E’ sempre la solita storia ma, purtroppo, c’è ancora chi ci casca e fortuna che ancora ci sono anziani che non vivono soli.
A Città di Castello due donne, di origini ungheresi, erano riuscite ad entrare con una scusa nell’appartamento abitato da una coppia di ottantenni.
La più giovane delle due donne ha avvicinato l’ anziano nel centro storico di Città di Castello dicendogli di essere un’amica della moglie, con la quale aveva un appuntamento.
In attesa del rientro della signora, la ragazza ha chiesto di poter entrare in casa per un bicchiere d’acqua e, approfittando del momento di distrazione dell’uomo, è riuscita a far introdurre nell’appartamento anche la madre, che ha cominciato a rovistare nelle varie stanze dell’abitazione.
Ma le donne ignoravano che in casa c’era il figlio della coppia che si è accorto di quello che stava succedendo.
Le due donne sono subito scappate e ad attenderle fuori c’era il complice, in macchina con la figlia di due anni e mezzo.
Ma la solidarietà fra vicini è scattata ed un residente ha segnato il numero della targa della macchina, una Fiat Bravo, prima che si allontanasse e lo ha consegnato ai carabinieri.
Così la macchina è stata bloccata a Santa Lucia, nei pressi dello svincolo della E45, e i tre adulti sono stati arrestati.
L’uomo arrestato, originario di Aprilia, era già stato arrestato dallo stesso tenente dei CC di Città di Castello nel Lazio altre due volte.
Dall’inizio dell’anno l’attività di prevenzione e repressione del fenomeno delle cosiddette truffe agli anziani ha consentito al comando provinciale perugino di denunciare 17 persone, arrestandone altre cinque.
- Redazione
- 7 Agosto 2010













