Individuato il luogo ove il 29 agosto si procederà alla rievocazione della Fiera del periodo barocco
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Sarà lo storico Portico delle Conce la location dell’edizione 2010 della Fiera dei Soprastanti, che domenica 29 agosto, dalle ore 17 alle 24, apre per la Quintana di Foligno gli appuntamenti della Giostra della Rivincita. Un’ambientazione dunque di tutto rilievo per il mercato barocco.
Un sopralluogo è già stato effettuato con l’amministrazione comunale allo scopo di individuare i percorsi e le vie di fuga per il pubblico che, come ogni anno, farà registrare migliaia e migliaia di presenze.

La Fiera dei Soprastanti è la rievocazione del mercato che si svolgeva per le vie della città di Foligno nel Rinascimento.
Nel ‘600
per la sua naturale conformazione, Foligno era divenuta crocevia di viandanti e mercanti che raggiungevano Roma provenendo sia dal mare Adriatico che dalla Pianura Padana. Per questa peculiarità, soprattutto nel medioevo, si acuì l’aspetto commerciale e mercantile del borgo. Basti pensare che i capi di alta la moda arrivavano a Foligno prima di giungere a Roma e Firenze. Il numero dei mercanti e gli interessi che vi gravitavano erano talmente elevato ed importanti, tanto che intorno ai secoli XVI e XVII i folignati si spinsero a regolamentare i mercati, che nascevano spontaneamente in città, attraverso un rigido e severo dictatum.

Nasce così quella che oggi si rievoca e ricorda con il nome di “Fiera dei Soprastanti”. I Soprastanti era cittadini illustri di Foligno che di anno in anno venivano nominati per soprintendere alla fiera, il Capitano della Fiera era invece quel cittadino che aveva massima autorità per tutta la durata della fiera; Il Capitano ed i Soprastanti avevano l’autorità di chiudere banchi, disporre ammende e addirittura condannare a morte i mercanti che violavano le regole o che fossero stati colti ad ingannare. La fiera durava due mesi, si teneva in ricordo di Santo Manno, e ne potevano partecipare mercanti e cittadini provenienti da ogni dove. La moneta che regolava le transazioni era il quattrino – moneta dello Stato Pontificio di papa Paolo V – della Foligno del ‘600.

Anche oggi dunque con la stessa filosofia e lo stesso principio si rievoca la fiera. Tutto deve essere fedele all’epoca: dalle bancarelle alle case, dagli addobbi ai prodotti venduti, dal vestiario dei mercanti a quello dei Soprastanti. La rievocazione ha raggiunto un elevato livello rievocativo, tanto che anche le monete usate per le transazioni sono come allora i quattrini; moneta ri-coniata nel Duemila rispettando la massima fedeltà a quelle dell’epoca; il cambio, disciplinato dall’Ente Giostra e regolato durante la fiera dagli addetti cambiatori, è stato definito per semplicità 1:1 (un euro = un quattrino).

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