apertura concerto Max Gazzè) e 2007; Assisi Endurance 2009 e 2008; Festa Europea della Musica di Siena 2009 e 2008…Diventati ormai ospiti fissi nel cartellone di Trasimeno Blues, sono stati protagonisti anche dell’edizione invernale 2008 con le loro entusiasmanti incursioni musicali nella notte di capodanno. Compiuto il salto di qualità, la P-Funking va consolidando il posto che si è conquistata nel panorama musicale internazionale tanto è che si annuncia per loro un’altra stagione calda di concerti dal vivo che li farà approdare nei più importanti eventi musicali della penisola tra cui il gradito ritorno a Trasimeno Blues nelle strade dei centri storici di Passignano e Città della Pieve.

Formazione: Riccardo Giulietti: tromba, direzione, arrangiamenti; Matteo Ciancaleoni: tromba;Giulio Brandelli: tromba; Gabriele Busti: tromba; Lorenzo Cannelli: tromba; Sauro Truffini: sax alto; Andrea Maggio: sax alto; Lorenzo Busti: sax tenore; Riccardo Bussetti: sax tenore;Stefano Silvi: sax baritono; Antonio Picano: trombone; Andrea Angeloni: trombone; DanieleMaggi: trombone; Pierluigi Bastioni: tromobone basso; Danilo Tamburo: susafono; FedericoOrtica: rullante; Federico Trinari: cassa; Roberto Gatti: percussioni; Michele Fondacci: percussioni; Filippo Radicchi: piatti.

ore 18.30 Giardini della Rocca – ingresso gratuito
FABRIZIO POGGI & Chicken Mambo

Cantante, armonicista, viaggiatore, scrittore, giornalista e premio Oscar Hohner Harmonicas, Fabrizio Poggi ha inciso tredici album, (dieci con i Chicken Mambo), di cui quattro registrati negli Stai Uniti. Ha suonato con tantissimi grandi del Blues, del Rock e della canzone d’autore tra cui Garth Hudson, Willie Nelson, Jerry Jeff Walker, Bob Brozman, Mitch Woods, Seth Walzer, Steve Cropper, Ponty Bone, Otis Taylor, Guy Davis, Eric Bibb. Attivo nella musica da oltre trent’anni, Fabrizio Poggi ha fondato i Chicken Mambo intorno al 1990: una Blues band con influenze Zydeco, la musica nera della Louisiana, e con una grande passione per i cantautori roots texani. Durante la lunga attività, la band ha raccolto entusiastici consensi e un enorme successo nei più leggendari Blues Club degli Stati Uniti anche grazie all’intenso feeling che Poggi riesce a stabilire con il pubblico. L’inconfondibile armonica di Fabrizio Poggi si può ascoltare anche in parecchi album di artisti italiani tra cui quelli di Enrico Ruggeri; e tra le tante collaborazioni da citare quelle con Eugenio Finardi, Gang, Luigi Grechi, De Gregori. Tra i libri pubblicati il bellissimo “Il soffio dell’anima: armoniche e armonicisti Blues”, che è stato molto apprezzato in tutto il mondo e di cui è andata esaurita anche la quarta edizione; e il recentissimo “Angeli perduti del Mississippi – Storie e leggende del Blues” (2010),una miscellanea di microracconti, frammenti narrativi incastrati come smalti e tasselli di un medesimo mosaico. Nel 2007 Poggi ha ricevuto  l’Hohner Harmonica Award, un’importante premio alla carriera per lo “straordinario impegno nella diffusione dell’armonica Blues”. Dopo dieci anni in cui Poggi ha attraversato momenti difficili per problemi di salute, nel 2008 perviene, con i Chicken Mambo, alla produzione di “Mercy”, uno splendido album di Spiritual-Blues, prodotto dall’Ultra Sound Records: un disco terapeutico, emozionante, lirico e poetico, che è stato eletto disco consigliato e disco italiano dell’anno dalla prestigiosa rivista Buscadero con quattro stelle e parole che lo descrivono come un disco prezioso, da assaporare nota dopo nota. Il degno successore di “Mercy”è“Spirit & Freedom” (2010), il nuovo disco di Fabrizio Poggi & Chicken Mambo che riprende e dilata le atmosfere Blues e Gospel di “Mercy”, aprendosi anche a delicate e commoventi incursioni nella musica d’autore americana di matrice Roots e Folk. Registrato negli States, il disco si avvale di molti ospiti, alcuni davvero prestigiosi: The Blind Boys Of Alabama, Flaco Jimenez, Garth Hudson (The Band), Charlie Musselwhite, Augie Meyers (Texas Tornados, John Hammond e Bob Dylan), Eric Bibb, Guy Davis, Billy Joe Shaver, Tish Hinojosa, Mickey Raphael (Willie Nelson band), Kevin Welch, Debbi Walton e tanti altri. Da questo album scaturisce il concerto Spirit & Freedom, un’indimenticabile viaggio tra Blues, Roots, Gospel e Folk, alle radici della musica americana.
 
