I sindacati marchigiani si oppongono alla crezione di una direzione in Umbria "produzione di personale di macchine e bordo. "
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Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti delle Marche si oppongono, infatti, a quello che ritengono lo smembramento della Direzione regionale Marche-Umbria, che entro dicembre dovrebbe sdoppiarsi in due direzioni con strutture separate e doppia gestione della produzione di personale di macchine e bordo.
Soprattutto a scatenare le proteste il fatto che la sede di Ancona ha subito sei mesi fa la chiusura della divisione Freccia argento , che ha comportato la perdita di 30 posti di lavoro tra il personale di macchina.
Ad oggi, «Ancona gestisce la direzione Marche-Umbria con ottimi risultati in termini di funzionalità e efficienza. Non si capisce per quale motivo dovrebbe nascere una struttura doppione, destinata a indebolire entrambi i territori, vista la presenza di realtà limitrofe consolidate come Roma e Bologna».
Trenitalia, concludono i sindacati di categoria, «un giorno adotta iniziative di desertificazione del territorio, e il giorno dopo si muove in direzione opposta, duplicando inutili strutture dirigenziali».
Ovviamente su un’altra lunghezza d’onda i sindacati umbri che lamentavano da tempo una sudditanza ai marchigiani non priva di effetti pratici.

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