La sopravvivenza dei capperi, anche sulle mura di Todi, potrebbe aver acquisito un punto a favore da una ricerca dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche di Avellino (Isa-Cnr), pubblicata dal British Journal of Cancer.
La quercetina, una piccola molecola ad attività antiossidante, comunemente presente in capperi, cipolle, sedano, mele, uva, tè verde e vino rosso, potrebbe essere impiegata nelle terapie preventive e curative delle leucemie.
«La molecola è capace di bloccare il processo di trasformazione di una cellula normale in tumorale, oppure di invertirlo, se è già in atto».
La sperimentazione, anche se ancora non è stata effettuata sull’uomo è molto avanti: per la prima volta, è stato dimostrato che la quercetina è efficace in cellule tumorali di pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica (Llc) che colpisce circa 1-6 persone su 100.000 e rappresenta la più frequente forma di leucemia nell’adulto (22-30% dei casi).
«In tali pazienti la molecola è in grado di rendere vulnerabili al trattamento farmacologico con chemioterapici cellule isolate dal paziente che prima non lo erano».
«Sebbene non sia esente da tossicità, studi preclinici hanno dimostrato che la quercetina è invece ben tollerata anche a dosi elevate».
La quantità di quercetina assunta giornalmente con la dieta (25-30 milligrammi) è molto lontana dal poter svolgere una qualsivoglia attività biologica. L’attività antitumorale, infatti, scatterebbe all’assunzione di dosi farmacologiche.
Attenzione, però, a interpretazioni errate o superficiali dei dati scientifici : «Massicce dosi di antiossidanti, quercetina inclusa, assunte liberamente come supplementi dietetici da persone sane e senza il diretto controllo del medico, possono risultare dannose alla salute».
- Alessia Ciancaleoni Bartoli
- 26 Luglio 2010











