La futura programmazione dei fondi strutturali europei è stata esaminata a Bruxelles dai membri italiani del Comitato delle regioni Ue in occasione della riunione plenaria dell’Assemblea..
«È maturata la necessità – ha spiegato il consigliere della Valle d’Aosta Luciano Caveri, capo della delegazione italiana nel Comitato delle regioni – che l’Italia sappia far avanzare una linea comune e per questo organizzeremo un momento di confronto, con governo e delegazione italiana al Parlamento europeo, affinchè si concordi un’azione congiunta per non perdere denaro prezioso».
Per la Valle d’Aosta e le altre regioni montane, secondo Caveri, il tema centrale è inoltre il ruolo, la specificità, le deroghe e i finanziamenti per i territori montani: «Il rischio è quello di trovarsi marginalizzati nel flusso di finanziamenti comunitari del futuro se la montagna non sarà un’eccezione territoriale da sostenere nel quadro della coesione territoriale. Sembrano temi distanti, ma certe scelte future si fanno oggi.
Per il futuro dei fondi strutturali europei, quindi, le regioni italiane si preparano a fare fronte comune.
Nel corso della riunione la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha posto il problema della formazione dell’indicatore del PIL che è la bussola su cui vengono calibrati i fondi.
«Per definire i nuovi principi per l’azione dei fondi strutturali europei già nella futura fase post 2013 si dovrà assolutamente rivedere il criterio di formazione dell’indicatore del Pil (Prodotto interno lordo), arricchendolo con altri indicatori economici, sociali e ambientali dai quali dipende oggi molto del benessere dei cittadini».
Il plenum del Comitato delle Regioni d’Europa (di cui la Marina è membro titolare) ha poi discusso ed approvato uno specifico parere dal titolo «Misurare il progresso non solo con il Pil».
Nel documento approvato si afferma, tra l’altro, che il tradizionale indice del Pil deve essere migliorato e completato con fattori relativi all’ambiente ed al benessere sociale. Inoltre, gli indicatori e i loro contenuti devono essere frutto di una ampia partecipazione, dal basso verso l’alto, degli enti locali, delle regioni, degli Stati membri e dell’Unione.
La presidente ha anche sottolineato l’urgenza di realizzare quanto contenuto nel parere del Comitato, «perchè dobbiamo tener conto dell’attuale dibattito politico sull’avvio della nuova strategia e sull’attuazione del quadro finanziario pluriennale a partire dal 2013».
La Regione Umbria si è quindi candidata ad ospitare per il prossimo anno una delle due sessioni annuali della commissione del comitato delle Regioni che si occupa appunto delle politiche di programmazione e gestione dei fondi strutturali europei.