Formazione: Fabrizio Poggi: voce, armonica, organetto; Gianfranco Scala: chitarra, Roberto Re: basso; Bobby J. Sacchi:  fisarmonica; Stefano Bertolotti: batteria.
 

 ore 21.00 viale Icilio Vanni – ingresso gratuito
SON OF DAVE

Ex chitarrista dei Crash Test Dummies, nato in Canada ma cresciuto a Londra, Benjamin Darvill è stato folgorato sulla strada del Funk dal sacro spirito Gospel-Blues e ha scelto Son of Dave come nome d’arte della sua one man band. Canta, suona l’armonica accompagnandosi con il beat box, batte il tempo con piedi e tamburello, si muove fra washboard e mandolino, mette tutto in loop e finisce per dare mille forme nuove ad un suono antico. Son of Dave prende linfa dalle stesse radici dalle quali si nutriva la sua famosa band: il Blues “artigiano”, il Folk più autentico e la tradizione del cantautorato americano. Ciò che cambia radicalmente è lo spirito allegro e spensierato con cui Ben interpreta, sconvolgendolo, un retaggio musicale così importante. La modalità low-fi dei suoni sporchi e scarni, le impennate in stile blaxploitation, le decostruzioni ritmiche e un piglio quasi cabarettistico sono i termini con i quali l’artista costruisce un vocabolario assolutamente originale. Dopo il successo ottenuto nel 2008 con l’album “03”, il noto alchemista di generi musicali Son of Dave ritorna a marzo 2010 con un nuovo album “Shake A Bone” (Kartel-2010), registrato e mixato da Steve Albini nel suo studio a Chicago. La riuscita fusione di schemi vocali Funk con riffs dal sapore Rhythm-and-Blues, e atmosfere degne di New Orleans sono gli ingredienti che, per la quarta volta, l’alter ego di Benjamin Darvill “Son of Dave” ci servirà nella sua nuova geniale creazione. Le canzoni di Darvill sembrano quasi scaturire da un reale desiderio ardente di conquistare il mondo della musica dominato dalla chitarra con la sua rauca armonica, alimentate dal vocal beat-boxing e dal ritmo percussivo dei suoi piedi. L’immaginazione di Son of Dave riesce ad amalgamare tutti questi elementi in un suono moderno quanto mai senza tempo, unica reminiscenza dello stesso Son of Dave. Qualcuno dice che vedere Ben dal vivo è come ascoltare Tom Waits cantare le melodie dei Blues Brothers, per molti non significa altro che godersi Son Of Dave, il Re delle one-man-band.
 
Formazione: Benjamin Darvill: voce, armonica, tamburello, washboard, mandolino.

 

ore 22.00
CANNED HEAT
The Original Woodstock Reunited

Fondamentali nella storia del Rock, alfieri di un suono robusto fra il Boogie e il Rock Blues, i Canned Heat sono stati in prima linea nel rendere popolare il Blues con successi mondiali come “On The Road Again”, “Goin’ Up The Country”, “Let’s Work Togheter”, “Amphetamine Annie” e “Refried Bolgie”: brani che hanno resistito alle mode musicali e che ancora oggi sono trasmessi quotidianamente in radio, in televisione e usati come colonne sonore di film. La band si forma a metà degli anni ’60, composta dal cantante e chitarrista Alan Wilson, il cantante ed armonicista Bob Hite e il chitarrista Henry Vestine che si alternerà poi con Harvey Mandel. I Canned Heat, il cui nome s’ispira ad una canzone degli anni ’20 di Tommy Johnson, dimostrano subito un sincero interesse per il Blues, contribuendo alla riscoperta di grandi bluesmen e collaborando con John Lee Hooker, Memphis Slim, Clarence Gatemouth Brown, Little Richard, John Mayall e tanti altri.Il famoso bassista  Larry Taylor, strumentista eccelso che ha suonato anche con il rocker inglese John Mayall nell’ LP “USA Union”, ha fatto parte dei Canned Heat dal 1967 al 1970, partecipando con loro a vari festival, compreso il Monterey International Pop Festival e Woodstock, e si è poi riunito alla band negli anni ’90. Nel 1967 oltre all’importante partecipazione al Monterey (sul palco con Jimi Hendrix, Janis Joplin e The Who),  i Canned Heat firmanoilcontratto con la Liberty ed esce il loro primo album “Canned Heat”,ricco di cover di brani di Muddy Waters, Elmore James e Willie Dixon. Presto diventano un elettrificante gruppo Blues Rock con la dote di interpretare e creare una versione moderna di Blues. La vera fama arriva nel 1968 con “Boogie with Canned Heat” grazie ad “On the Road Again”, (un traditional degli anni ’20), ipnotico inno d’epoca che scala le classifiche, seguita da “Going Up The Country” e “Living the Blues”, successi che si impongono subito nell’olimpo dei grandi classici del Rock Blues e che rappresentarono per molti un punto di culmine del festival Woodstock a cui i Canned Heat partecipano per aggiungere al coro il loro messaggio di pace. L’album del ’68 è il primo realizzato dalla classica formazione del gruppo che accoglie nell’organico il batterista Adolfo De La Parra, detto Fito. Molti sono stati negli anni i musicisti leggendari che hanno fatto parte dei Canned Heat, andando in Tour in tutto il mondo e suonando a numerosi festival. La loro leggenda continua ancora oggi con i componenti da lungo tempo della band Fito de la Parra, Larry “the Mole” Taylor ed Harvey Mandel per diffondere ancora quel sound inconfondibile che ha fatto la storia della musica. I Canned Heat hanno infatti introdotto un nuovo modo di suonare il Blues in cui il pianoforte non è più lo strumento principale ed il genere si avvicina al Rock’n’Roll con un ritmo che diventa talvolta frenetico: queste sono state le premesse per la nascita del Boogie Rock che ha travolto gli Stati Uniti diffondendosi poi nel mondo intero.
 
Formazione: Adolfo “Fito” De La Parra: batteria e voce; Larry Taylor: basso e chitarra; Harvey Mandel: chitarra; Dale Spalding: voce, chitarra, armonica.

 

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